Domanda
Chi era Tito nella Bibbia?
Risposta
Tito era un leader della Chiesa primitiva, un compagno fidato dell’apostolo Paolo e un fedele servitore del Signore.
Tito era un gentile (Galati 2:3) che fu condotto alla fede in Cristo da Paolo (Tito 1:4). Si sentì chiamato al ministero e divenne collaboratore di Paolo, accompagnando lui e Barnaba da Antiochia a Gerusalemme (Tito è incluso tra gli "altri credenti" di Atti 15:2). Al Concilio di Gerusalemme, Tito sarebbe stato un esempio lampante di cristiano gentile rinato. Tito era la prova vivente che il rito della circoncisione non era necessario per la salvezza (Galati 2:3).
In seguito, Tito si recò a Corinto per servire la chiesa locale (2 Corinzi 8:6, 16-17). Durante il terzo viaggio missionario di Paolo, avvenuto dal 53 al 57 d.C., Paolo giunse a Troas e si aspettava di incontrare Tito lì (2 Corinzi 2:12-13). Non avendo trovato il suo amico, Paolo partì per la Macedonia. Tito si ricongiunse a Paolo a Filippi e gli riferì notizie positive sul ministero a Corinto (2 Corinzi 7:6-7, 13-14). Quando Tito tornò a Corinto, consegnò di persona la Lettera ai Corinzi e organizzò una colletta a favore dei santi bisognosi di Gerusalemme (2 Corinzi 8:10, 17, 24).
Diversi anni dopo, Tito e Paolo si recarono sull’isola di Creta, dove Tito fu lasciato sul posto per continuare e rafforzare l’opera. Il compito di Tito era principalmente amministrativo: doveva mantenere la sana dottrina e "mettere ordine in ciò che era rimasto incompiuto e nominare anziani in ogni città" (Tito 1:5). Quando Artema e Tichico giunsero a Creta per dirigere il ministero, Paolo chiamò Tito affinché lo raggiungesse a Nicopoli, una città della provincia dell’Acaia, nella Grecia occidentale (Tito 3:12).
L’ultima menzione di Tito nella Bibbia indica che egli era con Paolo durante l’ultima prigionia romana di quest’ultimo. Da Roma, Tito fu inviato a evangelizzare la Dalmazia (2 Timoteo 4:10), un’area che in seguito divenne nota come Jugoslavia e che oggi è chiamata Serbia e Montenegro.
In quanto cristiano di origine gentile, Tito sarebbe stato particolarmente efficace nel combattere l’eresia dei giudaizzanti. I giudaizzanti insistevano sul fatto che tutti i cristiani fossero vincolati alla Legge mosaica. Di solito, i giudaizzanti si concentravano sulla circoncisione: i gentili dovevano essere circoncisi, dicevano, per essere veramente salvati (vedi la confutazione di Paolo di questo insegnamento in Galati 5:1-6). Tito conosceva bene questo insegnamento, poiché l’argomento era stato sollevato ad Antiochia di Siria, portando al Concilio di Gerusalemme, al quale egli aveva preso parte.
Tito era un fedele servitore del Signore e un collaboratore devoto di Paolo. Doveva essere una persona affidabile e degna di fiducia, poiché Paolo lo nominò responsabile delle opere a Corinto, a Creta e in Dalmazia. Infatti, Paolo lo definisce "mio compagno e collaboratore" (2 Corinzi 8:23). Conoscendo le difficili situazioni sia a Corinto che a Creta, possiamo dedurre che Tito fosse un uomo perspicace, capace di gestire i problemi con grazia. La Scrittura afferma che Tito nutriva un amore donato da Dio per i credenti di Corinto; infatti, nel tornare a Corinto, Tito andò "con grande entusiasmo e di propria iniziativa" (2 Corinzi 8:16-17).
Possiamo noi avere lo stesso zelo per il Signore che Tito ha dimostrato. Ogni credente farebbe bene a prendere a modello l’impegno di Tito verso la verità, il fervore nel diffondere il Vangelo e l’amore entusiastico per la chiesa.
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