Domanda
Cosa sono le virtù teologali?
Risposta
Le virtù teologali sono la fede, la speranza e l'amore (talvolta indicato come "carità"). Una virtù è una particolare eccellenza morale (www.dictionary.com/browse/virtue), e le virtù teologali sono le virtù più eccellenti che gli esseri umani possano possedere, poiché provengono solo da Dio e riconducono a Dio. Nella teologia cattolica, le virtù teologali sono spesso paragonate alle virtù cardinali, come l’autocontrollo e il coraggio, che sono virtù umane sviluppate dalla conoscenza e dal compiere scelte giuste.
La fede è la virtù del credere in Dio. La speranza è la virtù di avere fiducia nella nostra vita eterna in Cristo. L'amore è la virtù di cercare ciò che è meglio per la persona amata. Il primo a utilizzare il termine "virtù teologali" fu il filosofo Tommaso d'Aquino (1225-1274) nel suo testo Summa Theologiae (Wawrykow, J., “The Theological Virtues,” The Oxford Handbook of Aquinas, Davies e Stump, ed., Oxford University Press, 2012).
Tommaso d’Aquino e molti dopo di lui basano questa classificazione delle virtù teologali sul famoso trattato sull’amore dell’apostolo Paolo in 1 Corinzi 13, che termina al versetto 13: "Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e l’amore. Ma la più grande di queste è l’amore". Nella Summa Theologiae, Tommaso d’Aquino scrisse: "Queste virtù sono chiamate divine, non come se Dio fosse virtuoso per loro, ma perché per mezzo di esse Dio ci rende virtuosi e ci dirige a Sé" (Domanda 62, Articolo 1, Risposta all’Obiezione 2).
Una delle benedizioni della salvezza per grazia mediante la fede è quella di possedere i doni della fede, della speranza e dell’amore. Pietro non elenca le "virtù teologali", ma fa riferimento alle grandi benedizioni dei doni di Dio: "La sua potenza divina ci ha donato tutto ciò di cui abbiamo bisogno per una vita devota, attraverso la conoscenza di colui che ci ha chiamati per la sua gloria e bontà. Attraverso queste ci ha dato le sue grandissime e preziose promesse, affinché per mezzo di esse possiate partecipare alla natura divina, essendo sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa delle concupiscenze" (2 Pietro 1:3-4).
È solo grazie alla potenza dello Spirito Santo che dimora in noi che possiamo veramente possedere le "virtù teologiche" della fede, della speranza e dell’amore. Questi doni provengono davvero da Dio.
La Prima Lettera ai Corinzi 13 si conclude concentrandosi sulla virtù teologale preminente: "La più grande di queste è l’amore" (versetto 13). L’amore è "il culmine della natura [di Dio]; è l’adempimento di ogni dovere; è la corona e il fermaglio ingioiellato di ogni perfezione" (MacLaren, A., Expositions Of Holy Scripture). L’apostolo Giovanni si concentra sull’amore di Dio e su come si manifesta nella nostra vita: "Cari amici, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore viene da Dio. Chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non conosce Dio, perché Dio è amore. Ecco come Dio ha manifestato il suo amore tra noi: ha mandato il suo unico Figlio nel mondo affinché vivessimo per mezzo di lui" (1 Giovanni 4:7-9).
L’immagine definitiva dell’amore di Dio per noi si trova nella vita, nella morte e nella risurrezione di Gesù Cristo (1 Giovanni 4:10). La nostra fede in Lui ci dà la speranza di cui abbiamo bisogno, e il risultato è un amore per Lui che, in ultima analisi, ci rende liberi di amare gli altri.
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