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Domanda

In che senso Gesù è il "Vero Pastore" in Giovanni 10:1-5?

Risposta


Riferendosi a Se stesso come al Vero Pastore, Gesù ricorreva a immagini che sarebbero state familiari ai Suoi ascoltatori. Egli utilizzò più volte i simboli delle pecore e del loro pastore, definendosi non solo il "Vero" Pastore, ma anche il Buon Pastore (Giovanni 10:11) e la Porta delle pecore (Giovanni 10:7). Le tre affermazioni contenute in Giovanni 10 presentano un quadro completo del Signore che è il nostro Pastore (Salmo 23).

Per comprendere ciò che Gesù intendeva trasmettere con l’immagine delle pecore e del pastore, dobbiamo comprendere la figura del pastore mediorientale dei tempi biblici. Il suo lavoro era sporco e pericoloso. Spesso l’unica arma di cui il pastore disponeva per respingere leoni e altri animali selvatici era un bastone ricurvo. Metteva volentieri a rischio la propria vita per il suo gregge. Di notte, metteva il gregge in un recinto improvvisato che aveva un solo ingresso e un'unica uscita. Il pastore apriva la porta del recinto, chiamava le pecore per nome, ed esse entravano e si sistemavano al sicuro per la notte.

Le pecore sono animali nervosi e si "spaventano" facilmente. Poiché conoscevano la voce del pastore, si calmavano e seguivano lui e nessun altro. Diversi greggi possono mescolarsi, e quando il vero pastore dei greggi parla, essi si separano e lo seguono. Se arriva un ladro, le pecore non lo seguiranno perché non conoscono la sua voce. Di notte il pastore si sdraia all’ingresso del recinto, pronto a dare la vita, se necessario, per proteggere il suo gregge. E il ladro può solo scavalcare la recinzione perché il pastore sta sorvegliando l’ingresso. Gesù è il Vero Pastore delle pecore (i veri credenti) che sono Sue. Noi Lo conosciamo, riconosciamo la Sua voce e seguiamo solo Lui (Giovanni 10:27-28).

Ciò che Gesù sta dicendo qui si ricollega direttamente a Giovanni 14:6: "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo mio". Gesù non è solo il Buon Pastore che dà la propria vita volontariamente per le Sue pecore (Giovanni 10:11), ma è anche la "porta" delle pecore (Giovanni 10:9). In questa metafora Gesù si presenta come Colui che dona la salvezza, Colui che offre l’accesso al cielo. Quindi, Gesù è il Vero Pastore che custodisce le Sue pecore, il Buon Pastore che dà la Sua vita per loro e la Porta del cielo per le pecore che Lo conoscono e sono conosciute da Lui.

Gesù dice anche che molti sono venuti prima di Lui fingendo di essere buoni pastori. Ma, dice, essi sono ladri e briganti che si intromettono nel gregge. Egli allude ai falsi pastori d’Israele, i farisei che non amavano il popolo, né erano disposti a sacrificarsi per esso. Questi falsi pastori, autoproclamati e ipocriti, hanno sviato le pecore d’Israele dalla vera conoscenza del Messia, aggrappandosi a una religione basata sulle opere che non poteva condurre alla salvezza (Ezechiele 34:1-31). Questi capi non erano i veri pastori d’Israele, ma erano come ladri che saccheggiavano il gregge per il proprio tornaconto. Purtroppo, tali falsi pastori abbondano ancora oggi, più interessati a spennare il gregge per il proprio guadagno personale che a nutrire e proteggere le pecore come veri sottopastori del Vero Pastore, il Signore Gesù Cristo.

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