Domanda
Che cosa significa affermare che la Bibbia debba essere la nostra unica autorità in materia di fede e condotta?
Risposta
L’affermazione "la Bibbia è la nostra unica autorità in materia di fede e di condotta" ricorre in molte dichiarazioni dottrinali. A volte assume forme simili, affermando che la Bibbia è "l’autorità finale", "l’unica regola infallibile" o "l’unica regola certa". Qualunque sia la formulazione, tale affermazione è un modo per i cristiani che credono nella Bibbia di dichiarare il loro impegno nei confronti della Parola di Dio scritta e la loro indipendenza da altre presunte autorità.
L’affermazione secondo cui la Bibbia è "l’unica autorità in materia di fede e di condotta" trova il suo fondamento nella sufficienza delle Scritture, come rivelato in 2 Timoteo 3:16-17: "Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia, affinché l'uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera" (2 Timoteo 3:16-17). Poiché Dio è sovrano, la Sua Parola costituisce l’autorità assoluta nella nostra vita e, mediante di essa, Egli ci prepara al Suo servizio. Come ha scritto A. A. Hodge: "Tutto ciò che Dio insegna o comanda è di autorità sovrana. […] Le Scritture dell’Antico e del Nuovo Testamento sono gli unici canali attraverso i quali, durante l’attuale dispensazione, Dio ci trasmette la conoscenza della sua volontà riguardo a ciò che dobbiamo credere su di lui e ai doveri che ci richiede" (Outlines of Theology, capitolo 5).
Quando affermiamo che "la Bibbia è la nostra unica autorità in materia di fede e di condotta", intendiamo affermare che riconosciamo la Sacra Scrittura come la suprema guida per ciò in cui crediamo (la fede) e per ciò che pratichiamo (la condotta). Con ciò affermiamo che la Bibbia prevale sull’autorità umana, sulla tradizione ecclesiale e sulle nostre opinioni personali. Non permetteremo a nulla che si opponga alla Parola di Dio di dettare le nostre azioni o di dominare il nostro pensiero. In tal senso ci uniamo al grido dei Riformatori: "sola Scriptura".
Quando la Bibbia rivela chiaramente una verità, noi la crediamo con tutto il cuore. Quando la Bibbia ci comanda chiaramente di fare qualcosa, ci assicuriamo di farlo. Ad esempio, la Scrittura afferma che Gesù tornerà (Giovanni 14:3; Apocalisse 19:11-16). Poiché la Bibbia è la nostra "unica autorità in materia di fede", non abbiamo altra scelta che credere che Gesù tornerà un giorno. Inoltre, la Scrittura ci esorta a fuggire la fornicazione (1 Corinzi 6:18). Poiché la Bibbia è la nostra "autorità finale in materia di condotta", siamo tenuti ad astenerci da ogni forma di immoralità, così come definita dalla Parola di Dio.
Riteniamo che fare della Bibbia l’unica regola di fede e di condotta rappresenti la posizione più sicura dal punto di vista teologico. Questa fedeltà alle Scritture ci preserva dall'essere "sballottati e trasportati da ogni vento di dottrina" (Efesini 4:14). Come ci ricordano i nobili Bereani (Atti 17:11), ogni dottrina va esaminata alla luce della Bibbia e solo ciò che è conforme alla verità biblica deve essere accolto.
Seguire la Bibbia rappresenta anche la posizione più saggia e coerente, poiché la Parola di Dio "per sempre […] la tua parola è stabile nei cieli" (Salmo 119:89) e "La legge dell'Eterno è perfetta, essa ristora l'anima; la testimonianza dell'Eterno è verace e rende savio il semplice" (Salmo 19:7).
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Che cosa significa affermare che la Bibbia debba essere la nostra unica autorità in materia di fede e condotta?