Cos’è la traduzione della Bibbia di J. B. Phillips?
John Bertram Phillips (1906-1982) era un pastore anglicano di Londra. Si rese conto che la sua congregazione aveva difficoltà con il linguaggio della versione di Re Giacomo. Cercò quindi di realizzare una traduzione che fosse più facile da comprendere, e il risultato fu il *New Testament in Modern English* (Nuovo Testamento in inglese moderno), spesso chiamato semplicemente "traduzione di Phillips".
- A causa delle condizioni belliche del 1941, quando Phillips iniziò il progetto, aveva poche risorse a disposizione oltre al proprio Nuovo Testamento in greco. (Oggi, la maggior parte delle traduzioni è prodotta da team di studiosi ed editori, ma Phillips lavorò da solo.) Dopo aver utilizzato le sue traduzioni con la sua congregazione per circa un decennio, il suo lavoro iniziò a essere pubblicato:
- 1952 – Letters to Young Churches [Lettere alle Giovani chiese] (Le epistole). C. S. Lewis ne scrisse l'introduzione, nella quale spiegò la necessità di un'opera come quella di Phillips e i suoi benefici.
- 1955 – The Young Church in Action [La giovane chiesa in azione] (Atti)
- 1957 – The Book of Revelation [Il libro dell'Apocalisse]
- 1958 – The Gospels Translated Into Modern English [I Vangeli tradotti in inglese moderno]
- 1958 – The New Testament in Modern English [Il Nuovo Testamento in inglese moderno] (il Nuovo Testamento completo)
- 1963 – Four Prophets [Quattro profeti] (Amos, Hosea, Micah, Isaiah). J. B.
Phillips afferma di non essersi preoccupato della “precisione minuziosa”, ma di aver voluto piuttosto trasmettere la “vitalità e la fede radiosa, nonché il coraggio della Chiesa primitiva” (dall’Introduzione a The New Testament in Modern English, Revised Edition, Simon and Schuster, 1972, p. vii).
Oggi, i cristiani di lingua inglese hanno a disposizione decine di traduzioni della Bibbia e di parafrasi tra cui scegliere. Ognuna di esse, se realizzata con integrità, è un tentativo di comunicare in inglese il significato dell’originale ebraico o greco. Non esiste una corrispondenza univoca tra le parole delle diverse lingue, quindi la traduzione è un’arte oltre che una scienza. Ai tempi di Phillips, le opzioni di traduzione erano molto limitate e molti consideravano il suo lavoro una ventata di aria fresca rispetto al linguaggio arcaico della Versione Autorizzata (King James).
La traduzione di J. B. Phillips può essere ancora oggi utilizzata con profitto, anche se per la lettura e lo studio raccomandiamo una traduzione realizzata da un team di studiosi, come la NIV o l’ESV, come Bibbia principale.
Di seguito sono riportati alcuni esempi della traduzione di J. B. Phillips [qui tradotta in italiano] a confronto con la Nuova Diodati:
Efesini 1:1
Nuova Diodati: "Paolo, apostolo di Gesù Cristo per la volontà di Dio, ai santi che sono in Efeso e fedeli in Cristo Gesù".
Phillips: "Paolo, Messaggero Speciale di Gesù Cristo per scelta di Dio, a tutti i cristiani fedeli a Efeso (e in altri luoghi dove questa lettera viene letta)".
Romani 5:1-2
Nuova Diodati: "Giustificati dunque per fede, abbiamo pace presso Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, per mezzo del quale abbiamo anche avuto, mediante la fede, l'accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio".
Phillips: "Poiché è per fede che siamo giustificati, comprendiamo il fatto che abbiamo pace con Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo. Per mezzo di Lui siamo entrati con fiducia in questa nuova relazione di grazia, e lì prendiamo posizione, nella felice certezza delle cose gloriose che Egli ha in serbo per noi nel futuro".
J. B. Phillips ha scritto un totale di 26 libri, compreso il suo lavoro di traduzione. Il suo Nuovo Testamento in inglese moderno rimane una traduzione leggibile e vivida per i lettori moderni. C. S. Lewis ne ha fatto un grande elogio: "È come guardare un quadro familiare dopo che è stato pulito" (www.jbphillips.org, consultato il 28/12/21).
Cos’è la traduzione della Bibbia di J. B. Phillips?