Domanda
Cosa significa eliminare il vecchio lievito (1 Corinzi 5:7)?
Risposta
In 1 Corinzi 5:7, l’apostolo Paolo scrive: "Eliminate il vecchio lievito, affinché siate una pasta nuova, poiché in verità siete senza lievito. "Infatti Cristo, la nostra Pasqua, è stato immolato per noi" (NKJV). Paolo usa il lievito come metafora del peccato nella chiesa. Il peccato deve essere eliminato dalla congregazione perché Dio ci ha chiamati alla santità.
La circostanza specifica che richiedeva l’eliminazione del "vecchio lievito" era un caso di immoralità sessuale nella chiesa di Corinto. Paolo apre il capitolo dicendo: "Si dice infatti che tra voi ci sia immoralità sessuale […] che un uomo abbia la moglie di suo padre!" (1 Corinzi 5:1, NKJV). Questa situazione era inaccettabile, persino secondo gli standard pagani. Un uomo che viveva con la propria matrigna si stava rendendo responsabile di una flagrante immoralità, e ciò non era un segreto nella comunità. I credenti di Corinto avrebbero dovuto vergognarsi di tollerare un simile comportamento in mezzo a loro; invece, trattarono la questione con leggerezza. Paolo rimprovera la loro indulgenza e li esorta a scomunicare il colpevole: "Consegnate quell’uomo a Satana per la distruzione della carne, affinché il suo spirito possa essere salvato nel giorno del Signore Gesù" (1 Corinzi 5:5, NKJV). Il "lievito" dell’immoralità deve essere rimosso per proteggere l’integrità e la purezza della chiesa.
Nello stesso contesto, Paolo mette in guardia dalla natura insidiosa del lievito. Il lievito pervade qualsiasi impasto in cui si trovi: "Non sapete che un po’ di lievito fa lievitare tutta la pasta?", chiede (1 Corinzi 5:6, NKJV; cfr. Galati 5:9). Tollerare il peccato impenitente può corrompere l’intero corpo locale. I Corinzi devono "eliminare il vecchio lievito" prima che i suoi effetti si diffondano e altri vengano corrotti.
Il verbo greco tradotto con "eliminare" indica un’azione decisiva e immediata. Paolo ordina ai Corinzi di agire rapidamente contro l’immoralità sessuale. Non si tratta di un suggerimento, ma di una richiesta urgente per proteggere la santità della casa di Dio.
Paolo menziona la Pasqua ebraica e applica i rituali associati a quella festa alla necessità di santità nella chiesa. Durante la Pasqua ebraica e la Festa dei Pani Azzimi, ogni traccia di lievito veniva accuratamente rimossa da ogni casa come segno di separazione consacrata a Dio (cfr. Esodo 12:15; Deuteronomio 16:3-4). La Pasqua stessa simboleggiava la liberazione dalla schiavitù in Egitto e la nuova vita degli Israeliti con Dio. Nella metafora di Paolo, il "vecchio lievito" fa parte della vecchia vita peccaminosa. I cristiani sono stati liberati dalla schiavitù del peccato e non dovrebbero più lasciarsi coinvolgere dalle vecchie abitudini.
"Eliminate il vecchio lievito, affinché siate una pasta nuova, come in realtà siete senza lievito. Infatti Cristo, il nostro agnello pasquale, è stato immolato" (1 Corinzi 5:7, ESV). Il sacrificio è stato compiuto: Cristo, l’Agnello di Dio. La pasta è stata purificata: la chiesa è stata perdonata dal peccato. Siamo senza lievito: Dio ci ha santificati. Allora, perché la chiesa permette che il peccato continui tra le sue file?
Abbiamo una nuova identità in Cristo. Siamo stati purificati e messi da parte: siamo una nuova pasta. Dobbiamo guardarci dall’influenza contaminante del lievito spirituale (cfr. Marco 8:15).
Il peccato nella chiesa deve essere affrontato, e Gesù ci ha dato le linee guida da seguire (Matteo 18:15-18). La disciplina ecclesiale non è mai facile, ma a volte è necessaria per mantenere l’integrità spirituale e morale della Chiesa. L’obiettivo è il recupero del peccatore, e a tal proposito abbiamo istruzioni in 2 Corinzi 2:5-11.
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Cosa significa eliminare il vecchio lievito (1 Corinzi 5:7)?