Domanda
Cosa accadde durante il terzo viaggio missionario di Paolo?
Risposta
Il primo viaggio missionario di Paolo portò alla fondazione di chiese nel sud-est dell’Asia Minore. Nel secondo, egli aveva intenzione di rafforzare quelle chiese, ma lo Spirito Santo lo condusse più lontano, attraverso il Mar Egeo fino in Grecia e poi di ritorno a casa passando per Efeso. Nel terzo viaggio, Paolo ebbe l’occasione di ritrovare molte delle chiese che aveva fondato nei primi due viaggi e ne fondò un paio di nuove.
Il racconto del terzo viaggio missionario di Paolo inizia in Atti 18. Paolo trascorse un po’ di tempo nella sua chiesa d’origine ad Antiochia di Siria prima di dirigersi nuovamente verso nord-ovest via terra e attraversare la Galazia e la Frigia in Asia Minore, visitando le chiese di Derbe, Listra, Iconio e Antiochia di Pisidia — chiese che aveva fondato durante il suo primo viaggio (Atti 18:23). Nel frattempo, a Efeso, sulla costa sud-occidentale dell’Asia Minore, Priscilla e Aquila incontrarono Apollo, un oratore colto ed eloquente che parlava con entusiasmo di Gesù. Purtroppo, conosceva la storia solo fino al battesimo di Giovanni. Priscilla e Aquila presero Apollo da parte e gli insegnarono della crocifissione e della risurrezione di Cristo; così Apollo divenne un potente maestro cristiano, rivaleggiando talvolta con l’influenza di Paolo (Atti 18:24-28; 1 Corinzi 3:4-5).
Apollo si recò a Corinto, in Acaia, mentre Paolo giunse a Efeso, dove a quanto pare incontrò alcuni allievi di Apollo (Atti 19:1). Questi dodici uomini conoscevano solo il battesimo di Giovanni per il pentimento (vedere Marco 1:4); non erano rinati mediante la fede in Cristo e non avevano ricevuto lo Spirito Santo (Atti 19:2-3). Paolo spiegò loro il Vangelo completo, indicando loro Gesù Cristo come aveva fatto Giovanni (cfr. Marco 1:7-8). Quegli uomini furono battezzati e Paolo impose loro le mani. Ricevettero immediatamente lo Spirito e, come segno della loro nuova vita, cominciarono a parlare in lingue e a profetizzare (Atti 19:4-7).
Paolo trascorse tre mesi insegnando nella sinagoga di Efeso, argomentando sulla base delle Scritture ebraiche, ma alcuni tra il suo pubblico non solo respinsero il suo messaggio, ma si misero anche a insultare "la Via" (Atti 19:8-9). Paolo prese coloro che credevano e si trasferì dalla sinagoga a una scuola di proprietà di un uomo di nome Tiranno. Lì Paolo predicò quotidianamente a ebrei e greci per due anni (versetti 9-10).
Nonostante l’opposizione a Efeso, lo Spirito Santo operò con grande potenza attraverso Paolo. Luca dice che venivano compiuti "miracoli straordinari" (Atti 19:11), mentre le persone venivano guarite e gli spiriti maligni venivano scacciati (versetto 12). Cercando di partecipare all’opera di Paolo, i "figli di Sceva", sette esorcisti ebrei itineranti, tentarono di scacciare i demoni nel nome di Gesù e di Paolo (versetto 13). I demoni risposero che riconoscevano l’autorità di Gesù e di Paolo, ma che non conoscevano quegli uomini. I demoni quindi aggredirono gli uomini, picchiandoli, spogliandoli e cacciandoli fuori dalla casa (versetti 14-16). Dopo questo episodio, il nome di Gesù fu ancora più rispettato a Efeso; Paolo vide un grande incremento nel suo ministero e molti ex maghi bruciarono i loro libri di arti magiche (versetti 17-20).
Dopo il suo lungo soggiorno a Efeso, Paolo si rese conto che lo Spirito Santo lo stava guidando a proseguire il viaggio. Continuando il suo terzo viaggio missionario, Paolo mandò Timoteo ed Erasto in avanscoperta in Macedonia (Atti 19:21-22). Ma prima che Paolo partisse, un argentiere di nome Demetrio, che fabbricava santuari dedicati ad Artemide e che risentiva del calo d’affari che aveva subito dall’arrivo di Paolo, radunò altri artigiani e scatenò una rivolta (versetti 23-34). Alla fine, giunse il segretario comunale e disperse la folla, dicendo loro che, se avevano qualcosa contro Paolo, avrebbero dovuto portarlo in tribunale (versetti 35-41). Paolo lasciò la città in silenzio e attraversò il Mar Egeo per raggiungere la Macedonia, dove si recò a Filippi, Tessalonica e Berea per incoraggiare le chiese locali; poi si diresse in Grecia (Acaia) e vi trascorse tre mesi (Atti 20:1-3).
Paolo aveva programmato di imbarcarsi a Corinto e salpare per Gerusalemme passando per la Siria, ma scoprì che alcuni ebrei stavano complottando per tendergli un agguato durante il viaggio, così tornò in Macedonia via terra. Paolo ripercorse le sue tappe da Corinto a Berea, Tessalonica e Filippi, dove si ricongiunse nuovamente con Luca e celebrò la Pasqua. Da Filippi, Paolo e Luca salparono alla volta di Troas, dove giunsero cinque giorni dopo e incontrarono i compagni di viaggio di Paolo che li avevano preceduti: Timoteo, Sopater, Aristarco, Secondo, Gaio, Tichico e Trofimo. Questi uomini rappresentavano varie chiese e probabilmente stavano contribuendo a portare un’offerta in denaro alla chiesa di Gerusalemme (cfr. 1 Corinzi 16:1). Rimasero tutti a Troas per una settimana (Atti 20:1-6).
Paolo sfruttò al meglio il suo breve soggiorno a Troas. La domenica, quando i credenti si riunirono, Paolo predicò fino a tarda notte (Atti 20:7-8). Un giovane di nome Eutico era seduto sul davanzale della finestra di una stanza al terzo piano. Verso mezzanotte, si addormentò e cadde dalla finestra a terra (versetto 9). Eutico fu dichiarato morto, ma Paolo lo risuscitò, celebrò la comunione e riprese a parlare fino all’alba (versetti 10-12).
Anziché viaggiare nell’entroterra per visitare le chiese già consolidate dell’Asia Minore o salpare più direttamente verso Gerusalemme, Paolo proseguì il suo terzo viaggio missionario seguendo una rotta costiera. Paolo si recò a piedi ad Assos, mentre il resto del gruppo salpò verso quel porto e lo raggiunse lì. Poi viaggiarono tutti insieme verso Mitilene, Troglillo e Mileto, lungo la costa sud-occidentale dell’Asia Minore (Atti 20:13-15). Paolo evitò Efeso perché sapeva che, se vi si fosse fermato, sarebbe stato trattenuto più a lungo di quanto desiderasse, e voleva raggiungere Gerusalemme entro la Pentecoste (versetto 16). Paolo chiese agli anziani di Efeso di raggiungerlo a Mileto, e così fecero. Paolo pregò con loro, li incoraggiò, li mise in guardia dai falsi dottori e predisse le difficoltà che avrebbe affrontato a Gerusalemme (versetti 17-35). Dopo un addio commosso, gli anziani di Efeso accompagnarono Paolo fino alla nave (versetti 36-38).
Da Mileto, Paolo e il suo seguito salparono per Patara, poi per Tiro in Siria, dove rimasero una settimana (Atti 21:1-6). I discepoli del luogo supplicarono Paolo, per la sua stessa sicurezza, di non recarsi a Gerusalemme. Ma egli proseguì la navigazione, fermandosi brevemente a Tolemaide prima di sbarcare a Cesarea e soggiornare presso Filippo l’evangelista (versetti 7-14). Mentre si trovava a Cesarea, il profeta Agabo dichiarò che Paolo sarebbe stato imprigionato se fosse andato a Gerusalemme, ma Paolo era determinato a portare a termine la sua missione. Dopo alcuni giorni, un gruppo scortò Paolo a Gerusalemme e a casa di Mnason, che ospitò Paolo e i suoi compagni (versetti 15-16). Così si concluse il terzo viaggio missionario di Paolo.
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Cosa accadde durante il terzo viaggio missionario di Paolo?