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Domanda

Che cos’è le tenebre esterne di cui si parla in Matteo 22:13?

Risposta


Nella parabola del banchetto nuziale, Gesù racconta di una sorta di "intruso": nella sala delle nozze fu scoperto un uomo che era entrato al banchetto senza autorizzazione. Gesù dice che il re, il padrone del banchetto, emise un ordine severo riguardo all’intruso: "Legatelo mani e piedi e gettatelo nelle tenebre esterne" (ESV).

Gesù usa il termine "tenebre esterne" nella parabola per descrivere una condizione di grande dolore, perdita e sventura. Essa è in netto contrasto con la celebrazione gioiosa e illuminata a cui partecipano coloro che hanno accettato l’invito del re. Interpretando il banchetto nuziale come il paradiso, le "tenebre esterne" devono essere il luogo della punizione eterna. La maggior parte degli studiosi della Bibbia concorda sul fatto che l’espressione "tenebre esterne" si riferisca all’inferno o, più propriamente, al lago di fuoco (Matteo 8:12; 13:42; 13:50 e 25:30,41).

Le tenebre esterne della parabola di Gesù sono definite "le tenebre più fitte" in Giuda 1:13. Anche in questo caso, il significato ovvio è quello di un luogo di giudizio, poiché è riservato agli "uomini empi" (versetto 4).

Forse il luogo del giudizio è descritto come "buio" a causa dell’assenza della presenza rassicurante di Dio. "Quando nascondi il tuo volto, essi sono terrorizzati" (Salmo 104:29). Dio è chiamato "luce" in 1 Giovanni 1:5, e se Egli ritira la Sua benedizione, rimane solo l’oscurità. In tutte le Scritture la luce simboleggia la purezza, la santità e la gloria di Dio. L’oscurità è usata come simbolo di depravazione morale (Salmo 82:5; Proverbi 2:13; Romani 3:12). L’oscurità può anche riferirsi a difficoltà e afflizioni (Giobbe 5:12; Proverbi 20:20; Isaia 9:2) e alla morte e al nulla (1 Samuele 2:9; Ecclesiaste 11:8; Giobbe 3:4-6).

Le tenebre esterne del giudizio sono accompagnate da "pianto e stridore di denti". Il "pianto" descrive un dolore interiore del cuore, della mente e dell’anima. Il termine nell’originale indica un lamento o una lamentazione accompagnata dal battersi il petto, in espressione di immenso dolore. Lo "stridore di denti" descrive un dolore esteriore del corpo. Presi insieme, il pianto e lo stridore di denti indicano che l’inferno è un luogo di indescrivibile agonia spirituale e di dolore fisico senza fine (cfr. Luca 16:23-28). Le tenebre esterne sono un luogo di angoscia, afflizione, dolore e sofferenza indicibile. Tale sarà la sorte di tutti coloro che rifiutano Cristo (Giovanni 3:18, 36).

Cristo è la Luce del mondo (Giovanni 8:12). Chi rifiuta la Luce sarà gettato nelle tenebre eterne. Proprio come l’uomo della parabola, chi rifiuta Cristo perderà la possibilità di provare gioia, di ricevere benedizioni e di vivere in comunione con Dio, e non gli resterà altro che tenebre e rimpianto eterno.

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