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Domanda

Cosa intende la Bibbia quando parla di "digrignare i denti"?

Risposta


L’espressione precisa "digrignare i denti" si trova in diversi punti della Bibbia ed è usata esclusivamente in riferimento al giudizio finale dei peccatori, dove è accompagnata da pianti o lamenti. L’espressione greca che significa "digrignare i denti" letteralmente significa "stringere i denti l’uno contro l’altro".

Senza dubbio, parte di ciò che il digrignare i denti comunica è il dolore, specialmente quando è accompagnato dal pianto. Quando una persona si colpisce il pollice con un martello, di solito stringe forte gli occhi e digrigna i denti con forza. Il pianto e lo stridore dei denti nelle Scritture, tuttavia, sono molto più terribili, in parte perché durano per l’eternità.

Il digrignare i denti compare anche in altri punti della Scrittura in contesti diversi dal dolore fisico. In Atti 7:54 il digrignare i denti è un atto di rabbia a causa di ciò che Stefano aveva detto al Sinedrio: "Si infuriarono e digrignarono i denti contro di lui". Il Salmo 37:12 dice: "I malvagi tramano contro i giusti e digrignano i denti contro di loro" (vedi anche Salmo 35:16; 112:10 e Lamentazioni 2:16). In questi passaggi, i malvagi digrignano i denti contro i giusti mentre tramano contro di loro o li disapprovano. A quanto pare, digrignare i denti era un segno di grande mancanza di rispetto e di rabbia.

Il primo riferimento di Gesù al pianto e allo stridore dei denti si trova in Matteo 8:12, dove Egli paragona il regno dei cieli a un banchetto in cui "molti" giungono da ogni parte del mondo per "sedersi a tavola con Abramo, Isacco e Giacobbe". Gli altri, invece, vengono gettati nelle "tenebre esterne", dove ci sono pianto e stridore di denti. Nella sua parabola della zizzania seminata nel campo, Gesù descrive nuovamente il destino di coloro che lo rifiutano, aggiungendo questa volta alla descrizione "la fornace ardente" nella quale saranno gettati (Matteo 13:41-42). La storia dell’ospite che si presenta al banchetto nuziale dell’Agnello senza l’abito appropriato viene gettata nelle tenebre esterne, dove ci sono pianto e stridore di denti (Matteo 22:11-13), così come il servo malvagio descritto in Matteo 24:44-51 e il servo inutile nella parabola dei talenti (Matteo 25:14-30).

Tutti questi riferimenti al pianto e allo stridore di denti hanno una cosa in comune: il fatto innegabile che coloro che non appartengono a Cristo subiranno un destino terribile, mentre i Suoi figli godranno per sempre della beatitudine in cielo con Lui. L’inferno sarà un luogo di angoscia, rimorso, dolore e miseria. Il cielo sarà un luogo in cui Dio, alla fine, "asciugherà ogni lacrima dai loro occhi. Non ci sarà più né morte, né lutto, né pianto, né dolore, poiché le cose di un tempo sono passate" (Apocalisse 21:4). La miseria che provoca lo stridore di denti sarà sconosciuta in cielo, e non ci saranno né pianto, né lamenti, né lacrime.

Purtroppo, coloro che rifiutano Dio si renderanno conto all’inferno di ciò che hanno veramente perso, e la consapevolezza che non esiste una "seconda possibilità" li porterà a sentire tutto il peso del dolore che accompagna tale consapevolezza. L’angoscia di essere separati da Dio non svanisce. È eterna e inesorabile. Tutti noi meritiamo quel tipo di punizione: "Poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio" (Romani 3:23), ma Dio, nella Sua misericordia, ha reso possibile per noi evitare quel dolore e quella sofferenza eterni. Paolo spiega: "Il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore" (Romani 6:23).

Tutti coloro che accettano il dono che Dio ha offerto attraverso la morte e la risurrezione di Gesù Cristo sfuggiranno al pianto e allo stridore di denti eterni. Paolo proclama: "Se confessi con la tua bocca che "Gesù è il Signore" e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. Infatti è con il cuore che si crede per ottenere la giustificazione, ed è con la bocca che si confessa per ottenere la salvezza" (Romani 10:9-10). Gesù ricorre a immagini potenti come il pianto e lo stridore dei denti per illustrare l’importanza di allontanarsi dal peccato che conduce all’inferno e di rivolgersi a Lui, l’unico che offre la salvezza.

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