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Domanda

Cosa significa che "se mi corico nel Sceol, eccoti lì!" (Salmo 139:8)?

Risposta


Il Salmo 139:7-8 chiede: "Dove potrei andare lontano dal tuo Spirito? Dove potrei fuggire dalla tua presenza? Se salgo in cielo, tu sei là! Se mi corico nel Sceol, eccoti là!" (ESV). Questo passo proclama la grandezza dell’onnipresenza di Dio. Non c’è alcun luogo nell’universo, né nei cieli in alto né nel Sceol in profondità, dove Dio sia assente. Questa conclusione, piena di meraviglia e stupore, fa parte di una riflessione più ampia di Davide sulla conoscenza e sulla presenza di Dio nella Sua creazione.

Il Salmo 139 è attribuito a Davide ed è una meditazione teologica approfondita su tre attributi di Dio: l’onniscienza (versetti 1-6), l’onnipresenza (versetti 7-12) e l’onnipotenza (versetti 13-16). Il salmo si conclude con una preghiera per la guida divina (versetti 17-24). Il contesto immediato dei versetti 7-12 affronta l’impossibilità per Davide di fuggire dalla presenza di Dio.

Nel parallelismo del Salmo 139:8, la prima parte della frase punta verso l’alto, al livello supremo — il cielo — e la seconda verso il basso, al livello più basso — lo Sceol, ovvero la tomba.

La prima riflessione di Davide è: "Se salgo in cielo, tu sei là!". Ci si potrebbe aspettare di trovare Dio nella Sua dimora. Non sorprende che Dio sia supremamente presente al livello più alto del creato. Ma l’affermazione contrastante è più sconcertante: "Se mi preparo un giaciglio nel Sceol, Tu sei lì!". Il termine Sceol indica il luogo dei morti (cfr. Giobbe 14:13; Isaia 38:10). Regione sotterranea avvolta nell’ombra, lo Sceol è identificato con la tomba e, in alcuni casi, come luogo di separazione dai vivi (Ecclesiaste 9:10). Il verbo tradotto con "preparo il mio letto" trasmette l’idea della morte: preparare un letto e coricarsi nello Sceol. Ma anche lì Dio è presente. Le culture del Vicino Oriente antico concepivano la morte come un allontanamento dalla presenza divina, ma il Salmo 139:8 afferma che, anche nello Sceol, Dio è presente.

La morte non è un ostacolo alla presenza di Dio. Vediamo questa verità in Romani 8:38-39, dove l’apostolo Paolo afferma che nulla può separare i credenti dall’amore di Dio, compresa la morte. I credenti in Cristo hanno la vittoria sulla morte e la promessa della vita eterna con Dio (Giovanni 11:25-26). I non credenti, tuttavia, troveranno la presenza di Dio nello Sceol tutt’altro che confortante. Non c’è luogo in cui sfuggire alla giustizia di Dio (cfr. Amos 9:2). I peccatori impenitenti non sfuggiranno al giusto giudizio di Dio dopo la morte (Ebrei 9:27).

La morte, la sepoltura e la risurrezione di Gesù Cristo confermano la presenza di Dio nella tomba. Il Padre non ha permesso che Suo Figlio rimanesse nello Sceol, ma Lo ha risuscitato dai morti (Salmo 16:10; Atti 2:27; 13:35).

Il Salmo 139:8 è una magnifica testimonianza dell’onnipresenza di Dio. Egli è presente nei cieli in alto e nello Sceol in basso, e Gesù detiene le chiavi della morte e dell’Ade (Apocalisse 1:18). Dove possiamo andare per sfuggire alla presenza di Dio? Da nessuna parte. "Se viviamo, viviamo per il Signore; e se moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, apparteniamo al Signore" (Romani 14:8).

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