Domanda
Come posso riconoscere e comprendere il simbolismo biblico?
Risposta
Il linguaggio della Bibbia è ricco di metafore. Gli autori biblici utilizzavano oggetti familiari e di uso quotidiano per simboleggiare verità spirituali. I simboli sono piuttosto comuni nelle parti poetiche e profetiche della Bibbia. Per sua stessa natura, la poesia si basa in gran parte sul linguaggio figurativo; quando Salomone chiama la sua sposa "un giglio tra le spine" (Cantico dei Cantici 2:2), sta usando simboli per dichiarare l’attrattiva e l’unicità della Sulamita. Anche la profezia contiene molte immagini figurative. Isaia usava spesso alberi e foreste come simboli di forza (ad es., Isaia 10:18-19; 32:19). Daniele vide "un capro" che "aveva un corno cospicuo fra i suoi occhi"; vide questo capro "venire dall'ovest […] senza toccare il suolo" (Daniele 8:5), e noi interpretiamo questo come un regno (la Grecia) e il suo re (Alessandro Magno) che conquistarono rapidamente il mondo.
L’insegnamento di Gesù era pieno di simbolismo. Egli si presentò come un Pastore, un Seminatore, uno Sposo, una Porta, una Pietra Angolare, una Vite, Luce, Pane e Acqua. Egli paragonò il regno dei cieli a un banchetto nuziale, a un seme, a un albero, a un campo, a una rete, a una perla e al lievito. Ci sono dozzine, se non centinaia, di altri simboli nella Bibbia.
Si noti che un'interpretazione letterale della Bibbia ammette il linguaggio figurato. Ecco una semplice regola: se il significato letterale di un passo porta a un'ovvia assurdità, ma un significato figurato produce chiarezza, allora il passo sta probabilmente usando dei simboli. Ad esempio, in Esodo 19:4, Dio dice a Israele: "Vi ho portato su ali d'aquila". Una lettura letterale di questa affermazione porterebbe all’assurdità: Dio non ha usato vere aquile per trasportare il Suo popolo fuori dall’Egitto. L’affermazione è ovviamente simbolica; Dio sta sottolineando la velocità e la forza con cui ha liberato Israele. Questo porta a un’altra regola dell’interpretazione biblica: un simbolo avrà un significato non simbolico. In altre parole, c’è qualcosa di reale (una persona reale, un evento storico reale, un tratto reale) dietro ogni figura retorica.
Ecco alcuni simboli utilizzati nella Bibbia:
Antico Testamento
Camminare con Dio: "Camminare" con qualcuno significa vivere in comunione e armonia con lui. Poiché Dio può vivere solo in un modo che rifletta il Suo carattere santo, "camminare con Dio" significa vivere secondo il percorso che Egli ha tracciato, obbedirgli.
Genesi 5:22; 6:9; Deuteronomio 10:12; Giosuè 22:5; 1 Re 8:23; Michea 6:8
Polvere, stelle, sabbia: la Bibbia usa spesso queste metafore per rappresentare il numero dei discendenti che Dio promise ad Abramo. Ciò includerebbe sia i discendenti fisici di Abramo (ebrei e arabi) sia la sua progenie spirituale (coloro che vivono per fede, Galati 3:7).
Genesi 13:16; 15:5; 26:4; 28:14; 32:12; Esodo 32:13; Isaia 48:19; Geremia 33:22; Ebrei 11:12
Terra dove scorre latte e miele: Dio spesso si riferiva a Canaan come a "un paese dove scorre latte e miele". L’abbondanza di latte e miele era simbolo di terreni agricoli rigogliosi e fertili, di acqua in abbondanza, di erba ricca per gli animali da latte e di fiori per le api. Il latte e il miele erano due degli alimenti più pregiati ai tempi dell’Antico Testamento, e una terra dove "scorrevano" sarebbe stata molto ambita.
Esodo 3:8; 17; 13:5; 33:3; Levitico 20:24; Numeri 13:27; 14:8; 16:13, 14; Deuteronomio 6:3; 11:9; 26:9, 15; 27:3; 31:20; Giosuè 5:6; Cantico dei Cantici 4:11; 5:1; Isaia 7:22; Geremia 11:5, 32:22; Ezechiele 20:6, 15
Cuori circoncisi: la circoncisione fisica era il segno dell’alleanza tra Dio e il Suo popolo eletto, gli ebrei. Si trattava, ovviamente, di un cambiamento esteriore. Ciò che Dio voleva davvero, però, era un cambiamento interiore: una circoncisione spirituale, per così dire. Avere il cuore circonciso significava identificarsi pienamente con Lui. Non basta obbedire alla Sua Parola all’esterno; dobbiamo essere caratterizzati dalla Sua Parola all’interno.
Deuteronomio 10:16; 30:6; Geremia 4:4
Cedri del Libano: in Israele, gli alberi di grandi dimensioni erano difficili da trovare e molto preziosi. I cedri del Libano raggiungono i 40 metri di altezza con tronchi che arrivano fino a 2,4 metri di diametro. Erano apprezzati per la loro resina, che gli egiziani usavano nella mummificazione, e per il legno, che veniva utilizzato per costruire navi. I cedri sono usati simbolicamente nella Bibbia per rappresentare la forza e la statura o l’orgoglio.
Giudici 9:15; 2 Re 19:23; Salmo 29:5; 72:16; 104:16; Cantico dei Cantici 5:15; Isaia 2:13; 14:8; 37:24; Osea 14:5-6; Zaccaria 11:1
Cuori di pietra o di carne: Un cuore di pietra è emblematico di un cuore spiritualmente morto che non può rispondere alla grazia di Dio. Dio promette di rimuovere il nostro cuore di pietra e di sostituirlo con un cuore vivo e amorevole in grado di seguirlo.
Ezechiele 11:19; 36:26
Efraim e Giuda: Nel regno diviso, le dieci tribù del nord venivano spesso chiamate collettivamente “Efraim”, dal nome della tribù più importante che vi abitava. Le tribù del sud erano spesso indicate come “Giuda”, dal nome della tribù più importante del sud. Questa particolare figura retorica, in cui una parte sostituisce il tutto, è chiamata metonimia.
Isaia 7:9, 17; 9:21
Nuovo Testamento
Rama e Rachele: Rama era una piccola città a circa cinque miglia da Gerusalemme. Rachele era una delle mogli di Giacobbe sepolta vicino a Betlemme (Genesi 35:19). Il lutto di Rama e il pianto di Rachele nel libro di Geremia sono simboli della tristezza provata quando Giuda fu conquistata da Babilonia e mandata in esilio. Matteo cita Geremia e approfondisce la metafora, applicandola al massacro dei bambini a Betlemme da parte di Erode. Rama diventa un simbolo di Betlemme, e Rachele diventa un simbolo delle madri in lutto che vi si trovano.
Geremia 31:15; Matteo 2:18
Scuotersi la polvere dai piedi: Ai tempi del Nuovo Testamento, un ebreo devoto si scuoteva la polvere dai piedi quando lasciava una città gentile per purificarsi simbolicamente dalle pratiche empie. Gesù disse ai Suoi discepoli di fare lo stesso se una famiglia o un villaggio ebraico avesse rifiutato il messaggio del Messia.
Matteo 10:14; Marco 6:11; Luca 9:5
Tombe imbiancate: Una tomba imbiancata è una cripta di pietra pulita e ben tenuta all’esterno, ma piena di ossa e di morte. Gesù usò questa immagine come simbolo per rappresentare gli ipocriti: persone religiose che non seguono Dio nel loro cuore.
Matteo 23:27; Luca 11:44
Pietra angolare: Una pietra angolare è una delle pietre poste in cima a un muro. Metaforicamente, è il tocco finale o il coronamento di un'opera. Gesù usò questo simbolo per riferirsi a se stesso.
Marco 12:10; 1 Pietro 2:6-7
Schiavo/servo di Cristo: Gli autori del Nuovo Testamento usano l’idea di essere schiavi o servi di Cristo per simboleggiare la nostra responsabilità di fare la volontà di Cristo e non essere egoisti. A volte viene contrapposta alla sua alternativa di essere schiavi del peccato; un credente è liberato dal peccato ed è ora guidato dallo Spirito. Un servo a contratto, dopo aver adempiuto ai propri obblighi verso il padrone, poteva offrirsi volontariamente di rimanere e servire il padrone per tutta la vita: un'immagine di come noi serviamo Cristo volontariamente.
Romani 1:1; Galati 1:10; Colossesi 1:7; 1 Timoteo 4:6; Tito 1:1; Giacomo 1:1; 2 Pietro 1:1; Giuda 1:1; Apocalisse 1:1
Animali
Serpente: I serpenti sono menzionati molte volte nella Bibbia, e mai in senso positivo. In Genesi e in Apocalisse, il serpente simboleggia Satana. Il serpente dell’Eden è descritto come astuto — un’idea che Gesù ribadisce in Matteo 10. In ebraico, il sostantivo per “serpente” è correlato al verbo che significa “divinare e predire il futuro”.
Genesi 3:1, 14; 49:17; Numeri 21:6; Deuteronomio 32:33; Giobbe 26:13; Salmo 58:4; 91:13; 140:3; Proverbi 23:32; 30:19; Isaia 14:29; 65:25; Matteo 10:16; 23:33; Luca 10:19; Apocalisse 12:9, 14, 15; 20:2
Leone: i leoni nella Bibbia possono rappresentare il potere. Un leone divora la preda e si sdraia senza paura. La Bibbia paragona Dio (Osea 5:14), Gesù (Apocalisse 5:5) e persino Satana (1 Pietro 5:8) a un leone.
Genesi 49:9; Numeri 23:24; 24:9; Deuteronomio 33:20, 22; 1 Cronache 12:8; Giobbe 4:10, 11; 10:16; 28:8; 38:39; Salmo 10:9; 91:13; 104:21; Proverbi 19:12; Ecclesiaste 9:4; Isaia 5:29; 11:6, 7; Geremia 2:15, 30; 4:7; 12:8; Ezechiele 1:10; 19:2, 3; 19:6; Daniele 7:4; 2 Timoteo 4:17; Apocalisse 4:7; 9:17; 10:3
Cane: ai tempi della Bibbia i cani non erano amati animali domestici. Erano cani randagi che vagavano liberi e si nutrivano di avanzi. Gli ebrei spesso chiamavano i gentili “cani” — non era un epiteto lusinghiero. L’interazione di Gesù con la donna siro-fenicia in Matteo 15 mostra come Egli si prendesse cura sia dei “cani” che dei bambini.
Esodo 11:7; Deuteronomio 23:18; 1 Samuele 17:43; 24:14; 2 Samuele 16:9; Giobbe 30:1; Salmo 22:20, 16; 59:6; 68:23; Proverbi 26:11; 26:17; Ecclesiaste 9:4; Isaia 56:11; Geremia 15:3; Matteo 7:6; 15:27; Filippesi 3:2; Apocalisse 22:15
Pecore: Le pecore sono animali da gregge che dipendono in modo sorprendente da un pastore per il loro benessere. E sono l'animale più usato da Dio per simboleggiare i Suoi seguaci. Gesù è il Buon Pastore, e noi siamo le pecore che riconoscono la Sua voce, Lo seguono e si affidano a Lui per la nostra sicurezza e il nostro sostentamento.
Numeri 27:17; 1 Re 22:17; 2 Cronache 18:16; Salmo 23:1; 44:11, 22; 49:14; 74:1; 78:52; 95:7; 119:176; Isaia 53:6, 7; Geremia 23:1; 50:6; Ezechiele 34:11, 12; 34:17; Matteo 9:36; 10:6; 26:31; Giovanni 10:11, 16, 26
Noi interpretiamo la Bibbia alla lettera, ma questo non significa che ignoriamo i simboli e il linguaggio metaforico. La comunicazione scritta di Dio al mondo è un capolavoro letterario di grande ricchezza e fa pieno uso degli strumenti del linguaggio, tra cui il simbolismo, la metafora, la similitudine e il motivo.
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Come posso riconoscere e comprendere il simbolismo biblico?