Domanda
Cosa significa "Se qualcuno vuole fare la Sua volontà" (Giovanni 7:17)?
Risposta
In Giovanni 7:17, Gesù dice: "Se qualcuno vuole fare la Sua volontà, conoscerà se questo insegnamento proviene da Dio o se io parlo di mia iniziativa" (NKJV). Qui l’enfasi è posta sulla parola "volere". Prima che qualcuno possa accertare la verità dell’insegnamento di Gesù, deve innanzitutto prendere l’impegno di fede di obbedire alla volontà di Dio. Questo tipo di impegno comporta sia l’abbandono della mente che del cuore (cfr. Romani 12:1-2).
Nelle scuole rabbiniche dell’epoca di Gesù, il dibattito intellettuale e l’analisi erano tenuti in grande considerazione. Gesù, tuttavia, introduce un nuovo criterio per comprendere la verità della sua dottrina: un impegno morale a obbedire alla volontà di Dio. Ciò suggerisce che l’intellettualismo da solo non è sufficiente (Giovanni 3:10). Comprendere la verità di Gesù non significa essere la persona più intellettuale del mondo; si tratta piuttosto di una fondamentale disponibilità a obbedire alla volontà di Dio.
La richiesta di Gesù di un impegno di fede rappresenta quindi una rottura radicale con le scuole rabbiniche del suo tempo. Dio non è un oggetto da limitarsi a discutere e analizzare. Al contrario, Egli è il Creatore del mondo e il Redentore dei peccatori, e come tale deve essere adorato (Matteo 22:37; Giovanni 4:24).
L’impegno descritto in Giovanni 7:17 non è un riconoscimento dell’esistenza di Dio, né un assenso intellettuale agli insegnamenti di Gesù. Al contrario, è una fede attiva e viva che plasma le nostre vite e la nostra visione del mondo. È una resa completa e totale alla volontà di Dio, che permette a essa di guidare i nostri pensieri e le nostre azioni. Come insegna il libro dei Proverbi: "Confida nel Signore con tutto il cuore e non appoggiarti sul tuo discernimento; riconoscilo in tutte le tue vie, ed Egli appianerà i tuoi sentieri" (Proverbi 3:5-6).
Uno degli aspetti più incredibili di Giovanni 7:17 è il concetto di verità che si autotestimonia. Ciò non implica un sistema di ragionamento chiuso e circolare in cui la verità sia convalidata solo da se stessa. Suggerisce, piuttosto, che l’accettazione della verità sia esperienziale e trascenda la mera evidenza esterna. Gesù alluse a questo quando disse: "Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e Gesù Cristo che tu hai mandato" (Giovanni 17:3).
Ciò non significa, tuttavia, che Gesù sia contrario alla ricerca intellettuale e alle prove esterne. Infatti, in Giovanni 10:38, Gesù ci invita a credere in Lui in base alle sue opere: "Anche se non credete a me, credete alle opere, affinché possiate sapere e credere che il Padre è in me e io in Lui". I miracoli e i segni di Gesù, quindi, indicano sia la sua autorità divina sia la verità dei suoi insegnamenti.
Il punto principale di Giovanni 7:17 è che la rivelazione divina può essere valutata solo mediante la fede. In altre parole, l’unico modo per noi di sapere se gli insegnamenti di Gesù sono veri è impegnarci a obbedire alla volontà di Dio. Man mano che obbediamo alla volontà di Dio, la nostra comprensione degli insegnamenti di Gesù diventerà chiara e coerente. Come disse Gesù: "Se rimanete nella mia parola, siete veramente miei discepoli. Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi" (Giovanni 8:31-32).
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Cosa significa "Se qualcuno vuole fare la Sua volontà" (Giovanni 7:17)?