Domanda
A cosa si riferisce l’espressione "salvezza comune" (Giuda 1:3)?
Risposta
Giuda 1:3 recita: "Carissimi, sebbene fossi molto desideroso di scrivervi riguardo alla nostra salvezza comune, ho ritenuto necessario scrivervi per esortarvi a lottare per la fede che è stata trasmessa ai santi una volta per tutte" (ESV). Giuda, quindi, aveva intenzione di scrivere la sua breve lettera sul tema della "salvezza comune" che lui e i suoi lettori condividevano, ma le circostanze lo costrinsero a cambiare l’argomento principale. I suoi amati lettori avevano bisogno di un’esortazione a "lottare per la fede". Qual è la "salvezza comune" a cui Giuda si riferiva?
L’espressione "salvezza comune" (koinēs sōtērias in greco) si riferisce alla salvezza di cui godono tutti i credenti. Tutti coloro che sono stati redenti dal sangue di Cristo condividono il perdono dei peccati e sono salvati dalla morte. La salvezza è accessibile a chiunque creda in Gesù Cristo (Giovanni 3:16). I credenti possiedono una "fede comune" (Tito 1:4) e sono uniti in Cristo.
In Efesini 4:4-6, l’apostolo Paolo elenca sette "uni" che sottolineano la comunanza della nostra salvezza:
un solo corpo
un solo Spirito
una sola speranza
un solo Signore
una sola fede
un solo battesimo
un solo Dio e Padre di tutti
La salvezza è per grazia mediante la fede (Efesini 2:8-9). Il risultato è "l’unità dello Spirito mediante il vincolo della pace" (Efesini 4:3).
Questa salvezza comune abbatte le tradizionali barriere di divisione: "Non c’è né Giudeo né Greco, né schiavo né libero, né maschio né femmina, poiché voi tutti siete uno in Cristo Gesù" (Galati 3:28). Nel giorno di Pentecoste, uomini "provenienti da ogni nazione sotto il cielo" (Atti 2:5) ascoltarono il Vangelo e risposero con fede, e così nacque la Chiesa. "Qui non c’è né Gentile né Giudeo, né circonciso né incirconciso, né barbaro né Scita, né schiavo né libero, ma Cristo è tutto e in tutti" (Colossesi 3:11).
Ai tempi di Giuda, ebrei e gentili nutrivano una certa animosità gli uni verso gli altri (cfr. Giovanni 4:9; Atti 10:28). La salvezza comune che hanno in Cristo elimina l’ostilità e li unisce in un’unica famiglia: "Non c’è infatti alcuna differenza tra Giudeo e Gentile: lo stesso Signore è Signore di tutti e riccamente benedice tutti coloro che lo invocano" (Romani 10:12). L’apostolo Pietro imparò questa lezione quando fu mandato a casa di un gentile. Dopo aver visto l’opera di Dio in quella famiglia, Pietro disse: "In verità comprendo che Dio non fa preferenze di persone, ma in ogni nazione chiunque lo teme e pratica la giustizia è a lui gradito" (Atti 10:34-35, ESV). La "salvezza comune" a cui si riferisce Giuda 1:3 è l’opera redentrice di Cristo a disposizione di tutti coloro che confidano in Lui.
Giuda desiderava approfondire la nostra salvezza comune, ma dovette accontentarsi di un accenno di sfuggita mentre passava a sottolineare l’importanza di lottare per la fede. Oggi sono molte le cose che dividono le fazioni dei credenti: dottrine particolari, pratiche, interpretazioni, ecc. Giuda desiderava elevarsi al di sopra di tutto ciò e rivolgersi non a un gruppo selezionato, ma ai credenti nel loro insieme. Ci sono alcune cose che tutti i credenti hanno in comune, ed era proprio questo che Giuda aveva in mente quando menzionò la "nostra salvezza comune".
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A cosa si riferisce l’espressione "salvezza comune" (Giuda 1:3)?