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Domanda

Cosa significa "rimproverare il divoratore" in Malachia 3:11?

Risposta


L’espressione "rimproverare il divoratore" si trova nel libro di Malachia, l’ultimo libro dell’Antico Testamento. "Io rimprovererò il divoratore per amor vostro, ed egli non distruggerà i frutti della vostra terra; né la vostra vite perderà i suoi frutti prima del tempo nei campi, dice il Signore degli eserciti" (KJV). In questo versetto Malachia riporta una meravigliosa promessa di Dio alla nazione d’Israele.

Il termine ebraico tradotto con "divoratore" significa "mangiatore" e si riferisce alla locusta, al bruco o a qualsiasi altra creatura simile che divora i raccolti. La NIV traduce Malachia 3:11 come "Impedirò ai parassiti di divorare i vostri raccolti". Il termine "divoratore" potrebbe riferirsi anche alle malattie delle piante — in realtà, a qualsiasi cosa che potesse distruggere i raccolti di Israele: la NLT recita: "I vostri raccolti saranno abbondanti, poiché li proteggerò da insetti e malattie". A quei tempi, le invasioni di locuste erano comuni in Medio Oriente e potevano distruggere praticamente tutto il raccolto di un intero paese. La devastazione causata dalle locuste poteva essere terribile. Quando Dio disse che avrebbe "rimproverato il divoratore", promise che avrebbe protetto Israele da tali disastri.

Come tutte le promesse della Legge mosaica, anche quella di Dio di rimproverare il divoratore era condizionata. Se gli israeliti avessero smesso di derubare Dio e avessero versato l’intera decima (Malachia 3:9-10), come richiesto dalla Legge (Levitico 27:30), allora Dio avrebbe tenuto lontane da loro le locuste e li avrebbe benedetti con una tale abbondanza di raccolti sani che la loro terra sarebbe stata conosciuta come una "terra deliziosa" (Malachia 3:12).

Il capitolo 1 di Malachia è un atto d’accusa contro Israele per aver disprezzato e disonorato Dio offrendo sacrifici impuri (Malachia 1:6-14). Nel capitolo 2, Dio accusa i sacerdoti di aver corrotto la Legge (Malachia 2:8), di aver trattato ingiustamente il popolo (Malachia 2:9-11) e di aver divorziato dalle proprie mogli (Malachia 2:14-16). Dopo averli rimproverati per il loro peccato, Dio prosegue predicendo la venuta del loro Messia, che li purificherà affinché le loro offerte siano gradite a Lui (Malachia 3:1-4).

È in questo contesto che Dio fa la promessa di rimproverare il divoratore a favore del popolo d’Israele. Se si fossero pentiti e fossero tornati a Lui, Egli avrebbe riversato benedizioni su di loro. Se avessero portato nei granai le offerte di cereali che giustamente Gli appartenevano, Egli avrebbe aperto i cieli e riversato benedizioni su di loro per la loro obbedienza. I loro raccolti sarebbero stati così abbondanti che difficilmente ci sarebbe stato spazio sufficiente per conservarli (Malachia 3:10).

Alcuni hanno cercato di equiparare il rimprovero di Dio al divoratore con il rimprovero dei cristiani al diavolo. Ma questa è un’errata interpretazione che estrapola il versetto dal suo contesto. Il "divoratore" non è Satana; è la locusta. La Chiesa non è Israele; non siamo soggetti alla Legge dell’Antico Testamento; non ci sono state promesse di benedizioni materiali; e non ci è richiesta la decima. Naturalmente, abbiamo un nemico spirituale. Satana si aggira in cerca di chi possa divorare (1 Pietro 5:8), ma anche se Malachia 3:11 si riferisse a Satana, cosa che non è, il versetto indica chiaramente che è Dio a rimproverare (cfr. Zaccaria 3:2 e Giuda 1:9). La Bibbia non conferisce ai cristiani l’autorità di rimproverare il diavolo né di rivolgergli alcuna parola. Ci viene detto di resistergli e lui fuggirà da noi (Giacomo 4:7).

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