Domanda
Cosa significa "rimanere privi della grazia di Dio" (Ebrei 12:15)?
Risposta
Ebrei 12:15 recita: "Fate in modo che nessuno rimanga privo della grazia di Dio". Cosa significa "rimanere indietro" rispetto alla grazia di Dio? In che modo i credenti possono proteggere se stessi e gli altri da questo pericolo? Il contesto di Ebrei 12:15 fornirà le risposte a queste domande.
Ebrei 12 inizia con una metafora sulla corsa. I credenti dovrebbero correre con perseveranza, tenendo gli occhi fissi su Gesù (versetti 1-2). La sezione successiva presenta la disciplina di Dio come prova del Suo amore (versetti 3-11), seguita da esortazioni pratiche (versetti 12-17).
In Ebrei 12:12-13, l’autore incoraggia i credenti a "rafforzare le braccia affaticate e le ginocchia vacillanti" e a "rendere diritti i sentieri per i vostri piedi", alludendo a Isaia 35:3-4. I credenti dovrebbero aiutare gli stanchi, fare i conti con le proprie debolezze e rimanere saldi.
Ebrei 12:14-15 fornisce il contesto immediato: "Sforzatevi di vivere in pace con tutti e di essere santi; senza santità nessuno vedrà il Signore. Fate in modo che nessuno venga meno alla grazia di Dio e che nessuna radice amara cresca per causare problemi e contaminare molti". Dobbiamo quindi perseguire la pace, la santità e la grazia di Dio, guardandoci sempre dall’amarezza nel cuore.
"Mancare" significa non riuscire a ottenere qualcosa, perderla o non mantenerla. Dio è più che disposto a concedere la grazia. Il problema è il peccato, la durezza di cuore e l’allontanamento dalle Sue benedizioni.
Mancare della grazia di Dio è il risultato di un’erosione spirituale, di un mancato riscontro alla Sua grazia. Il corpo di Cristo dovrebbe "fare in modo" che ciò non accada. È responsabilità della chiesa "stimolarsi a vicenda verso l’amore e le buone opere" (Ebrei 10:24) e "incoraggiarsi a vicenda, specialmente ora che il giorno del suo ritorno si avvicina" (Ebrei 10:25, NLT).
L’autore della Lettera agli Ebrei afferma che il pericolo di allontanarsi dalla grazia di Dio è che cresca una "radice amara" (Ebrei 12:15). Questo linguaggio è simile a quello di un monito dell’Antico Testamento contro l’idolatria: "Guardatevi bene che non vi sia in mezzo a voi un uomo o una donna, una famiglia o una tribù il cui cuore oggi si allontani dal Signore nostro Dio per andare a servire gli dei di quelle nazioni. Guardatevi bene che non vi sia in mezzo a voi una radice che produca frutti velenosi e amari" (Deuteronomio 29:18, ESV). Le radici amare e velenose allontanano le persone da Dio e inducono gli altri a fare lo stesso.
Non essere all’altezza della grazia di Dio non è una questione privata e personale. Si diffonde, influisce sugli altri e contamina il corpo di Cristo. L’apostolo Paolo chiede: "Non sapete che un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta?" (1 Corinzi 5:6). La vigilanza spirituale è fondamentale perché è in gioco la salute della chiesa.
Esaù è un tragico esempio di chi è venuto meno alla grazia di Dio: "Per un solo pasto [egli] vendette i suoi diritti di primogenitura" (Ebrei 12:16). In un momento di fame miope, Esaù scambiò ciò che era permanente con ciò che era temporaneo. In seguito si pentì della sua decisione, ma era troppo tardi, sebbene "cercasse la benedizione con le lacrime" (Ebrei 12:17).
Esaù rappresenta chi antepone la gratificazione immediata alle benedizioni eterne. Sebbene avesse accesso alle benedizioni dell’alleanza di Dio, le perse a causa di scelte sconsiderate e immorali. La grazia di Dio è un dono prezioso che non va trascurato.
La grazia di Dio salva e sostiene (2 Corinzi 12:9); serve (1 Pietro 4:10-11) e santifica (2 Timoteo 2:21). Tutti i credenti dovrebbero fare in modo che nessuno venga meno a quella grazia.
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Cosa significa "rimanere privi della grazia di Dio" (Ebrei 12:15)?