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Domanda

Cosa intende Pietro quando, in 2 Pietro 1:10, ci esorta a rendere sicura la nostra vocazione e la nostra elezione?

Risposta


2 Pietro 1:10-11 recita: "Fratelli, impegnatevi a rendere sicura la vostra vocazione e la vostra elezione; poiché, se farete queste cose, non cadrete mai: così vi sarà concesso abbondantemente l’accesso al regno eterno del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo" (KJV). Il comando chiaro è quello di "rendere sicura la vostra vocazione e elezione", o, come recita la NIV, "impegnarvi al massimo per confermare la vostra vocazione e elezione".

La "chiamata" di un credente è l’attrazione che Dio esercita su di lui verso la salvezza. Pietro allude a questa chiamata in precedenza nello stesso capitolo quando parla di Dio "che ci ha chiamati per la sua gloria e bontà" (2 Pietro 1:3). L’"elezione" di un credente è la scelta che Dio ha fatto di lui affinché fosse salvato fin da prima dell’inizio dei tempi. La dottrina dell’elezione o della predestinazione è insegnata anche in altri passi della Bibbia (cfr. Romani 8:29-30; Efesini 1:5, 11; Colossesi 3:12; 1 Tessalonicesi 1:4; e 2 Timoteo 2:10). È Dio che chiama ed elegge, quindi la chiamata e l’elezione del credente sono già "certe" dal punto di vista di Dio; pertanto, l’esortazione rivolta ai credenti a rendere sicure con diligenza la loro chiamata e la loro elezione deve riferirsi al punto di vista dei credenti stessi. Dio vuole che abbiamo la certezza della nostra salvezza, e il modo migliore per ottenerla è perseguire le virtù divine e crescere attivamente nella vita cristiana.

La seconda lettera di Pietro 1:5-7 elenca le qualità divine che i credenti dovrebbero aggiungere alla loro fede: bontà, conoscenza, autocontrollo, perseveranza, pietà, affetto reciproco e amore. Tali qualità sono le "queste cose" del versetto 10, e il lettore è esortato in tal modo a "rendere sicura la vostra vocazione e elezione". Nel mettere in pratica "queste cose", non si inciamperà mai e ci viene promesso "un ricco benvenuto nel regno eterno" (versetto 11).

A prima vista, 2 Pietro 1 sembra affermare che la salvezza di una persona dipenda dal possesso delle qualità elencate nei versetti 5-7. A un esame più attento, tuttavia, risulta evidente che Pietro si rivolge a coloro che già possiedono la "fede", che egli indica come la prima (e fondamentale) qualità. Inoltre, Pietro presume che alcuni di coloro che non hanno dimostrato queste qualità fossero in realtà già stati salvati, poiché "chiunque non le possiede è miope e cieco, dimenticando di essere stato purificato dai propri peccati passati" (2 Pietro 1:9). Pertanto, essere purificati dai peccati passati non significa automaticamente che una persona crescerà in bontà, conoscenza, ecc., ma, se non "possiede queste qualità in misura crescente" (versetto 8), è spiritualmente miope e dimentica della grazia di Dio.

Esaminiamo il comando di "rendere sicura la vostra vocazione e elezione" nel contesto di ciò che Pietro afferma in precedenza:

1:3. La "vita pia" dei lettori è in qualche modo minacciata dalle circostanze, e sappiamo dalla precedente epistola di Pietro che essi stanno soffrendo (1 Pietro 1:6); l’apostolo sta quindi rassicurandoli sul fatto che dispongono di tutte le risorse necessarie per perseverare nella loro conoscenza di Dio (Colui che li ha chiamati).

1:4. Pietro aggiunge che la "gloria e la bontà" di Dio comportano "promesse grandissime e preziose", grazie alle quali i suoi lettori "possano partecipare alla natura divina, essendo sfuggiti alla corruzione presente nel mondo causata dai desideri malvagi". Lo scopo di Dio è quello di formare per Sé un popolo santo (cfr. 1 Pietro 1:15-16). I credenti dovrebbero avere lo stesso obiettivo: diventare quel popolo santo.

1:5-7. È chiaro che Pietro presume che i suoi lettori abbiano già esercitato la fede e che queste qualità debbano essere aggiunte alla loro fede. Queste stesse virtù consentono ai credenti di partecipare alla natura divina (versetto 4) e quindi di distinguersi come popolo santo. Nella sua epistola, Giacomo spiega come queste qualità "si aggiungano" alla fede e consentano a una persona di diventare "amico di Dio" (Giacomo 2:22-23).

1:8. Qui viene menzionata una "conoscenza" fruttuosa di Cristo (cfr. versetto 3) che consentirà ai credenti di manifestare efficacemente il carattere di Dio. Ciò avviene mantenendo una stretta relazione con Cristo: Gesù la definì "rimanere" in Lui (Giovanni 15).

1:9. Quando le qualità elencate nei versetti 5-7 non sono presenti in un credente, ciò rivela che egli ha dimenticato la sua vera identità in Cristo. I credenti sono stati "purificati dai […] peccati passati", e non dobbiamo dimenticarlo. Persistendo nel peccato, i credenti sono "accecati" riguardo alla loro nuova identità di popolo santo di Dio (cfr. 1 Pietro 4:1-6 e Romani 6:1-2).

1:10. Alla luce di tutto ciò che è stato detto in precedenza, dovremmo considerare l’esortazione a "rendere sicura la vostra vocazione e la vostra elezione" come un invito a "rafforzare" il nostro carattere retto in quanto popolo santo. Il verbo composto tradotto con "rendere certa" può significare sia "verificare" (nel senso di assicurarsi di qualcosa che potrebbe non essere vero) sia "garantire" o "proteggere" qualcosa che è già vero. Qui si intende il secondo significato: ci viene detto di "rafforzare" la nostra "chiamata ed elezione" ad essere santi come Dio è santo, mettendo in pratica l’elenco di comportamenti indicati nei versetti 5-7, in modo da non "cadere" (cfr. 2 Pietro 3:17) nei comportamenti peccaminosi del passato (cfr. 1 Pietro 4:1-6).

1:11. Coloro che dimostrano con successo le qualità descritte nei versetti 5-7 sono quelli che hanno la certezza della propria salvezza e possono attraversare questo mondo fiduciosi che "riceveranno un’accoglienza generosa" come amici di Dio e coeredi con Cristo.

In sintesi, rendere sicura la propria vocazione ed elezione significa vivere la vita cristiana nella potenza dello Spirito Santo. Significa fare di più che limitarsi a professare a parole la fede in Cristo. Coloro che professano la salvezza ma non crescono mai nel loro cammino con Dio soffriranno di una mancanza di certezza, chiedendosi sempre se siano davvero salvati o meno. Coloro che crescono sempre più a immagine di Cristo saranno "certi" della propria vocazione ed elezione. Sapranno di avere la vita eterna (cfr. 1 Giovanni 5:13); saranno testimonianze viventi della potenza di Dio nel trasformare le vite.

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