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Domanda

Quando fu scritto il libro di Daniele?

Risposta


Quando Dio permise a Babilonia di conquistare Giuda, alcune persone fedeli, come il profeta Daniele, furono esiliate. Durante la prigionia, Daniele rimase devoto a Dio nonostante l'idolatria e la costante pressione a conformarsi alle usanze di Babilonia. Il libro di Daniele riporta eventi che ebbero luogo principalmente a Babilonia durante l'esilio. Prove interne ed esterne suggeriscono che Daniele abbia scritto il libro tra il 536 e il 530 a.C., verso la fine del suo periodo di prigionia.

A sostegno dell'idea che Daniele abbia scritto il libro durante l'esilio ci sono diversi versetti in cui egli si identifica come autore. Ad esempio, Daniele 8:1 dice: "Nel terzo anno di regno del re Belshatsar, io, Daniele, ebbi una visione, dopo quella avuta all'inizio del regno". Egli fa nuovamente riferimento a se stesso nel capitolo seguente, sottolineando in particolare i settant'anni di esilio di Israele. Egli dice: "Nel primo anno del suo regno, io, Daniele, compresi dai libri il numero degli anni in cui, secondo la parola dell'Eterno indirizzata al profeta Geremia, dovevano essere portate a compimento le desolazioni di Gerusalemme, è cioè settant'anni" (Daniele 9:2; cfr. 8:27; 10:2, 7; 12:4-5).

Inoltre, Gesù confermò la paternità di Daniele quando si riferì all’"abominazione della desolazione" e specificò che era stato il "profeta Daniele" a registrare quella profezia (Matteo 24:15; cfr. Marco 13:14). Riferendosi a Daniele in questo modo, Gesù confermò sia il contenuto del libro che il suo autore. Conoscendo l’autore del libro, conosciamo il periodo approssimativo in cui fu scritto.

Alcuni dettagli della vita di Daniele chiariscono quando scrisse il libro. Nel primo capitolo, i Babilonesi lo portarono via da Giuda quando era un adolescente, intorno al 605 a.C. (Daniele 1:3-4). Visse in esilio per circa 70 anni, prima sotto l’Impero babilonese, poi sotto l’Impero medo-persiano, a partire dal 539 a.C. (Daniele 1:21). A partire da Daniele 7:2, lo stile di scrittura passa alla prima persona, il che significa che Daniele usa parole come “io” e “me”. Ciò dimostra che la prima parte del libro (capitoli 1-6) riporta la storia, mentre la seconda parte (capitoli 7-12) offre il resoconto personale di Daniele delle visioni che ebbe. Questi dettagli avvalorano l’ipotesi secondo cui Daniele scrisse il libro tra il 536 e il 530 a.C.

Anche altri profeti dell’Antico Testamento aiutano a confermare quando fu scritto Daniele. Ad esempio, Geremia profetizzò che Giuda sarebbe rimasto a Babilonia per settant’anni (Geremia 25:11-12; 29:10). Daniele in seguito fece riferimento a quella profezia mentre viveva in esilio (Daniele 9:2). Ezechiele, che fu anch’egli portato a Babilonia, menzionò Daniele per nome e lodò la sua saggezza e la sua giustizia (Ezechiele 14:14, 20; 28:3), dimostrando che Daniele era già una figura riconosciuta in quel periodo. Questi versetti aiutano a collocare Daniele nel contesto dell’esilio.

Tutte le prove, dalle parole stesse di Daniele alla testimonianza di Gesù, sostengono l'idea che il profeta abbia scritto il libro tra il 536 e il 530 a.C. Alcune parti del libro sono scritte con le sue stesse parole e corrispondono agli ultimi anni dell'esilio. Il periodo in cui il libro è stato scritto, durante un periodo difficile sotto il dominio babilonese, ricorda ai lettori uno dei suoi messaggi principali: Dio ha il controllo e mantiene sempre le Sue promesse.

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