Domanda
In quale anno fu scritta la lettera a Tito?
Risposta
Dopo essere stato liberato dal suo primo arresto domiciliare a Roma nel 62 d.C., l’apostolo Paolo proseguì a scrivere lettere alle Chiese e ai loro responsabili, tra cui il fedele collaboratore Tito. Paolo istruì Tito su come servire la giovane Chiesa dell’isola di Creta affinché potesse maturare e rafforzarsi. Gli studiosi classificano comunemente le lettere di Paolo a Tito e a Timoteo come Epistole Pastorali, poiché sono incentrate sulla leadership della Chiesa, sulla sana dottrina e sulla cura pastorale. Paolo scrisse a Tito tra il 62 e il 64 d.C., più o meno nello stesso periodo in cui compose 1 Timoteo e prima di scrivere 2 Timoteo.
Conoscere le prove dell’autorialità paolina della Lettera a Tito aiuta a comprendere quando l’Apostolo l’abbia scritta. Paolo si identifica nel primo versetto: "Paolo, servo di Dio e apostolo di Gesù Cristo, secondo la fede degli eletti di Dio e la conoscenza della verità che è secondo pietà" (Tito 1:1). L’Apostolo menziona anche particolari personali, come il fatto di aver lasciato Tito a Creta per ordinare presbiteri (Tito 1,5) e il suo progetto di svernare a Nicopoli (Tito 3,12). I suoi riferimenti a collaboratori come Zena e Apollo (Tito 3,13) confermano l’autenticità della lettera e il suo legame con la vita e i viaggi di Paolo.
Paolo probabilmente scrisse la lettera a Tito durante il periodo di libertà che ebbe tra la sua prima e la seconda prigionia a Roma. Egli istruì Tito: "Quando ti avrò mandato Artema o Tichico, fa' di tutto per venire da me a Nicopoli, perché ho deciso di passare l'inverno lì" (Tito 3,12). Al momento della stesura, l’Apostolo svolgeva attivamente il suo ministero nella regione centro-settentrionale del bacino mediterraneo: Nicopoli sorgeva sulla costa occidentale della Grecia. Il fatto che Paolo fosse libero al momento di scrivere a Tito distingue questa Epistola dalle precedenti Lettere carcerarie.
Anche il rapporto tra Paolo e Tito contribuisce a datare la lettera. Come Timoteo, Tito era un collaboratore ministeriale che accompagnava Paolo nelle missioni più importanti, tra cui la visita a Gerusalemme (Galati 2:1-3) e il lavoro a Corinto (2 Corinzi 8:23). Tito era fondamentale nei piani di Paolo per servire le chiese e aiutarle a crescere. Paolo lo definì "mio vero figlio nella comune fede" (Tito 1:4), espressione che rivela il suo profondo affetto per Tito e la fiducia nella sua leadership.
È verosimile che l’apostolo Paolo abbia affidato la lettera a Tito alle cure di Zena e Apollo, come egli stesso attesta nel congedo: "Provvedi con cura al viaggio di Zena, il giurista della legge, e di Apollo, affinché non manchi loro nulla" (Tito 3,13). Tali particolari storici rafforzano la credibilità della lettera e consentono di collocare la sua stesura con buona approssimazione tra il 62 e il 64 d.C., dopo la prima prigionia di Paolo.
La lettera di Paolo a Tito esorta la Chiesa a diffondere il Vangelo mediante un insegnamento fedele e una vita santa. Scrivendo con sollecitudine pastorale, l’Apostolo sottolinea l’importanza della leadership, della sana dottrina e di una condotta devota. Un passo chiave è Tito 2,11-12: "Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, e ci insegna a rinunziare all'empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età saggiamente, giustamente e piamente".
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In quale anno fu scritta la lettera a Tito?