Domanda
Quando fu scritta la Lettera a Filemone?
Risposta
Mentre l’apostolo Paolo si trovava agli arresti domiciliari a Roma, tra il 60 e il 62 d.C., compose diverse lettere per esortare i cristiani a rimanere fedeli al Signore Gesù Cristo. Scrisse anche una lettera a un credente di Colossi, di nome Filemone, riguardo a uno schiavo chiamato Onesimo, il quale era fuggito dalla casa del suo padrone. Onesimo giunse a Roma, dove fu convertito al Vangelo mediante il ministero di Paolo (Filemone 1:10). In questa breve lettera, l’Apostolo esorta il suo amico Filemone a mostrare misericordia verso Onesimo, offrendo un esempio concreto di come la grazia di Cristo si traduca in rapporti di perdono e riconciliazione.
Stabilire la paternità paolina della Lettera a Filemone aiuta a determinare quando l’Apostolo redasse il testo. Il primo versetto recita: "Paolo, prigioniero di Gesù Cristo, e il fratello Timoteo, a Filemone, il nostro amato fratello e compagno d'opera" (Filemone 1:1). Egli fa riferimento a se stesso e alla sua detenzione domiciliare anche più avanti nella lettera, dicendo: "Preferisco pregarti per amore, così come io sono, Paolo, vecchio ed ora anche prigioniero di Gesù Cristo;" (Filemone 1:9). Verso la fine dell’epistola, aggiunge una nota personale su una futura visita: "Nel medesimo tempo preparami anche un alloggio, perché spero, grazie alle vostre preghiere, di esservi ridato" (Filemone 1:22).
Filemone è una delle Lettere Paoline dette "dalla prigione"; le altre sono Efesini, Filippesi e Colossesi. La prigionia dell’apostolo Paolo, la sua prima a Roma, avvenne dopo il suo terzo viaggio missionario (53-57 d.C.) e il suo arresto a Gerusalemme (circa 57-58 d.C.). Paolo scrisse dunque le Lettere dalla prigione, tra cui quella a Filemone, tra il 60 e il 62 d.C.
Un ulteriore sostegno a questa datazione proviene dallo stretto legame tra la Lettera a Filemone e la Lettera ai Colossesi. Diversi dettagli collegano le due epistole, compresi i riferimenti a molte delle stesse persone. Paolo si riferisce a Onesimo come "mio figlio" in Filemone 1:10 e come "fedele e caro fratello" in Colossesi 4:9. Egli menziona anche Archippo, che Paolo chiama "nostro compagno d’armi" in Filemone 1:2. Poi, in Colossesi 4:17, Paolo lo esorta a badare al ministero che ha ricevuto. Epafra è definito "prigioniero con me" in Filemone 1:23, "nostro caro compagno" in Colossesi 1:7 e colui che "combatte sempre per voi nelle preghiere" in Colossesi 4:12. Tali riferimenti suggeriscono con buona probabilità che l’apostolo Paolo abbia redatto e affidato alla consegna queste lettere pressoché nello stesso periodo.
Le prove dimostrano che l’apostolo Paolo scrisse la Lettera a Filemone tra il 60 e il 62 d.C., durante la sua reclusione domiciliare a Roma. Nella lettera, Paolo chiede a Filemone di accogliere Onesimo non più come schiavo, ma come "fratello a me carissimo" (Filemone 1:16). Questa esortazione riflette il potere del Vangelo di sanare relazioni interrotte, anche nella dura realtà della schiavitù. L’epistola, pertanto, esorta alla grazia, al perdono e alla riconciliazione, doni che scaturiscono unicamente da Gesù Cristo.
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Quando fu scritta la Lettera a Filemone?