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Domanda

Quando fu scritta la Seconda Lettera di Pietro?

Risposta


Come altri scrittori del Nuovo Testamento, Pietro era un convinto difensore della fede cristiana. Non tollerava i falsi maestri e le dottrine non bibliche e cercava di proteggere le chiese dalla loro influenza corruttrice. Incoraggiava inoltre i seguaci di Gesù a rimanere fedeli alla loro fede ed evitare di scendere a compromessi nelle loro convinzioni o nel loro comportamento. Per questo motivo, Pietro scrisse la Seconda Lettera di Pietro verso la fine della sua vita, intorno al 67 o 68 d.C.

Identificare l'autore della seconda lettera di Pietro aiuta a datare la lettera, poiché restringe il periodo della sua stesura. A tal proposito, Pietro si identifica nel primo versetto: "Simon Pietro, servo e apostolo di Gesù Cristo, a coloro che hanno ricevuto in sorte una fede preziosa quanto la nostra nella giustizia del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo" (2 Pietro 1:1). Si riferisce nuovamente a se stesso più avanti nel brano, quando allude alla sua morte imminente: "[So] che presto dovrò lasciare questa mia tenda, come me l'ha dichiarato il Signor nostro Gesù Cristo" (2 Pietro 1:14).

Pietro fa riferimento anche all’aver assistito alla trasfigurazione di Gesù insieme a Giacomo e Giovanni quando scrive: "Siamo stati testimoni oculari della sua maestà" (2 Pietro 1:16). La descrizione della Trasfigurazione fatta da Matteo rivela perché Pietro la definì maestà di Gesù: "Sei giorni dopo Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello, e li condusse sopra un alto monte, in disparte; e fu trasfigurato alla loro presenza: la sua faccia risplendette come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce" (Matteo 17:1-2). La testimonianza in prima persona in 2 Pietro 1:16 sostiene la paternità di Pietro.

Nella Chiesa primitiva, alcuni leader dubitavano che Pietro avesse scritto questa lettera, soprattutto perché il greco differisce da quello di 1 Pietro. Una risposta comune a questa obiezione da parte di coloro che credono che Pietro abbia scritto entrambe le lettere è che egli abbia utilizzato uno scriba per 1 Pietro. A sostegno di questa visione, Pietro menziona lo scriba in 1 Pietro 5:12: "Vi ho scritto brevemente per mezzo di Silvano, che io ritengo un fratello fedele, esortandovi e attestandovi che la vera grazia di Dio è quella in cui vi trovate". Inoltre, le due lettere condividono introduzioni e vocabolario simili. Sebbene abbiano temi diversi, ciascuna lettera ha gli stessi principi teologici fondamentali.

Pietro scrisse la Seconda Lettera di Pietro in un momento in cui falsi insegnamenti minacciavano la chiesa. Questo pericolo è evidente in 2 Pietro 3:3: "Prima di tutto dovete sapere questo, che negli ultimi giorni verranno degli schernitori, che cammineranno secondo le loro proprie voglie". Tuttavia, l’incoraggiamento conclusivo di Pietro suggerisce che egli nutriva speranza per la chiesa grazie a Gesù: "Crescete invece nella grazia e nella conoscenza del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo. A lui sia la gloria, ora e in eterno. Amen" (2 Pietro 3:18).

In sintesi, le prove suggeriscono che Pietro abbia scritto la seconda lettera di Pietro nel 67 o nel 68 d.C. La chiarezza della sua paternità e le sue esperienze, come la trasfigurazione, sostengono questa visione. Sebbene questo periodo fosse difficile per la Chiesa e per Pietro stesso, la lettera riempie i lettori di fede e speranza in Cristo.

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