Domanda
Quando fu scritta la Prima Lettera ai Tessalonicesi?
Risposta
Molti credenti di Tessalonica, nel I secolo, avevano preso parte al culto pagano prima della loro conversione al Cristianesimo (1 Tessalonicesi 1:9). Abbandonando le credenze e le pratiche spirituali della loro cultura per seguire Gesù Cristo, essi affrontarono la persecuzione. L’apostolo Paolo scrisse la Prima Lettera ai Tessalonicesi per incoraggiare questi credenti, che aveva già visitato, a rimanere saldi nella fede in Gesù (Atti 17:1-9). La lettera fu redatta durante il suo secondo viaggio missionario, verso il 50-51 d.C.
Le prove interne contenute nella lettera indicano con chiarezza che l’autore è l’apostolo Paolo e aiutano a stabilire con precisione quando il testo fu redatto. L’apostolo si identifica fin dal primo versetto: "Paolo, Silvano e Timoteo, alla chiesa dei Tessalonicesi in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: grazia a voi e pace" (1 Tessalonicesi 1:1). I riferimenti di Paolo a Sila e Timoteo avvalorano la conclusione che egli abbia scritto la lettera durante il suo secondo viaggio missionario (Atti 17:1-15).
San Paolo torna a parlare di sé più avanti nella lettera: "Perciò abbiamo voluto, almeno io Paolo, non solo una ma ben due volte, venire da voi, ma Satana ce lo ha impedito" (1 Tessalonicesi 2:18). Il libro degli Atti non fa riferimento esplicito all’interferenza di Satana, ma attesta l’opposizione e la persecuzione che costrinsero Paolo ad abbandonare Tessalonica (Atti 17:5-10) e gli impedirono di farvi ritorno. Tali indicazioni concorrono a situare la lettera nel contesto del secondo viaggio missionario dell’apostolo.
Inoltre, l’apostolo Paolo fa riferimento alle sue esperienze dirette con la Chiesa di Tessalonica lungo tutta la lettera. Ciò include il suo desiderio di tornare da loro e la sua consapevolezza delle persecuzioni che dovevano affrontare (1 Tessalonicesi 2:17-3:5). Egli spiega di aver scritto per incoraggiarli, "affinché nessuno fosse scosso in queste afflizioni, poiché voi stessi sapete che a questo noi siamo stati designati" (1 Tessalonicesi 3:3). Tali parole personali rivelano la profonda sollecitudine di Paolo nei confronti della Chiesa che soffriva a causa della propria fede.
È verosimile che san Paolo abbia scritto la lettera da Corinto, dove soggiornò per un lungo periodo. Come riferisce Luca negli Atti: "[Paolo] rimase là [a Corinto] un anno e sei mesi, insegnando fra di loro la parola di Dio" (Atti 18:11). Tale circostanza è confermata in 1 Tessalonicesi 3:6, dove Paolo scrive: "Ma ora […] Timoteo da voi è ritornato a noi e ci ha riferito buone notizie della vostra fede e amore". È verosimile che il resoconto di Timoteo abbia raggiunto l’apostolo proprio mentre si trovava a Corinto.
Anche i reperti archeologici confermano la data compresa tra il 50 e il 51 d.C. Un’iscrizione rinvenuta nel tempio di Apollo a Delfi colloca il governatorato di Gallione in Acaia al 51-52 d.C. Come riportato negli Atti degli Apostoli: "Mentre Gallione era proconsole dell'Acaia, i Giudei insorsero tutti d'accordo contro Paolo e lo condussero al tribunale" (Atti 18:12). Poiché Paolo comparve davanti a Gallione durante il suo soggiorno a Corinto, gli studiosi possono datare con notevole precisione la permanenza dell’apostolo in quella città.
I credenti di Tessalonica non erano cristiani da molto tempo, ma avevano già compiuto un notevole cammino nella loro fede. L’apostolo Paolo sottolineò la loro crescita quando scrisse: "Raccontano […] come vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servire al Dio vivente e vero, e per aspettare dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, cioè Gesù, che ci libera dall'ira a venire" (1 Tessalonicesi 1:9-10). Attraverso questa lettera, l’apostolo offre alla Chiesa incoraggiamento e speranza, mentre essa persevera nella fede in un contesto ostile, in attesa del ritorno del Signore Gesù.
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Quando fu scritta la Prima Lettera ai Tessalonicesi?