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Domanda

Qual è il significato e l’importanza della purificazione nella Bibbia?

Risposta


La purificazione, ovvero l’atto di purificazione cerimoniale o spirituale, è un tema biblico importante. Nell’Antico Testamento, Dio richiedeva rituali di purificazione, come il lavaggio con l’acqua, per rendere accettabili ai Suoi occhi le persone peccatrici e gli oggetti contaminati. Questi rituali rimandavano a una realtà spirituale più profonda. Il significato della purificazione sta nel fatto che essa simboleggiava la santità di Dio, la peccaminosità delle persone e la necessità della morte di Gesù Cristo sulla croce per il peccato.

I rituali di purificazione non erano meramente funzionali, come strofinarsi le mani per togliere lo sporco o pulire i residui di cibo da un utensile. Il loro significato più profondo era relazionale, in quanto simboleggiavano la santità di Dio e la necessità di rimuovere la macchia del peccato. Ecco perché Dio disse al Suo popolo: "Lavatevi e purificatevi. Togliete dalla mia vista le vostre azioni malvagie; smettete di fare il male" (Isaia 1:16). Il lavarsi con l’acqua simboleggiava la rimozione del male dall’interno di una persona.

Nell’Antico Testamento, secondo la Legge di Mosè, i rituali di purificazione consistevano in atti di purificazione esteriore. Tra questi vi erano il sacerdote che lavava il proprio corpo con l’acqua (Esodo 29:4), una persona "impura" che offriva un animale in sacrificio (Levitico 4:32-35), e il sommo sacerdote che spruzzava il sangue sul propiziatorio nel tabernacolo (Levitico 16:14-15). Questi e altri rituali di purificazione indicavano la purificazione interiore e il rinnovamento spirituale che Dio richiedeva alle persone.

I rituali di purificazione nell’Antico Testamento avevano lo scopo di aiutare a illustrare il nostro bisogno di perdono dal peccato. La purezza interiore è necessaria per entrare alla presenza di Dio. "Chi può salire sul monte del Signore? Chi può stare nel suo luogo santo? Colui che ha le mani innocenti e il cuore puro, che non si affida a un idolo né giura per un dio falso" (Salmo 24:3-4). Questa serie di domande e risposte mostra che Dio ha a cuore il cuore di una persona, non solo il rituale esteriore di purificazione.

Inoltre, i rituali di purificazione avevano lo scopo di approfondire l’adorazione di Dio da parte delle persone. Come scrive Davide nel Salmo 51:7: "Purificami con l’issopo, e sarò puro; lavami, e sarò più bianco della neve". Davide comprende che l’issopo e l’acqua da soli non possono riportarlo in regola con Dio, perché solo Dio può purificarlo dall’impurità spirituale. Tuttavia, egli utilizza immagini tratte dai rituali legalistici come espressione visibile del rinnovamento interiore (cfr. Levitico 14:4-7; Numeri 19:18-19).

Inoltre, i rituali di purificazione simboleggiavano il modo in cui Dio prepara e rende capaci le persone di servirLo. Un esempio è la chiamata di Isaia al ministero. Come racconta il profeta: "Allora uno dei serafini volò verso di me con un carbone ardente in mano, che aveva preso con le tenaglie dall’altare. Con esso mi toccò la bocca e disse: "Ecco, questo ha toccato le tue labbra; la tua colpa è tolta e il tuo peccato espiato"" (Isaia 6:6-7). Purificando le labbra di Isaia, Dio rese il profeta idoneo a parlare per Lui.

I rituali di purificazione erano necessari per consentire a una persona impura di rientrare nella comunità dopo essere stata esclusa a causa di contaminazione, malattia o impurità. Un esempio di norma relativa alla purezza si trova in Levitico 14:8, dove si legge: "La persona da purificare [da una malattia della pelle] dovrà lavare i propri vestiti, rasarsi tutti i capelli e lavarsi con acqua; allora sarà cerimonialmente pura. Dopo di che potrà entrare nell’accampamento, ma dovrà rimanere fuori dalla propria tenda per sette giorni".

In definitiva, tutti i rituali di purificazione previsti dalla legge indicavano Gesù Cristo. L’autore della Lettera agli Ebrei spiega: "La legge è solo un’ombra delle cose buone che stanno per venire, non la realtà stessa. Per questo motivo, non potrà mai, con gli stessi sacrifici ripetuti all’infinito anno dopo anno, rendere perfetti coloro che si avvicinano per adorare" (Ebrei 10:1). Dio non ha mai inteso che la legge, compresi i rituali di purificazione da essa prescritti, togliesse il peccato. Il perdono viene solo attraverso Gesù. Egli è la realtà che sta dietro alle ombre della legge: "Siamo stati santificati una volta per tutte mediante il sacrificio del corpo di Gesù Cristo" (Ebrei 10:10).

Gli atti di purificazione erano solo una prefigurazione di ciò che doveva venire. Solo Gesù può purificare il cuore di un peccatore, e lo ha fatto quando ha versato il Suo sangue sulla croce per il peccato (cfr. 1 Giovanni 1:9). La morte e la risurrezione di Gesù "hanno operato la purificazione dei peccati", e in seguito Gesù "si è seduto alla destra della Maestà nei cieli" (Ebrei 1:3b). Il fatto che Gesù sia seduto significa che l’opera di purificazione dai peccati degli uomini è completa. I rituali simbolici non sono più necessari.

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