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Domanda

Cosa significa annunciare la morte del Signore (1 Corinzi 11:26)?

Risposta


Quando l’apostolo Paolo scrive: "Ogni volta che mangiate questo pane e bevete questo calice, voi proclamate la morte del Signore fino a quando egli venga" (1 Corinzi 11:26), si riferisce alla testimonianza pubblica della morte di Gesù per il peccato fino alla Sua seconda venuta. La Cena del Signore, nota anche come Comunione, consiste nel mangiare un pezzo di pane e bere una piccola quantità di vino o succo d’uva, a seconda delle preferenze della tradizione della comunità. Il pane rappresenta il corpo di Gesù, mentre il calice rappresenta il suo sangue. Il sacrificio della vita di Gesù è un dono straordinario che i credenti dovrebbero ricordare regolarmente (Luca 22:19). Quando lo fanno, proclamano il significato della morte di Gesù fino al Suo ritorno.

La pratica della Cena del Signore deriva dall’ultimo pasto che Gesù condivise con i suoi discepoli prima della sua morte. Dopo aver spezzato il pane, Gesù lo passò ai discepoli e li esortò a mangiarlo, spiegando che simboleggiava il Suo corpo. Poi fece circolare un calice di vino, esortandoli a berlo come il Suo "sangue dell’alleanza, versato per molti per il perdono dei peccati" (Matteo 26:26-29).

Partecipare alla Cena del Signore permette ai credenti di rendere testimonianza delle benedizioni che ricevono grazie alla morte di Gesù sulla croce. I seguaci di Gesù hanno bisogno che venga loro ricordato l’incredibile dono del Suo sacrificio. Consumando il pane e il calice, i credenti ricordano a se stessi e a coloro che li circondano che la morte di Gesù ha portato benedizioni incredibili.

Gesù affermò inoltre durante il Suo ministero: "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno" (Giovanni 6:54). Sebbene in questo passo Gesù non si riferisse direttamente alla Cena del Signore, le Sue parole descrivono la realtà spirituale che la Comunione rappresenta. In questo modo, la Cena del Signore funge da promemoria visibile della vita spirituale che i credenti ricevono attraverso la fede in Gesù.

Il pasto che diede inizio alla pratica della Cena del Signore coronò anche un lungo periodo di attesa tra il popolo di Dio. L’ultimo pasto di Gesù prima della Sua morte ebbe luogo durante la Pasqua ebraica, una celebrazione che originariamente commemorava la liberazione degli Israeliti dall’Egitto da parte di Dio, ma che prefigurava anche la salvezza più grande che il Messia avrebbe portato (1 Corinzi 5:7).

Alcune tradizioni ebraiche associavano la Pasqua ebraica alla speranza del Messia che sarebbe venuto. È possibile che Gesù alludesse a questa attesa quando parlò del simbolismo del Suo sangue. Così facendo, Egli si rivelò come il Messia promesso e il vero liberatore di tutti coloro che credono.

Anche la Cena del Signore guarda al futuro. Ciò si ricollega alla parte "fino a quando Egli non verrà" dell’affermazione di Paolo. Coloro che mangiano il pane e bevono dal calice ricordano l’amore continuo e personale di Gesù per loro. Inoltre, ciò richiama l’unità che accomuna i seguaci di Gesù. Paolo affermò addirittura che mangiare il pane riunisce i credenti in "un solo corpo" (1 Corinzi 10:17). La Cena del Signore è anche un’anteprima del banchetto che avrà luogo quando tutti i credenti saranno insieme con Cristo per l’eternità (Apocalisse 19:6-9).

In sintesi, la Cena del Signore testimonia il sacrificio di Gesù. I credenti proclamano questo sacrificio, le benedizioni che esso ha portato loro e la realtà che Gesù è il Messia, il Salvatore del mondo. I credenti guardano inoltre al tempo in cui l’amore di Gesù li sosterrà fino a quando tutti i Suoi seguaci mangeranno insieme per l’eternità.

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