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Domanda

Cosa significa che Dio ha preconosciuto, predestinato, chiamato, giustificato e glorificato i credenti (Romani 8:30)?

Risposta


In Romani 8:30, l’apostolo Paolo delinea il processo redentore globale di Dio nella salvezza dei credenti. Questo processo, talvolta indicato come la "catena d’oro della salvezza", comporta diverse azioni divine interconnesse: "Poiché quelli che Dio ha preconosciuto, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio, affinché egli fosse il primogenito tra molti fratelli e sorelle. E quelli che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati, li ha anche glorificati" (Romani 8:29-30).

Ciascun termine — preconosciuto, predestinato, chiamato, giustificato e glorificato — ha un profondo significato teologico e rivela la profondità del disegno e dell’opera di Dio nella vita di coloro che confidano in Cristo come Salvatore. Ogni verbo è al passato, rivelando che, dalla prospettiva eterna di Dio, l’intero processo è già completato. Eppure, allo stesso tempo, i credenti stanno attraversando una trasformazione progressiva (chiamata santificazione); vengono conformati dallo Spirito Santo all’immagine del Figlio di Dio (cfr. 2 Corinzi 3:18; Filippesi 3:21; 1 Corinzi 15:49; Colossesi 3:10).

La forza motrice che sta dietro al fine eterno e supremo di Dio è il Suo desiderio di avere molti figli e figlie creati a somiglianza del Suo amato Figlio.

Dio conosceva in anticipo

Dire che Dio "conosceva in anticipo" i credenti significa che Egli li conosceva intimamente e li amava personalmente prima ancora che venissero all’esistenza (cfr. Efesini 1:4-5; 1 Pietro 1:2). La prescienza di Dio va oltre la semplice conoscenza di un fatto riguardante il futuro; implica una relazione e un atto d’amore verso gli individui prima dell’inizio dei tempi. La prescienza di Dio è relazionale e finalizzata; la Sua iniziativa nell’amare e nello scegliere le persone è iniziata ancor prima che nascessero (cfr. Geremia 1:5).

Dio ha predestinato

Il termine "predestinato" si riferisce alla decisione sovrana di Dio di "stabilire in anticipo" o determinare il destino di coloro che Egli conosceva in anticipo. Nel contesto di Romani 8:28-30, questo destino consiste nell’essere conformati all’immagine del Suo Figlio. Il piano di Dio è che i credenti diventino simili a Gesù Cristo nel carattere e nella gloria. La predestinazione sottolinea lo scopo intenzionale di Dio e la certezza del Suo piano per coloro che Egli ama. Siamo predestinati non in base al merito umano, ma alla nostra posizione "in Cristo" (cfr. Efesini 1:1-8). Senza Gesù, siamo incapaci di diventare figli di Dio (Giovanni 1:12-13; Galati 3:26-27) e di piacere al Padre (Romani 5:1-2; Efesini 2:8-10; Ebrei 13:20-21).

La chiamata di Dio

Quando Paolo scrisse che Dio "ha chiamato" i credenti, si riferiva all’invito irresistibile di Dio alla fede e alla salvezza. Questa chiamata non è solo un invito generico, ma una potente attrazione interiore operata dallo Spirito di Dio che porta a una risposta autentica di fede (Giovanni 6:36-37; 10:14-18; Romani 9:22-26). È attraverso questa chiamata che le persone giungono a credere in Cristo, entrano a far parte della famiglia di Dio e Lo servono in questo mondo (1 Pietro 2:9-10).

Dio giustifica

Essere "giustificati" significa che Dio dichiara i credenti giusti ai Suoi occhi in virtù della loro fede in Gesù Cristo (Romani 5:1, 9; 8:33). Questo anello della catena della salvezza è un dono della grazia di Dio (Tito 3:4-7). Siamo giustificati perché la morte di Gesù ha pagato il prezzo del nostro peccato (Romani 3:24; 4:25; 5:15-18; 1 Pietro 2:24). La giustificazione è un termine giuridico, che significa che i credenti sono assolti da ogni accusa e sono accettati davanti a Dio, non per merito proprio, ma grazie alla giustizia di Cristo loro attribuita.

Dio glorificato

Infine, essere "glorificati" significa che i credenti saranno alla fine trasformati per partecipare pienamente alla gloria di Cristo (Romani 8:17-18; 2 Corinzi 3:18; 4:17). Sebbene questo processo abbia inizio in questa vita, sarà completato in futuro, quando i credenti risorgeranno e saranno resi perfetti. In Romani 8:30, il termine "glorificato" è al passato per sottolineare la certezza di questo evento futuro: ciò che Dio ha iniziato, lo porterà a compimento (Filippesi 1:6; 1 Tessalonicesi 5:24).

Il processo di redenzione, articolato in più fasi, rivela l’azione e l’iniziativa di Dio dall’eternità passata all’eternità futura: Egli ha preconosciuto, predestinato, chiamato, giustificato e glorificato i credenti. La salvezza è un dono di grazia di Dio dall’inizio alla fine. Dio fa sì che "tutte le cose cooperino al bene di coloro che amano Dio e sono chiamati secondo il suo disegno" (Romani 8:28, NLT). In quanto credenti rinati, possiamo riposare serenamente sapendo che "ancor prima di creare il mondo, Dio ci ha amati e ci ha scelti in Cristo per essere santi e irreprensibili ai suoi occhi. Dio ha deciso in anticipo di adottarci nella sua stessa famiglia, portandoci a sé tramite Gesù Cristo. Questo è ciò che voleva fare, e gli ha dato grande gioia" (Efesini 1:4-5, NLT).

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