Domanda
Perché i cristiani non riescono a mettersi d’accordo su un’unica Bibbia?
Risposta
Esistono molte versioni diverse della Bibbia – e sembra che ne escano di nuove continuamente – e a volte è difficile per i cristiani concordare su quale sia la migliore da usare. Chiese diverse raccomandano traduzioni diverse, e molti fedeli seguono semplicemente la versione che viene predicata dal pulpito. La buona notizia è che i cristiani non devono necessariamente concordare su un’unica traduzione della Bibbia.
In primo luogo, a causa delle barriere linguistiche, è impossibile che tutti i cristiani del mondo siano d'accordo su un'unica Bibbia. Se fossimo tutti d'accordo sul fatto che la KJV (ad esempio) sia l'unica vera Bibbia, cosa dovrebbero leggere i cristiani che parlano spagnolo o francese? Non esistono una King James in russo o una King James in papiamento. È necessario realizzare traduzioni in altre lingue, e non c'è nulla di più "ispirato" in una traduzione in inglese rispetto a una traduzione, ad esempio, in urdu.
Ma se limitiamo la nostra considerazione alle traduzioni in una sola lingua, i cristiani non devono comunque concordare su un'unica Bibbia. Ci sono diverse ragioni per cui varie traduzioni della Bibbia sono valide e persino necessarie:
1) La lingua cambia nel tempo, e le parole e l'ortografia diventano obsolete. I cristiani del XXI secolo non devono necessariamente attenersi all'ortografia di molti secoli prima. Ad esempio, consideriamo Giovanni 3:16 nella Diodati:
“Perciocchè Iddio ha tanto amato il mondo, ch'egli ha dato il suo unigenito Figliuolo, acciocchè chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.”
Ed ecco lo stesso versetto nella Riveduta 2020:
"Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna"
Ovviamente, la prima traduzione (che era necessaria ai suoi tempi) doveva essere sostituita con una che riflettesse l’ortografia contemporanea.
2) I cristiani non devono necessariamente concordare su un’unica versione della Bibbia, poiché solo gli autografi originali delle Scritture erano ispirati. Le parole che Giosuè scrisse nel Libro della Legge di Dio (Giosuè 24:26) erano ispirate da Dio. Ogni traduzione di quelle parole da allora ha comportato una certa dose di interpretazione umana: questa è la natura della traduzione. Ad esempio, la parola ebraica che Giosuè scrisse riguardo ai falsi dèi era nekar in Giosuè 24:23. Quella parola ispirata può essere tradotta come “strano”, “straniero” o “alieno”, oppure gli dèi in questione possono essere semplicemente chiamati “idoli”. Dipende dal traduttore, ma il significato di base non cambia. La traduzione non è comunque ciò che è ispirato, come la maggior parte dei cristiani concorderebbe.
3) I cristiani non devono necessariamente concordare su un'unica versione della Bibbia, perché tale accordo tenderebbe a favorire l'autocrazia e l'assolutismo. Avere traduzioni diverse impedisce a qualsiasi gruppo o chiesa di affermare: "Solo la nostra traduzione è sacra. Siamo gli unici ad avere la Parola di Dio". Questo è infatti ciò che accadde durante il Medioevo. La Chiesa cattolica romana (e in seguito quella anglicana) deteneva il controllo su tutte le copie della Bibbia (in latino, che la maggior parte delle persone non sapeva leggere) e proibiva a chiunque altro di farne una copia o di leggerla per conto proprio. Le Bibbie in lingua volgare erano illegali. Fortunatamente, la Riforma cambiò tutto ciò: Lutero realizzò una traduzione in tedesco e Tyndale una in inglese, e il resto, come si suol dire, è storia.
4) I cristiani non dovrebbero essere obbligati a concordare su un'unica versione della Bibbia, perché avere diverse traduzioni permette a più persone di accedere alla Parola di Dio. Le varie versioni della Bibbia sono scritte per diversi livelli di lettura. La KJV, ad esempio, ha un livello di lettura pari a quello della 5a superiore. La NKJV ha un livello di lettura pari a quello della 2a media. La NCV ha un livello di lettura pari a quello della terza elementare. L'ERV (Easy-to-Read Version) è più adatta a chi sta imparando l'inglese. Giovanni 3:16 nell'ERV [qui tradotta in italiano] recita: "Sì, Dio ha amato il mondo così tanto da dare il suo unico Figlio, affinché chiunque creda in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna". Se tutti i cristiani concordassero sulla Bibbia NIV, ad esempio, chiunque avesse un livello di lettura inferiore a quello delle scuole medie avrebbe difficoltà a leggere la Parola di Dio.
È importante sapere che non tutte le traduzioni sono ugualmente fedeli al testo originale: alcune adottano un approccio più letterale, altre un approccio più dinamico. Ma tutte le buone traduzioni della Bibbia fanno del loro meglio per rimanere fedeli ai testi originali in greco ed ebraico e comunicare accuratamente la Parola di Dio.
In ultima analisi, l’accordo su una traduzione particolare non è poi così cruciale. La maggior parte delle differenze è piuttosto minore. Marco 3:5, ad esempio, recita così in alcune traduzioni popolari:
"Allora egli, guardatili tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza del loro cuore […]" (Nuova Diodati).
"E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori" (CEI).
"Allora Gesù, guardatili tutt'intorno con indignazione, contristato per l'induramento del cuor loro […]" (Luzzi/Riveduta).
La formulazione è diversa, ma tutte menzionano lo sguardo di Gesù, la Sua ira, il Suo dolore/afflizione e i cuori ostinati/duri delle persone. Qual è il valore di promuovere una di queste traduzioni escludendo tutte le altre?
Le differenze tra le buone traduzioni non sono differenze dottrinali. Qualunque sia la traduzione che stiamo leggendo, Gesù rimane il Signore e l’unico Salvatore, e la salvezza viene ancora per grazia mediante la fede.
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Perché i cristiani non riescono a mettersi d’accordo su un’unica Bibbia?