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Domanda

Perché Dio uccise Uzza per aver toccato l’Arca dell’Alleanza?

Risposta


La storia di Uzza e dell’Arca dell’Alleanza si trova in 2 Samuele 6:1-7 e in 1 Cronache 13:9-12. Mentre l’Arca veniva trasportata, i buoi che trainavano il carro inciamparono e un uomo di nome Uzza afferrò l’Arca. L’ira di Dio si accese contro Uzzà ed Egli lo colpì a morte. La punizione inflitta a Uzzà può sembrare eccessiva per quello che potremmo considerare un gesto virtuoso. Tuttavia, vi sono delle ragioni per cui Dio agì in modo così severo.

In primo luogo, Dio aveva dato a Mosè e ad Aronne istruzioni specifiche riguardo alla Tenda del Convegno e al trasporto dell’Arca dell’Alleanza. "Dopo che Aronne e i suoi figli avranno finito di coprire gli arredi sacri e tutti gli oggetti sacri, e quando l’accampamento sarà pronto a partire, i Kehatiti dovranno venire a trasportarli. Ma non devono toccare le cose sacre, altrimenti moriranno. I Kehatiti dovranno trasportare le cose che si trovano nella Tenda del Convegno" (Numeri 4:15). Per quanto fosse stato fatto in buona fede, toccare l’Arca costituiva una violazione diretta della legge di Dio e comportava la morte. Questo era un modo per preservare il senso della santità di Dio e il timore di avvicinarsi a Lui senza un’adeguata preparazione.

Notate come Davide portò con sé degli uomini per recuperare l’arca, invece di permettere ai leviti di portargliela. Fu un grave errore, poiché non avrebbe mai dovuto essere caricata su un carro, né vecchio né nuovo. Doveva essere trasportata sulle spalle degli uomini, e portata solo dai leviti, in particolare quelli della famiglia di Kehat (Esodo 25:12-14; Numeri 7:9), utilizzando le stanghe prescritte. Il mancato rispetto delle precise istruzioni di Dio sarebbe stato considerato come (a) una mancanza di riverenza verso le parole di Dio quando Egli le pronunciava attraverso persone come Mosè, che Egli aveva designato; (b) un atteggiamento di indipendenza che avrebbe potuto rasentare la ribellione, ovvero il vedere e agire in base a una prospettiva mondana, piuttosto che spirituale; oppure (c) disobbedienza.

In secondo luogo, l’arca era rimasta per un certo periodo nella casa di Abinadab (2 Samuele 6:3), dove i suoi figli, Uzza e Ahio, potrebbero benissimo essersi abituati alla sua presenza. C’è un vecchio detto, "la familiarità genera disprezzo", che potrebbe applicarsi a questo caso. Uzza, avendo trascorso del tempo vicino all’arca nella propria casa, avrebbe potuto molto probabilmente dimenticare la santità che essa rappresentava. Ci sono momenti in cui anche noi non riusciamo a riconoscere la santità di Dio, acquisendo troppa familiarità con Lui con un atteggiamento irriverente.

In terzo luogo, il racconto ci dice che i buoi inciamparono. Il carro non si rovesciò e nemmeno l’Arca, proprio come la barca che trasportava Gesù e i discepoli oscillava violentemente nella tempesta, sebbene non fosse necessariamente in pericolo di affondare (Matteo 8:24-27). Eppure, proprio come i discepoli che non riuscirono a riporre la loro fede nel Maestro, Uzza, per un istante, ritenne che fosse sua responsabilità salvaguardare l’integrità di Dio e che il nostro Dio onnipotente avesse in qualche modo bisogno dell’aiuto di Uzza. Egli presumette che, senza il suo intervento, la presenza di Dio avrebbe subito un duro colpo. Come chiede Giobbe: "Puoi comprendere i misteri di Dio?" (Giobbe 11:7). "Nessuno può comprendere la sua grandezza" (Salmo 145:3). "Nessuno può comprendere la sua sapienza" (Isaia 40:28). Mosè perse il diritto di entrare nella terra promessa perché ritenne necessario il proprio intervento quando colpì la roccia, invece di parlarle come Dio gli aveva comandato (Numeri 20:7-12). Dobbiamo ascoltare attentamente ciò che Dio ha da dirci e, in obbedienza, sforzarci di fare tutto ciò che Egli comanda. Sì, Dio è amorevole e misericordioso, ma è anche santo e difende la Sua santità con la Sua potenza; gli affronti alla Sua santità a volte scatenano la Sua santa ira. "È una cosa terribile cadere nelle mani del Dio vivente" (Ebrei 10:31).

Sembra che oggi nella Chiesa si sia in parte persa la consapevolezza della presenza di Dio nell’Arca dell’Alleanza. Ai tempi di Mosè, il popolo conosceva la maestosità della santità assoluta di Dio. Aveva assistito a grandi miracoli quando l’Arca era con loro. Rispettava il fatto che le vie e i pensieri di Dio sono molto più elevati dei nostri (Isaia 55:8-9). In verità, più cerchiamo di ridurre Dio al nostro modo mondano di pensare o ragionare, più Egli ci sembrerà lontano. Coloro che si avvicinano a Dio e fanno sì che Egli si avvicini a loro sono coloro che si avvicinano a Lui con riverenza e santo timore. Uzza dimenticò quella lezione, e le conseguenze furono tragiche.

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