Domanda
Che cos’è un peccato commesso al di fuori del corpo (1 Corinzi 6:18)?
Risposta
In 1 Corinzi 6:18-20, l’apostolo Paolo riassume il suo insegnamento sulla gravità del peccato sessuale. Egli scrive: "Fuggite l’immoralità sessuale. Tutti gli altri peccati che una persona commette sono al di fuori del corpo, ma chi pecca sessualmente, pecca contro il proprio corpo. Non sapete che i vostri corpi sono templi dello Spirito Santo, che è in voi, che avete ricevuto da Dio? Voi non appartenete a voi stessi; siete stati comprati a caro prezzo. Onorate dunque Dio con i vostri corpi".
L’affermazione di Paolo secondo cui "tutti gli altri peccati che una persona commette sono al di fuori del corpo" è un’espressione interessante che richiede un’attenta interpretazione. Alcuni studiosi della Bibbia ritengono che Paolo stia citando uno slogan corinzio — l’affermazione secondo cui "ogni peccato che una persona commette è al di fuori del corpo". Se così fosse, Paolo potrebbe ricorrere a un’argomentazione in stile diatriba, immaginando una conversazione tra sé stesso e il suo pubblico corinzio. Egli contesta direttamente la loro convinzione che il peccato avvenga al di fuori del corpo, affermando che chi commette un peccato sessuale sta in realtà peccando contro il proprio corpo.
Un’antica concezione filosofica greca sosteneva che il peccato e il male risiedessero solo nella sfera fisica dell’esistenza umana, mentre la dimensione spirituale interiore rimanesse pura e non fosse influenzata dalle azioni del corpo. I Corinzi sembrano aver fatto propria questa idea per giustificare la libertà sessuale, sostenendo che il peccato riguardasse solo l’anima e le sue intenzioni. Questo punto di vista rende moralmente irrilevanti gli appetiti corporei e la loro soddisfazione. Dire che il "peccato è al di fuori del corpo" equivaleva ad affermare che il peccato è meramente fisico e non influisce sullo spirito o sull’anima.
Paolo respinge chiaramente questo concetto, insistendo sul fatto che il peccato sessuale penetra nell’intimo, influenzando se stessi e il proprio partner (Proverbi 6:32; 1 Corinzi 6:15-16). L’attività sessuale non può essere limitata alla sfera fisica né considerata spiritualmente neutra. Al contrario, essa coinvolge la persona nella sua interezza.
Il punto teologico e la preoccupazione centrale di Paolo è che il corpo fisico ospita lo Spirito Santo. Ciò rende il peccato sessuale una violazione che contamina l’individuo in cui dimora lo Spirito di Cristo. Inoltre, i cristiani sono uniti a Cristo. Paolo afferma: "Ma chi si unisce al Signore è un solo spirito con lui" (1 Corinzi 6:17, NLT; cfr. anche Giovanni 17:20-23; Colossesi 3:3; Galati 2:20). Il corpo del credente "non è destinato all’immoralità sessuale, ma al Signore, e il Signore al corpo" (1 Corinzi 6:13; cfr. anche Romani 12:1).
Per Paolo, la gravità del peccato sessuale deriva dalla sua natura onnicomprensiva. Quando due persone hanno un rapporto sessuale, diventano una sola carne (Genesi 2:24; 1 Corinzi 6:16; Matteo 19:4-6). Se uno dei partner appartiene a Cristo attraverso il battesimo, quel credente, quando pecca, sta facendo un uso improprio di un corpo che appartiene a Cristo. L’incompatibilità tra un’unione sessuale immorale e l’unione del credente con Cristo, unita allo status del corpo come tempio dello Spirito Santo, è significativa. Essa rende il peccato sessuale un’offesa sia contro Cristo che contro la santità di quel tempio. Pertanto, Paolo chiede: "Non vi rendete conto che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo, che dimora in voi e vi è stato dato da Dio? Voi non appartenete a voi stessi" (1 Corinzi 6:19, NLT; cfr. anche 1 Corinzi 3:16-17).
Paolo usa la parola greca sōma, tradotta come "corpo", per sottolineare che il corpo fisico del credente appartiene a Cristo e funge da tempio dello Spirito Santo (1 Corinzi 6:18-19). Chi commette un peccato sessuale pecca non solo contro il proprio corpo, ma contro l’intero corpo di Cristo (1 Corinzi 12:12-27; Romani 12:4-5). Il comportamento di ogni singolo membro del corpo di Cristo influisce sulla vita spirituale dell’intera chiesa.
Anziché affermare che esista un peccato al di fuori del corpo, Paolo vuole che i credenti comprendano che nessun altro peccato influisce così chiaramente sul corpo come il peccato sessuale. Esso coinvolge l’intera persona e l’intero corpo di Cristo. Che sia sessuale o di altro tipo, il peccato ha conseguenze estese ed eterne (Romani 5:12; 1 Corinzi 6:10). Per fortuna, grazie alla grazia e al perdono di Dio, possiamo essere completamente trasformati in modo da non perseguire più una vita abituale di peccato, ma vivere per il regno e la gloria di Dio (Romani 6:6-7, 11-14; 1 Corinzi 6:11; 1 Giovanni 3:9; 1 Pietro 2:24; 4:1-2). Quando commettiamo un errore e cediamo alla tentazione, possiamo confessare i nostri peccati a Dio, che "è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni malvagità" (1 Giovanni 1:9, NLT).
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Che cos’è un peccato commesso al di fuori del corpo (1 Corinzi 6:18)?