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Domanda

Cosa significa che "il peccato degli Amorrei non ha ancora raggiunto la sua piena misura" (Genesi 15:16)?

Risposta


In Genesi 15, Dio stabilisce la Sua alleanza eterna con Abram (in seguito ribattezzato Abramo). Il Signore ribadisce ad Abramo la Sua promessa di discendenza, ma la amplia fino a includere una discendenza numerosa come le stelle (vedi Genesi 15:5; cfr. Genesi 12:2). Dio conferma inoltre il Suo voto di dare ad Abramo la terra di Canaan per la sua discendenza (vedi Genesi 15:7-21). Tuttavia, i discendenti di Abramo non avrebbero posseduto quella terra finché non si fosse compiuto il tempo stabilito da Dio: "E torneranno qui nella quarta generazione, poiché l’iniquità degli Amorrei non è ancora completa" (Genesi 15:16, ESV).

Dio spiega ad Abramo che, prima di prendere possesso di Canaan, il popolo d’Israele avrebbe trascorso anni come "stranieri in terra straniera" (l’Egitto), dove sarebbe stato "oppresso come schiavo per 400 anni" (Genesi 15:13, NLT). Questo ritardo stabilito da Dio sarebbe avvenuto perché l’iniquità degli Amorrei non era ancora completa.

Gli Amorrei erano uno dei popoli più importanti che abitavano l’antica Canaan prima della conquista israelita. Sono menzionati frequentemente nell’Antico Testamento come abitanti della terra che Dio aveva promesso ai discendenti di Abramo (cfr. Genesi 14:7; Deuteronomio 20:17; Giosuè 10:5-10; Giudici 1:34-36).

Il termine ebraico tradotto come "iniquità" in Genesi 15:16 si riferisce alla malvagità, al peccato o alla corruzione morale. L’iniquità può riguardare pensieri, sentimenti, parole o azioni che trasgrediscono o ignorano la legge o il carattere di Dio. Gli Amorrei si erano lasciati andare a comportamenti e pratiche profondamente peccaminosi, quali l’idolatria, la violenza e l’immoralità, che erano in contrasto con i santi standard di Dio. Tuttavia, Dio non li punì immediatamente.

La Bibbia afferma che l’iniquità degli Amorrei "non era ancora completa". Ciò indica che, sebbene gli Amorrei fossero malvagi, la loro peccaminosità non aveva ancora raggiunto la soglia necessaria per l’intervento di Dio mediante giudizio, distruzione e allontanamento dalla terra. Nella Nuova Versione Internazionale, Genesi 15:16 recita: "Poiché il peccato degli Amorrei non ha ancora raggiunto la sua piena misura". Dio aveva infine deciso di distruggere gli Amorrei e di dare la loro terra ai discendenti di Abramo, ma disse ad Abramo che Israele avrebbe dovuto aspettare; il momento in cui Dio avrebbe giudicato gli Amorrei non sarebbe avvenuto durante la vita di Abramo.

La Good News Translation rende chiarissimo il significato del messaggio di Dio ad Abramo: "Ci vorranno quattro generazioni prima che i tuoi discendenti tornino qui, perché non scaccerò gli Amorrei finché non saranno diventati così malvagi da dover essere puniti" (Genesi 15:16, GNB). Dio riconosceva la malvagità degli Amorrei, ma stava aspettando che la loro peccaminosità raggiungesse il suo limite massimo prima di infliggere la punizione divina.

Genesi 15:16 dimostra la pazienza e la giustizia di Dio. Egli non agisce d’impulso, ma concede alle persone il tempo di pentirsi o di lasciare che i loro peccati raggiungano un punto limite in cui il giudizio e la punizione siano necessari. Dio stava concedendo agli Amorrei il tempo di cambiare condotta o di lasciare che le loro azioni raggiungessero un grado di malvagità tale da giustificare la loro espulsione dalla terra. Attendendo quattro generazioni, Dio riversò la Sua grazia, lasciando di fatto gli Amorrei senza scuse.

L’iniquità degli Amorrei alla fine raggiunse il suo limite massimo, e Levitico 18 fornisce un resoconto dettagliato delle loro detestabili pratiche sessuali e dei sacrifici di bambini. Dio avvertì Israele: "Non rendetevi impuri con nessuno di questi atti, poiché è così che si sono resi impuri i pagani, quei pagani che abitavano il paese prima di voi e che il Signore sta scacciando affinché voi possiate entrarvi. Le loro azioni hanno reso impura la terra, e così il Signore sta punendo la terra e facendo sì che essa respinga il popolo che vi abitava. Essi hanno commesso tutte queste cose ripugnanti… ma voi non dovete commetterle. Tutti voi… dovete osservare le leggi e i comandamenti del Signore, e allora il paese non vi respingerà, come ha respinto i pagani che vi abitavano prima di voi" (Levitico 18:24-28, GNB).

Dio fece sì che il Suo trattamento degli Amorrei fosse una lezione per Israele. Il popolo di Dio avrebbe preso possesso della terra solo secondo i tempi e il disegno di Dio. Innanzitutto, Dio avrebbe dato prova della Sua pazienza nel trattare il peccato. Tuttavia, una volta che l’iniquità degli Amorrei fosse stata completa — una volta che il loro peccato avesse raggiunto la misura piena che meritava il giudizio di Dio — il Signore li avrebbe scacciati dalla terra.

Il giudizio di Dio è misurato e mirato; Egli ritiene ogni nazione e ogni popolo moralmente responsabile delle proprie azioni. L’apostolo Pietro ci ricorda oggi che "il Signore non tarda a compiere ciò che ha promesso, come alcuni pensano. Piuttosto, è paziente per [il nostro] bene. Egli non vuole distruggere nessuno, ma desidera che tutti abbiano l’opportunità di rivolgersi a Lui e di cambiare il proprio modo di pensare e di agire" (2 Pietro 3:9, GW).

In sintesi, il fatto che "l’iniquità degli Amorrei non fosse ancora completa" significa che Dio stava aspettando che la peccaminosità degli Amorrei fosse tale da giustificare il giudizio e l’espulsione dalla terra. L’affermazione mette in luce la pazienza di Dio, la serietà con cui Egli considera la corruzione morale e il Suo impegno per la giustizia nel trattare con le persone e le nazioni.

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