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Domanda

Cosa sono le passioni disonorevoli (Romani 1:26)?

Risposta


In Romani 1:18-32, l’apostolo Paolo descrive le conseguenze del fatto che le persone si allontanino da Dio e sopprimano la verità su di Lui. Nonostante la chiara rivelazione di Dio di Sé stesso attraverso la creazione, uomini e donne adoravano altri dei ed esseri creati. Ciò portò alla corruzione morale. Paolo spiega: "Per questo Dio li ha abbandonati a passioni disonorevoli. Le loro donne hanno sostituito i rapporti naturali con quelli contrari alla natura; e allo stesso modo gli uomini, abbandonando i rapporti naturali con le donne, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti vergognosi con altri uomini e ricevendo in se stessi la giusta punizione per il loro errore" (Romani 1:26-27, ESV, enfasi aggiunta).

L’ESV usa l’espressione "passioni disonorevoli", mentre la NIV la traduce come "concupiscenze vergognose" e la KJV la rende con "affetti vili". In Romani 1:26, l’espressione si riferisce a desideri che sono disonorevoli, degradanti o moralmente inaccettabili secondo i santi standard di Dio. Nel contesto di Romani 1, Paolo usa il termine per descrivere desideri e atti sessuali che si discostano dal disegno di Dio per la sessualità umana.

In particolare, Paolo menziona sia donne che uomini che intrattengono rapporti sessuali "contrari alla natura" (ESV). In altre parole, essi si abbandonano ad atti al di fuori delle relazioni eterosessuali (Genesi 1:27-28; 2:18-25). Dio ha abbandonato le persone alle loro passioni peccaminose perché avevano "scambiato la verità di Dio con la menzogna, e hanno adorato e servito le cose create invece del Creatore" (Romani 1:25).

Sebbene Paolo si concentri innanzitutto sui desideri e sui comportamenti omosessuali, le passioni disonorevoli possono riferirsi anche a qualsiasi desiderio intenso che allontani una persona dalla volontà di Dio. Egli prosegue dicendo: "Poiché hanno ritenuto stolto riconoscere Dio, Egli li ha abbandonati al loro pensiero stolto e ha permesso loro di compiere azioni che non dovrebbero mai essere compiute". Le loro vite si sono riempite di ogni sorta di malvagità, peccato, avidità, odio, invidia, omicidio, litigi, inganni, comportamenti maliziosi e pettegolezzi. Sono traditori, nemici di Dio, insolenti, orgogliosi e vanagloriosi. Inventano nuovi modi di peccare… Si rifiutano di comprendere, non mantengono le promesse, sono senza cuore e privi di misericordia. Sanno che la giustizia di Dio esige che chi compie queste cose meriti la morte, eppure le compiono comunque. Peggio ancora, incoraggiano anche gli altri a compierle" (Romani 1:28-32, NLT).

L’uso che Paolo fa del termine "passioni disonorevoli" evidenzia anche il contrasto tra lo scopo originario di Dio per le relazioni umane e i comportamenti che derivano dal rifiuto di Lui. Quando le persone si allontanano da Dio, i loro desideri e le loro passioni diventano disordinati. Ciò le porta a perseguire comportamenti che non solo sono contrari ai comandamenti di Dio, ma che portano anche vergogna o disonore.

Nel *The Bible Exposition Commentary*, Warren Wiersbe scrive: "Dall’idolatria all’immoralità il passo è breve. Se l’uomo è il proprio dio, allora può fare ciò che gli aggrada e soddisfare i propri desideri senza timore di essere giudicato". Raggiungiamo il culmine della battaglia dell’uomo contro la verità di Dio quando l’uomo scambia la verità di Dio con "la menzogna" e abbandona completamente la verità. "La menzogna" è che l’uomo sia il proprio dio e che debba adorare e servire se stesso e non il Creatore" (Vol. 1. Victor Books, 1996, p. 519).

Paolo usa termini simili anche altrove, collegando l’idolatria alle passioni disonorevoli. Egli ammonisce: "Mettete dunque a morte ciò che appartiene alla vostra natura terrena: l’immoralità sessuale, l’impurità, la lussuria, i desideri malvagi e l’avidità, che è idolatria" (Colossesi 3:5; 1 Tessalonicesi 4:5).

La Bibbia condanna il peccato omosessuale, definendolo grave, perverso e contro natura (Genesi 18:20-33; 1 Corinzi 6:9-10). Paolo usa il termine "passioni disonorevoli" in Romani 1:26 per identificare l’attrazione e il comportamento omosessuali, che non rientrano nel disegno di Dio. Tuttavia, il termine può anche applicarsi in senso più ampio a qualsiasi desiderio che conduca ad azioni contrarie alla volontà di Dio. Le parole di Paolo mostrano le conseguenze del rifiuto della verità di Dio e il conseguente declino morale.

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