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Domanda

In che modo partecipiamo alla natura divina (2 Pietro 1:4)?

Risposta


Il libro di 2 Pietro inizia descrivendo le benedizioni riservate a coloro che credono in Gesù Cristo. Una di queste benedizioni è che i cristiani "partecipano alla natura divina" (2 Pietro 1:4). I credenti partecipano in due modi. In primo luogo, crescono fino a riflettere il carattere di Dio man mano che il Suo Spirito opera in loro. In secondo luogo, hanno parte alla vita eterna di Dio, che inizia ora e continua dopo la morte.

Dopo il saluto iniziale (2 Pietro 1:1-2), Pietro spiega che Dio ha dato ai cristiani la forza di vivere una vita santa. Egli scrive: "La sua potenza divina ci ha donato tutto ciò di cui abbiamo bisogno per una vita devota, attraverso la conoscenza di Colui che ci ha chiamati per la sua gloria e bontà" (2 Pietro 1:3). I credenti fanno affidamento sulla potenza di Dio come fonte della loro trasformazione.

Partendo da questo, Pietro mostra che le promesse di Dio aiutano i credenti a diventare simili a Lui. In 2 Pietro 1:4, egli scrive: "Per mezzo di queste [la gloria e la bontà di Dio] egli ci ha donato le sue grandissime e preziose promesse, affinché per mezzo di esse voi possiate partecipare alla natura divina, dopo essere sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa delle concupiscenze". Pertanto, i cristiani partecipano alla natura di Dio confidando nelle Sue promesse, il che permette loro di condurre una vita devota e di resistere al mondo peccaminoso e corrotto.

In questo versetto, la "natura divina" si riferisce a ciò che Dio è. Essa comprende il Suo carattere morale. "Avere parte alla natura divina" significa che i credenti diventano più simili a Dio man mano che Egli li rende capaci di esserlo. Il termine greco tradotto con "partecipare" deriva dalla radice koinonos, che si riferisce alla condivisione o alla comunione con qualcuno. Altre traduzioni della Bibbia, come l’English Standard Version e la New American Standard Bible, rendono il termine con "partecipanti". L’idea è che, attraverso il Vangelo, i cristiani partecipano alla natura di Dio diventando sempre più simili a Lui.

Questa trasformazione è possibile perché Gesù è morto per il peccato ed è risorto dai morti, rendendo possibile ai peccatori di diventare più simili a Dio. Paolo scrive: "Se qualcuno è in Cristo, è una nuova creazione: le cose vecchie sono passate; ecco, sono diventate nuove!" (2 Corinzi 5:17). Attraverso la fede in Gesù, i credenti partecipano alla natura divina nel momento in cui ricevono la vita eterna (Giovanni 3:16). Questa vita inizia nel presente con una natura trasformata che riflette il carattere di Dio e continua per sempre nella comunione con Lui. In questo modo, Dio, che è eterno, condivide la propria vita con le persone, attirandole nella comunione con Lui per sempre.

La Bibbia contiene molti altri passaggi che mostrano come i cristiani partecipino alla natura di Dio venendo trasformati per riflettere il Suo carattere. Giovanni scrive: "Ma sappiamo che quando Cristo apparirà, saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è" (1 Giovanni 3:2). Paolo aggiunge: "Poiché quelli che Dio ha preconosciuto, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio, affinché egli fosse il primogenito tra molti fratelli e sorelle" (Romani 8:29). Egli scrive inoltre che essere una nuova creazione implica essere "creati per essere simili a Dio nella vera giustizia e santità" (Efesini 4:24).

Gesù pregò affinché i Suoi seguaci potessero partecipare alla Sua natura attraverso l’unità con Lui e tra di loro. Disse: "Ho dato loro la gloria che mi hai dato, affinché siano uno come noi siamo uno, io in loro e tu in me, affinché siano portati alla piena unità. Allora il mondo saprà che tu mi hai mandato e che li hai amati proprio come hai amato me" (Giovanni 17:22-23).

Contrariamente a quanto insegnato da certe religioni, partecipare alla natura divina non significa che un giorno le persone diventeranno dei. Questa falsa idea è centrale nella teologia della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Sebbene l’insegnamento della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (LDS) basi la propria tesi secondo cui le persone diventeranno dei su altri passaggi (ad esempio, Salmo 82:6; Giovanni 10:34-36), spesso cita 2 Pietro 1:4 a sostegno di tale tesi. L’interpretazione delle Scritture da parte della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni su questo argomento, compreso il loro uso di 2 Pietro 1:4, non riesce a distinguere tra l’umanità e Dio e non riflette una teologia sana (cfr. 2 Timoteo 2:15; Tito 2:1).

Attraverso Gesù, Dio conferisce ai credenti il potere tramite lo Spirito Santo affinché possano riflettere più pienamente il Suo carattere. Coloro che hanno risposto al Vangelo "si sono rivestiti dell’uomo nuovo, che si rinnova nella conoscenza a immagine del suo Creatore" (Colossesi 3:10). I credenti partecipano alla natura divina man mano che "crescono nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo" (2 Pietro 3:18) e imparano a crescere nella santità (1 Pietro 1:15).

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