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Domanda

Che cos’è un olocausto?

Risposta


L’olocausto è una delle offerte più antiche e diffuse della storia. È del tutto possibile che l’offerta di Abele in Genesi 4:4 fosse un olocausto, sebbene il primo caso documentato si trovi in Genesi 8:20, quando Noè offre olocausti dopo il diluvio. In Genesi 22 Dio ordinò ad Abramo di offrire suo figlio Isacco come olocausto, per poi fornirgli un montone in sua sostituzione. Dopo aver subito nove delle dieci piaghe, il Faraone decise di liberare il popolo dalla schiavitù in Egitto, ma il suo rifiuto di consentire agli Israeliti di portare con sé il bestiame per offrire olocausti provocò l’ultima piaga che portò alla liberazione degli Israeliti (Esodo 10:24-29).

Il termine ebraico per "olocausto" significa in realtà "ascendere", letteralmente "salire in fumo". Il fumo del sacrificio saliva verso Dio, "un profumo soave per il Signore" (Levitico 1:9). Tecnicamente, qualsiasi offerta bruciata sull’altare era un olocausto, ma in termini più specifici, un olocausto consisteva nella completa distruzione dell’animale (ad eccezione della pelle) nel tentativo di rinnovare il rapporto tra il Dio Santo e l’uomo peccatore. Con lo sviluppo della legge, Dio diede agli Israeliti istruzioni specifiche sui tipi di olocausti e su ciò che simboleggiavano.

Levitico 1 e 6:8-13 descrivono l’olocausto tradizionale. Gli Israeliti portavano un toro, una pecora o una capra, un maschio senza difetti, e lo uccidevano all’ingresso del tabernacolo. Il sangue dell’animale veniva fatto defluire e il sacerdote lo spruzzava intorno all’altare. L’animale veniva scuoiato e tagliato a pezzi; le interiora e le zampe venivano lavate, e il sacerdote bruciava i pezzi sull’altare per tutta la notte. Il sacerdote riceveva la pelle come compenso per il suo servizio. Si poteva sacrificare anche una tortora o un piccione, sebbene questi non venissero scuoiati.

Una persona poteva offrire un olocausto in qualsiasi momento. Si trattava di un sacrificio di espiazione generale: un riconoscimento della natura peccaminosa e una richiesta di rinnovamento del rapporto con Dio. Dio stabilì inoltre dei momenti in cui i sacerdoti dovevano offrire un olocausto a beneficio di tutti gli Israeliti, sebbene gli animali richiesti per ciascun sacrificio variassero:

Ogni mattina e ogni sera (Esodo 29:38-42; Numeri 28:2)

Ogni sabato (Numeri 28:9-10)

All’inizio di ogni mese (Numeri 28:11)

Durante la Pasqua (Numeri 28:19)

Con l’offerta del grano nuovo e delle primizie durante la Festa delle Settimane (Numeri 28:27)

Durante la Festa delle Trombe/Rosh Hashanah (Numeri 29:1)

Alla luna nuova (Numeri 29:6)

Il compimento definitivo dell’olocausto si trova nel sacrificio di Gesù sulla croce. La Sua vita fisica fu completamente consumata, Egli ascese a Dio e la Sua copertura (cioè la Sua veste) fu distribuita a coloro che officiarono il Suo sacrificio (Matteo 27:35). Ma soprattutto, il Suo sacrificio, compiuto una volta per tutte, ha espiato i nostri peccati e ha ristabilito il nostro rapporto con Dio.

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