Domanda
Cosa significa non stancarsi di fare il bene (Galati 6:9)?
Risposta
Dopo aver esortato i credenti della Galazia e averli messi in guardia dalle cose che dovevano evitare (Galati 5:1-6:8), Paolo forse sapeva che si sarebbero sentiti sopraffatti dalle responsabilità della vita cristiana. Per questo li incoraggia con le parole del versetto 9: "Non stanchiamoci di fare il bene, perché, se non ci arrendiamo, raccoglieremo i frutti a tempo debito".
Paolo, forse meglio di chiunque altro, sapeva quanto possa essere estenuante la battaglia spirituale. Conclude i suoi ammonimenti sul peccato, sulle opere della carne e sull’inganno del mondo incoraggiando i Galati, e tutti i credenti, a ricordare la gioiosa raccolta che mieteremo se persevereremo nel fare il bene. "Quando ne abbiamo l’occasione", dice Paolo nel versetto successivo, "facciamo del bene a tutti, ma soprattutto a quelli che appartengono alla famiglia dei credenti" (Galati 6:10).
Sappiamo tutti cosa significa fare il bene e non il male. Paolo ha appena riassunto le opere della carne (che consistono nel fare il male) e il frutto dello Spirito (che porta a fare il bene) in Galati 5:19-26. Fare del bene implica sottomettersi allo Spirito e manifestare il frutto che Egli produce: amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fedeltà, mansuetudine e autocontrollo. Quando queste cose dominano la nostra vita, fare del bene è il risultato inevitabile.
Abbiamo bisogno di questa esortazione a non stancarci di fare il bene perché "lo spirito è pronto, ma la carne è debole" (Marco 14:38). In considerazione della nostra naturale debolezza e dell’opposizione degli spiriti maligni e degli uomini malvagi, anche le migliori intenzioni di fare il bene possono facilmente andare a monte. Spesso i cristiani hanno la sensazione che ci sia così tanto lavoro da fare che non riusciamo a portarlo a termine tutto. Ci sono così tanti bisogni, così tante richieste che gravano sul nostro tempo, sulle nostre energie e sulle nostre finanze, e spesso c’è tanta ingratitudine tra coloro che cerchiamo di aiutare, che possiamo facilmente sentirci esausti e scoraggiati. Fare ciò che è giusto non è facile in un mondo decaduto, specialmente quando sembra che nessuno se ne accorga e c’è poca ricompensa per tutte le nostre fatiche. Vale la pena servire il Signore? Paolo dice: "Sì!"
Stancarsi nel fare il bene è un pericolo sempre presente nella vita cristiana. Ma ci sono cose che possiamo fare per ridurre al minimo la stanchezza. Gesù si riservava dei momenti di riposo, e così dovremmo fare anche noi (Marco 6:31). Assumersi troppi impegni è una delle cause principali della stanchezza tra i cristiani. Desideriamo così tanto dare il nostro contributo e rispondere all’amore di Dio dedicandoci completamente al ministero per amor Suo, che rischiamo di esaurirci. Il discernimento è essenziale. Dio provvederà a ogni bisogno che vuole soddisfare. Dopotutto, è Lui che ha il controllo di tutto. Nemmeno un passero cade a terra senza che Lui lo veda (Matteo 10:29). Egli stabilirà i mezzi per raggiungere i Suoi fini. A volte tutto ciò che Egli vuole davvero da chi si è sovraccaricato di impegni è che calmino i propri cuori e restino in silenzio davanti a Lui (Salmo 46:10; cfr. Luca 10:41).
Paolo ci indica, al di là delle nostre fatiche, il premio finale: a coloro che perseverano nel fare il bene è promesso di raccogliere ricompense. Quando ci sentiamo scoraggiati, la presenza confortante dello Spirito Santo porta sollievo e gratitudine nei nostri cuori e gloria a Dio. Proprio come chi semina deve attendere il raccolto, il cristiano deve attendere pazientemente le ricompense che inevitabilmente verranno dal Datore di ogni bene (Giacomo 1:17). Non ci arrenderemo, perché il nostro Signore è fedele. "Dedicatevi sempre con tutto il cuore all’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica nel Signore non è vana" (1 Corinzi 15:58).
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