Domanda
Che cos’era il movimento conciliare/conciliarismo?
Risposta
Il movimento conciliare, o conciliarismo, era un movimento di riforma all’interno della Chiesa cattolica che promuoveva l’idea che i concili ecclesiastici avessero autorità sui papi.
Uno dei capisaldi della teologia protestante è che ogni persona ha il diritto e la responsabilità di interpretare la Bibbia autonomamente. Ciò non significa che ogni singola interpretazione sia corretta — tutt’altro. Tuttavia, stabilisce il principio secondo cui l’individuo ha la responsabilità di leggere e studiare la Bibbia autonomamente, piuttosto che accettare la parola di un’autorità consolidata. Sebbene gli insegnanti e i leader all’interno della Chiesa debbano contrastare l’errore e quindi proteggere il gregge, è l’individuo che, in ultima analisi, avrà ragione o torto davanti a Dio. I cattolici romani spesso rimproverano ai protestanti la mancanza di un’autorità finale in materia di interpretazione biblica.
Il movimento conciliare esiste perché i cattolici romani accettano diverse fonti di autorità: la Bibbia, la tradizione della Chiesa, i concili ecclesiastici e il papa. Sebbene la Bibbia sia accettata come autorità, è la Chiesa a indicare ai propri membri quale sia la corretta interpretazione della Bibbia. Chi decide, quindi, quale interpretazione delle Scritture o quale tradizione ecclesiastica sia autorevole? La risposta è: o i papi, o i concili ecclesiastici, o entrambi. Sebbene la dottrina ufficiale dell’infallibilità del papa non sia stata adottata fino al Concilio Vaticano I (1869-1870), l’autorità del papa era stata riconosciuta da molto tempo e molti papi rivendicavano di avere l’autorità suprema nella Chiesa. (L’infallibilità del papa non significa che egli sia infallibile in tutto ciò che dice o fa; piuttosto, che quando parla ex cathedra — seduto sul trono di San Pietro ed emettendo una dichiarazione destinata a essere vincolante per l’intera Chiesa cattolica — la sua dichiarazione costituirà di fatto la regola infallibile per la Chiesa.)
Nel XVI secolo, quando Martin Lutero si trovò di fronte all’autorità della Chiesa e gli fu ordinato di ritrattare, espose chiaramente la sua posizione, e la sua risposta rivela la differenza fondamentale tra la visione cattolica dell’autorità e quella che sarebbe poi diventata la visione protestante: "A meno che non sia convinto dalla testimonianza delle Sacre Scritture o da una ragione evidente — poiché non posso credere né al papa né ai concili da soli, essendo chiaro che essi hanno errato ripetutamente e si sono contraddetti — mi considero convinto dalla testimonianza delle Sacre Scritture, che è il mio fondamento; la mia coscienza è prigioniera della Parola di Dio. Pertanto non posso e non voglio ritrattare, poiché agire contro la propria coscienza non è né sicuro né saggio. Che Dio mi aiuti".
Molti protestanti considerano autorevoli i concili della Chiesa primitiva (come quello di Nicea), ma solo nella misura in cui tali concili giunsero a decisioni chiaramente sostenute dalla Scrittura. I protestanti si sentono in dovere di dissentire dai concili che giungono a conclusioni non sostenute dalla Scrittura.
Nel XIII e XIV secolo, il papato appariva particolarmente corrotto e inoltre in conflitto con i sovrani secolari d’Europa. La sede papale fu trasferita ad Avignone, in Francia, nel 1309. Lì, Clemente VII fu eletto papa da cardinali prevalentemente francesi. A Roma fu eletto papa un rivale, Urbano VI. Furono proprio queste elezioni controverse a dare inizio al movimento conciliare. I leader europei si schierarono con l’uno o con l’altro dei due papi. A ogni papa succedeva un successore alla sua morte, quindi la controversia continuò. Per cercare di risolvere la questione, i cardinali convocarono il Concilio di Pisa (1409). Anziché scegliere tra i papi esistenti, ne elessero un terzo, il che non fece che aggravare il problema, poiché ora tre uomini rivendicavano il titolo.
Il Concilio di Costanza (1414-1418) depose due dei papi in carica (il terzo abdicò) ed elesse Martino V come unico papa. Quel concilio stabilì inoltre che i concili ecclesiastici avrebbero avuto autorità sui papi. Tuttavia, Martino V si rifiutò di ratificare la loro decisione. In segno di protesta, i conciliaristi indissero infine il Concilio di Basilea (1430-1449) per cercare di ottenere il controllo sul papa, ma il loro tentativo fallì. Da questo concilio nacque il Concilio di Firenze, che elesse un (anti)papa favorevole al conciliarismo. Tuttavia, il conciliarismo non trovò sostegno tra i governanti secolari d’Europa e alla fine crollò.
Il V Concilio Lateranense (1512-1517) si oppose al conciliarismo e riaffermò il primato del papa. Oggi il papa è considerato l’autorità suprema all’interno della Chiesa cattolica, sebbene vi siano ancora alcuni sostenitori del conciliarismo, specialmente negli Stati Uniti.
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Che cos’era il movimento conciliare/conciliarismo?