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Domanda

Che cos’è il monotelismo?

Risposta


Il monotelismo è una dottrina che ebbe origine in Armenia e in Siria nel 633 d.C. e che godette di notevole sostegno nel corso del VII secolo d.C., prima di essere ufficialmente condannata dal Terzo Concilio di Costantinopoli a favore del diotelismo. Esso sostiene che Gesù Cristo abbia essenzialmente due nature ma una sola volontà. Ciò è contrario alla dottrina ortodossa della cristologia, secondo la quale Gesù Cristo possiede due volontà (umana e divina) che corrispondono alla Sua natura divina-umana.

La dottrina monotelita emerse essenzialmente come una posizione di compromesso. I miafisiti potevano accettare che Gesù possedesse due nature purché avesse una sola volontà, mentre alcuni calcedoniani potevano accettare che Gesù avesse una sola volontà purché avesse due nature. La posizione monotelita fu promulgata da Sergio I di Costantinopoli e si diffuse sotto papa Onorio I.

La dottrina dell’unione ipostatica afferma che le due nature di Cristo (la Sua divinità e la Sua umanità) sono unite in un’unica Persona. Questa dottrina è spesso indicata come il Credo di Calcedonia. La posizione opposta, non ortodossa (cioè la visione non calcedoniana), sostiene che la divinità e l’umanità di Gesù siano unite in un’unica natura, essendo le due unite senza separazione, confusione o alterazione. Questa posizione viene spesso definita miafisismo.

Per concludere, l’insegnamento del monotelismo è biblico? Esistono numerosi testi che potrebbero essere citati per dimostrare in modo definitivo che Cristo possedeva sia una volontà divina che una volontà umana. In Ebrei 10:7, Paolo applica a Cristo le parole del Salmo 40:7-8: "Allora ho detto: "Ecco io vengo. Nel rotolo del libro sta scritto di me. DIO mio, io prendo piacere nel fare la tua volontà, e la tua legge è dentro il mio cuore"". Qui entrambe le volontà sono chiaramente distinte: quella divina ("DIO mio, io prendo piacere nel fare la tua volontà") e quella umana, soggetta alla volontà divina ("la tua legge è dentro il mio cuore").

Cristo stesso traccia la stessa distinzione in molti passi. Ad esempio, in Giovanni 6:38, Gesù dichiara: "Sono disceso dal cielo, non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato". In Matteo, Cristo dice: "Padre mio, se è possibile, allontana da me questo calice; tuttavia, non come io voglio, ma come vuoi tu". E come dichiara Gesù in Giovanni 10:17-18: "Per questo mi ama il Padre, perché io depongo la mia vita per prenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la depongo da me stesso; io ho il potere di deporla e il potere di prenderla di nuovo; questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio". Chiaramente, questi testi mostrano la volontà divina che Cristo aveva in comune con il Padre e, per contrasto, la volontà umana che Egli sottomise alla volontà del Padre suo.

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