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Domanda

Che cos’è la Lettera di Policarpo ai Filippesi?

Risposta


Policarpo fu uno dei primi leader della Chiesa, vescovo di Smirne e discepolo dell’apostolo Giovanni. Poiché ebbe un contatto diretto con uno degli apostoli, è considerato un Padre Apostolico, ovvero un leader della Chiesa che fu formato dagli apostoli e ne seguì immediatamente le orme.

La Lettera di Policarpo ai Filippesi è in realtà una lettera di accompagnamento a una raccolta di scritti di Ignazio, che la chiesa di Filippi aveva chiesto a Policarpo di inviare loro. Questo è l’unico esempio esistente degli scritti di Policarpo, sebbene egli sia menzionato in altri testi. La lettera conta circa 2.200 parole, più o meno la stessa lunghezza della Lettera ai Galati o di 1 Giovanni.

La Lettera di Policarpo è una sintesi generale degli insegnamenti biblici con numerose citazioni e allusioni alle epistole di Paolo, principalmente alle Epistole Pastorali, ma vi sono anche citazioni e allusioni a Efesini, 1 Giovanni, 1 Pietro e Matteo. Policarpo era profondamente immerso negli scritti apostolici, anche se questi non erano ancora riconosciuti come "il Nuovo Testamento". Egli non parla a titolo personale come facevano gli apostoli, ma applica le parole degli apostoli alla chiesa di Filippi.

Verso la fine della lettera, Policarpo affronta questioni relative ad alcune persone specifiche della chiesa, ma la maggior parte della lettera consiste semplicemente nel ricordare alla chiesa la verità biblica. In poche pagine, la Lettera di Policarpo ai Filippesi contiene molte volte più riferimenti alle Scritture di quanti se ne trovino in un sermone medio di oggi.

Quella che segue è la traduzione di J. B. Lightfoot con la suddivisione in capitoli ma senza versetti. Alcuni tempi verbali e termini arcaici sono stati aggiornati. Le citazioni del Nuovo Testamento sono in corsivo.

L’EPISTOLA DI POLICARPO

[Prologo] Policarpo e i presbiteri che sono con lui alla Chiesa di Dio che dimora a Filippi; vi siano moltiplicate la misericordia e la pace da Dio Onnipotente e da Gesù Cristo nostro Salvatore.

1) Mi sono rallegrato grandemente con voi nel nostro Signore Gesù Cristo, poiché avete accolto i seguaci del vero Amore e li avete accompagnati nel loro cammino, come si addiceva a voi — quegli uomini avvolti da legami santi che sono i diademi di coloro che sono veramente scelti da Dio e dal nostro Signore; e che la radice salda della vostra fede, famosa fin dai tempi primitivi, permane fino ad ora e porta frutto al nostro Signore Gesù Cristo, il quale ha sopportato di affrontare persino la morte per i nostri peccati, che Dio ha risuscitato, dopo aver sciolto le catene dell’Ade; nel quale, pur non avendolo visto, credete con gioia ineffabile e piena di gloria; gioia alla quale molti desiderano partecipare; poiché sapete che è per grazia che siete salvati, non per opere, ma per la volontà di Dio tramite Gesù Cristo.

2) Perciò cingetevi i fianchi e servite Dio con timore e verità, abbandonando i discorsi vani e vuoti e l’errore dei molti, poiché avete creduto in Colui che ha risuscitato il nostro Signore Gesù Cristo dai morti e gli ha dato gloria e un trono alla Sua destra; al quale sono state sottoposte tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra; al quale ogni creatura che respira rende servizio; il quale viene come giudice dei vivi e dei morti; del cui sangue Dio chiederà conto a coloro che Gli sono disubbidienti.

Ora Colui che lo ha risuscitato dai morti risusciterà anche noi; se facciamo la Sua volontà e camminiamo secondo i Suoi comandamenti e amiamo le cose che Egli ha amato, astenendoci da ogni ingiustizia, cupidigia, amore del denaro, maldicenza, falsa testimonianza; non rendendo male per male od oltraggio per oltraggio, né colpo per colpo, né maledizione per maledizione; ma ricordando le parole che il Signore pronunciò, come Egli insegnò: Non giudicate, affinché non siate giudicati. Perdonate e vi sarà perdonato. Abbiate misericordia, affinché riceviate misericordia. Con la misura con cui misurate, vi sarà misurato a vostra volta; e ancora: Beati i poveri e coloro che sono perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno di Dio.

3) Queste cose, fratelli, vi scrivo riguardo alla giustizia, non perché mi sia assunto questo incarico, ma perché mi avete invitato. Infatti né io, né alcun altro simile a me, è in grado di eguagliare la saggezza del beato e glorioso Paolo, il quale, quando venne tra voi, insegnò faccia a faccia con gli uomini di quel tempo la parola che riguarda la verità con cura e certezza; il quale, anche quando era assente, vi scrisse una lettera; se la leggerete con attenzione, potrete essere rafforzati nella fede che vi è stata donata, la quale è la madre di tutti noi, mentre la speranza la segue e l’amore la precede — l’amore verso Dio e Cristo e verso il prossimo. Poiché se qualcuno si dedica a queste cose, ha adempiuto il comandamento della giustizia; poiché chi ha amore è lontano da ogni peccato.

4) Ma l’amore per il denaro è l’inizio di ogni male. Sapendo dunque che non abbiamo portato nulla nel mondo né possiamo portarne via alcunché, rivestiamoci dell’armatura della giustizia e impariamo innanzitutto a camminare secondo il comandamento del Signore; e poi anche le nostre mogli, a camminare nella fede che è stata loro donata, nell’amore e nella purezza, onorando i propri mariti in tutta la verità e amando tutti gli uomini in modo uguale con tutta la castità, e a educare i propri figli nel timore di Dio.

Le nostre vedove devono essere sobrie nella fede nel Signore, intercedendo senza sosta per tutti gli uomini, astenendosi da ogni calunnia, maldicenza, dalla falsa testimonianza, dall’amore per il denaro e da ogni cosa malvagia, sapendo che sono l’altare di Dio e che tutti i sacrifici sono attentamente esaminati, e nulla Gli sfugge, né dei loro pensieri né delle loro intenzioni né di alcuna delle cose segrete del cuore.

5) Sapendo dunque che Dio non si lascia beffare, dobbiamo camminare in modo degno del Suo comandamento e della Sua gloria. Allo stesso modo i diaconi devono essere irreprensibili al cospetto della Sua giustizia, in quanto diaconi di Dio e di Cristo e non degli uomini; non calunniatori, non di doppia lingua, non amanti del denaro, moderati in ogni cosa, compassionevoli, diligenti, che camminano secondo la verità del Signore che si è fatto ministro [diacono] di tutti. Poiché se Gli siamo graditi in questo mondo presente, riceveremo anche il mondo futuro, secondo quanto Egli ci ha promesso di risuscitarci dai morti, e che, se ci comportiamo in modo degno di Lui, regneremo anche con Lui, se davvero abbiamo fede.

Allo stesso modo anche i giovani devono essere irreprensibili in ogni cosa, avendo a cuore la purezza prima di ogni altra cosa e astenendosi da ogni male. È infatti bene astenersi dalle concupiscenze del mondo, poiché ogni concupiscenza combatte contro lo Spirito, e né i fornicatori né gli effeminati né coloro che si contaminano con uomini erediteranno il regno di Dio, né coloro che commettono azioni riprovevoli. Perciò è giusto astenersi da tutte queste cose, sottomettendovi ai presbiteri e ai diaconi come a Dio e a Cristo. Le vergini devono camminare con una coscienza irreprensibile e pura.

6) Anche i presbiteri devono essere compassionevoli, misericordiosi verso tutti gli uomini, ricondurre le pecore smarrite, visitare tutti gli infermi, senza trascurare una vedova, un orfano o un povero: ma provvedendo sempre a ciò che è onorevole agli occhi di Dio e degli uomini, astenendosi da ogni ira, da ogni parzialità, da ogni giudizio ingiusto, tenendosi lontani da ogni amore per il denaro, non credendo facilmente nulla contro alcuno, non essendo precipitosi nel giudicare, sapendo che tutti siamo debitori di peccato.

Se dunque supplichiamo il Signore affinché ci perdoni, anche noi dobbiamo perdonare: poiché siamo davanti agli occhi del nostro Signore e Dio, e tutti dovremo comparire davanti al tribunale di Cristo, e ciascuno dovrà rendere conto di sé stesso.

Serviamolo dunque con timore e con ogni riverenza, come Egli stesso ci ha comandato, così come gli Apostoli che ci hanno predicato il Vangelo e i profeti che hanno annunciato in anticipo la venuta del nostro Signore; mostrandoci zelanti per ciò che è buono, astenendoci dalle offese, dai falsi fratelli e da coloro che portano il nome del Signore con ipocrisia, i quali sviano gli stolti.

7) Chiunque infatti non confessi che Gesù Cristo è venuto nella carne, è l’anticristo; e chiunque non confessi la testimonianza della Croce, è del diavolo; e chiunque perverta le parole del Signore secondo le proprie concupiscenze e affermi che non vi è né risurrezione né giudizio, quell’uomo è il primogenito di Satana.

Perciò abbandoniamo le vane opere dei molti e i loro falsi insegnamenti, e volgiamoci alla parola che ci è stata trasmessa fin dal principio, mantenendoci sobri nella preghiera e costanti nel digiuno, supplicando il Dio onniveggente con preghiere affinché non ci conduca in tentazione, secondo quanto disse il Signore: Lo spirito è pronto, ma la carne è debole.

8) Teniamo quindi salda senza sosta la nostra speranza e il pegno della nostra giustizia, che è Gesù Cristo, il quale ha portato i nostri peccati nel proprio corpo sul legno, il quale non commise alcun peccato, né si trovò inganno nella sua bocca, ma per amor nostro sopportò ogni cosa, affinché potessimo vivere in Lui.

Diventiamo dunque imitatori della Sua pazienza; e se dovessimo soffrire per amore del Suo nome, glorifichiamolo. Poiché Egli ci ha dato questo esempio con la propria persona, e noi abbiamo creduto in ciò.

9) Vi esorto dunque tutti ad essere obbedienti alla parola della giustizia e a praticare ogni forma di perseveranza, che avete anche visto con i vostri stessi occhi nei beati Ignazio, Zosimo e Rufo, sì, e anche in altri che provenivano da tra di voi, così come in Paolo stesso e nel resto degli Apostoli; convinti che tutti costoro non hanno corso invano, ma nella fede e nella giustizia, e che occupano il posto che spetta loro alla presenza del Signore, con il quale hanno anche sofferto. Poiché non hanno amato il mondo presente, ma Colui che è morto per noi ed è stato risuscitato da Dio per noi.

10) Rimanete dunque saldi in queste cose e seguite l’esempio del Signore, essendo saldi nella fede e irremovibili, nell’amore fraterno affezionati gli uni agli altri, compagni nella verità, precedendovi a vicenda nella dolcezza del Signore, senza disprezzare nessuno. Quando potete fare del bene, non rimandatelo, poiché la misericordia ha salvato dalla morte. Siate tutti sottomessi gli uni agli altri, conducendo una vita irreprensibile tra i gentili, affinché, grazie alle vostre buone opere, possiate ricevere lode e il Signore non sia bestemmiato a causa vostra. Ma guai a colui per mezzo del quale il nome del Signore sia bestemmiato. Insegnate dunque a tutti la sobrietà, nella quale anche voi stessi camminate.

11) Mi ha profondamente addolorato il caso di Valente, che un tempo era presbitero tra voi, poiché è così ignorante riguardo all’ufficio che gli è stato affidato. Vi esorto quindi ad astenervi dall’avidità e ad essere puri e sinceri. Astenetevi da ogni male.

Ma chi non è in grado di governare se stesso in queste cose, come può imporre ciò ad altri? Se un uomo non si astiene dalla cupidigia, sarà contaminato dall’idolatria e sarà giudicato come uno dei gentili che non conoscono il giudizio del Signore. Anzi, non sappiamo forse che i santi giudicheranno il mondo, come insegna Paolo?

Ma non ho trovato nulla di simile in voi, né ne ho sentito parlare, tra coloro tra i quali il beato Paolo operò, che furono i destinatari delle sue lettere all’inizio. Egli infatti si vanta di voi in tutte quelle chiese che, a quel tempo, erano le sole a conoscere Dio; poiché noi non Lo conoscevamo ancora.

Perciò sono profondamente addolorato per lui e per sua moglie, ai quali il Signore conceda il vero pentimento. Siate dunque anche voi stessi sobri in questo, e non considerate costoro come nemici, ma riaccoglieteli come membri fragili e smarriti, affinché possiate salvare l’intero corpo. Poiché così facendo, vi edificate a vicenda.

12) Sono infatti convinto che siate ben istruiti nelle Scritture sacre e che nulla vi sia nascosto. Ma a me questo non è concesso. Solo, come è detto in queste Scritture: Adiratevi e non peccate, e Non tramonti il sole sopra la vostra ira. Beato chi ricorda questo; e confido che ciò sia in voi.

Ora, possa il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, e lo stesso Sommo Sacerdote eterno, il Figlio di Dio Gesù Cristo, rafforzarvi nella fede e nella verità, in ogni mansuetudine, nell’astensione dall’ira, nella tolleranza, nella longanimità, nella paziente perseveranza e nella purezza; e vi conceda una sorte e una parte tra i Suoi santi, e a noi con voi, e a tutti coloro che sono sotto il cielo, che crederanno nel nostro Signore e Dio Gesù Cristo e nel Suo Padre che lo ha risuscitato dai morti.

Pregate per tutti i santi. Pregate anche per i re, per le autorità, per i principi, per coloro che vi perseguitano e vi odiano e per i nemici della croce, affinché il vostro frutto sia manifesto davanti a tutti gli uomini, affinché siate perfetti in Lui.

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