Domanda
Cosa significa che l’amore non cerca il proprio interesse (1 Corinzi 13:5)?
Risposta
L’amore è il dono più grande che Dio ci fa. In 1 Corinzi 13 troviamo una descrizione di straordinaria bellezza dell’amore di Dio. Per aiutarci a comprendere tutto ciò che l’amore comporta, l’apostolo Paolo elenca alcune cose che l’amore non è. Ad esempio, l’amore "non cerca il proprio interesse" (versetto 5), tradotto anche come "non insiste sulla propria volontà" (ESV).
La frase greca significa letteralmente "non cerca le cose di sé stesso". L’egocentrismo, che è l’antitesi dell’amore, caratterizzava la chiesa di Corinto. Ciò era evidente nelle divisioni all’interno della chiesa riguardo alla leadership (capitoli 1-3), nel suo atteggiamento verso Paolo (capitolo 4), nel suo atteggiamento verso le questioni legali con altri cristiani (capitolo 6), nel suo atteggiamento verso la Cena del Signore (capitolo 11) e nel suo atteggiamento verso i doni spirituali (capitolo 12). Paolo voleva che questi credenti smettessero di concentrarsi sui propri bisogni e sulle proprie preferenze e servissero Dio e gli uni gli altri.
Il rimedio all’egoismo è la ricerca di Dio. Il rimedio all’egoismo è l’amore. Gesù disse: ""Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza". Il secondo [comandamento] è questo: "Amerai il tuo prossimo come te stesso"" (Marco 12:30-31). L’amore per Dio e per gli altri deve contraddistinguere il credente; non l’amore per se stessi.
Alcuni hanno erroneamente interpretato "ama il tuo prossimo come te stesso" come un insegnamento sull’amore per se stessi al fine di amare gli altri. Cioè, dovremmo amare noi stessi prima di poter amare veramente gli altri. Ma questo non è l’insegnamento del brano. L’amore per se stessi è dato per scontato come condizione di base; Gesù insegnava che la cura per gli altri deve eguagliare la cura naturale che abbiamo per noi stessi. Inoltre, Gesù faceva riferimento alla Torah, in particolare a Levitico 19:17-18, dove si legge: "Non odiare tuo fratello nel tuo cuore. Rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti renderai complice della sua colpa. Non cercare vendetta né serbare rancore contro uno del tuo popolo, ma ama il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore". Il contesto riguarda il trattare gli altri con giustizia, senza vendetta e con amore. Non fa alcun riferimento all’amore per se stessi.
Questa attenzione verso gli altri e i loro bisogni corrisponde a Filippesi 2:4: "Ciascuno non cerchi solo il proprio interesse, ma anche quello degli altri". Il comandamento fa riferimento alle azioni altruistiche di Gesù Cristo come esempio supremo. Il Nuovo Testamento menziona spesso la necessità di distogliere lo sguardo da sé stessi per rivolgersi ad aiutare gli altri.
Una persona che esige di fare a modo suo, che calpesta i diritti altrui per difendere i propri, o che insiste per ottenere ciò che le spetta, non sta dimostrando amore. L’amore è sempre rispettoso degli altri. Chi ama è disposto a rinunciare al riconoscimento e a rinunciare ai propri diritti per il bene della persona amata. Gesù ha dimostrato amore in questo modo: "Non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la propria vita in riscatto per molti" (Marco 10:45). Non c’è alcuna ricerca di sé in questo.
L’amore cristiano non riguarda noi, ma gli altri. Mettere in pratica l’amore significa seguire l’esempio di Gesù, tenere conto dei bisogni e degli interessi degli altri e rinunciare ai nostri desideri personali per servire chi è nel bisogno.
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Cosa significa che l’amore non cerca il proprio interesse (1 Corinzi 13:5)?