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Domanda

Cosa significa che la tribolazione produce perseveranza (Romani 5:3)?

Risposta


Romani 5:3 dice: "E non solo, ma ci gloriamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce perseveranza" (NKJV). Il termine tradotto con "tribolazioni" in questo versetto è la parola greca thlipsesin e significa "afflizione" o "circostanze angoscianti". A volte viene tradotta come "sofferenze", come si vede nelle versioni ESV, NET e NIV. Il Nuovo Testamento usa tipicamente forme di questa parola per riferirsi alle difficoltà che i credenti affrontano nel loro cammino attraverso la vita.

Nel contesto più ampio di questo versetto, Paolo parla dei trionfi che otteniamo in quanto persone che hanno riposto la propria fede in Gesù. Nei versetti precedenti, egli proclama che la nostra fede in Cristo ci permette di avere pace con Dio: possiamo stare con fiducia alla Sua presenza e "vantarci nella speranza della gloria di Dio" (Romani 5:2). Ma poi Paolo cambia registro e dichiara in Romani 5:3 che possiamo anche gloriarci nelle nostre tribolazioni e sofferenze, un tema che menziona anche in altre lettere (1 Corinzi 11:16-33; Filippesi 4:10-13).

Dopo aver affermato che possiamo avere pace con Dio a prescindere dalle circostanze (Romani 5:1), Paolo elenca in ordine sequenziale i tratti caratteriali che si formano in un credente che persevera nelle tribolazioni: "Ci gloriamo anche nelle nostre sofferenze, perché sappiamo che la sofferenza produce perseveranza; la perseveranza, la prova; e la prova, la speranza" (Romani 5:3-4). Sopportando nel tempo circostanze difficili e confidando in Dio, svilupperemo un carattere più solido e una speranza più sicura. Questa "speranza non ci delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo, che ci è stato dato" (Romani 5:5). Poiché Dio ci ha salvati e si prende cura di noi come Suoi figli, possiamo confidare in Lui anche quando le circostanze sono difficili.

Anche altri passaggi del Nuovo Testamento parlano dello sviluppo del carattere che si forma in noi quando affidiamo a Dio le nostre circostanze difficili. Giacomo 1:2-4 dice: "Considerate una gioia pura, fratelli e sorelle miei, ogni volta che affrontate prove di vario genere, perché sapete che la prova della vostra fede produce perseveranza. Lasciate che la perseveranza compia la sua opera, affinché possiate essere maturi e completi, senza che vi manchi nulla". Ebrei 10:36 dice: "Dovete perseverare affinché, dopo aver compiuto la volontà di Dio, riceviate ciò che Egli ha promesso". Paolo stesso imparò ad agire nelle afflizioni: "Mi vanterò tanto più volentieri delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me" (2 Corinzi 12:9). Pietro incoraggiò coloro che perseveravano nella tribolazione: "Vi attende una gioia meravigliosa, anche se per un breve tempo dovrete sopportare molte prove" (1 Pietro 1:6, NLT). E Gesù ci ha insegnato a rallegrarci e a gioire quando siamo perseguitati, perché la nostra ricompensa è nei cieli (Matteo 5:11-12).

Quindi, quando Paolo dice che la tribolazione produce perseveranza, intende dire che le circostanze difficili possono rafforzare la fede e la fiducia di un credente in Dio. Possiamo affidarci al Signore nelle circostanze difficili perché Egli è più grande di quelle circostanze e le fa concorrere al bene di coloro che Lo amano (Romani 8:28).

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