settings icon
share icon
Domanda

Qual è stato l'impatto di Augusto Cesare sulla storia biblica?

Risposta


Il nome di battesimo di Augusto Cesare era Gaio Ottavio. Era il nipote, il figlio adottivo e il successore designato da Giulio Cesare. Alla morte di Giulio, Ottaviano (come veniva allora chiamato) dovette lottare per consolidare il proprio potere, ma, una volta assicurata la sua posizione di primo imperatore romano, regnò più a lungo di qualsiasi altro Cesare della stirpe di Giulio, dal 27 a.C. al 14 d.C. Ricevette il nome di Augusto ("Venerabile") nel 27 a.C.

Cesare Augusto è menzionato una sola volta nel Nuovo Testamento, all’inizio della ben nota storia del Natale riportata in Luca 2: "In quei giorni Cesare Augusto emanò un decreto per fare un censimento di tutto il mondo romano" (versetto 1). A seguito di questo decreto, Giuseppe dovette tornare alla sua terra d’origine, Betlemme, e portò con sé Maria, che era già incinta del Bambino Gesù. Mentre si trovavano a Betlemme, nacque Gesù, come aveva predetto il profeta Michea: "Ma tu, Betlemme Efrata, pur essendo la più piccola tra le casate di Giuda, da te uscirà per me colui che sarà il sovrano d’Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni di un tempo" (Michea 5:2).

Il censimento che costrinse Giuseppe e Maria a recarsi a Betlemme fu l’impatto più evidente di Cesare Augusto sulla storia biblica; tuttavia, vi sono altri fatti riguardanti Cesare Augusto che sarebbero stati significativi per i lettori dei Vangeli del I secolo.

A Ottaviano fu dato il nome di Augusto, che significa "grande", "venerabile" o "degno di riverenza", il che allude al fatto che fosse degno di adorazione. Nel 42 a.C., il Senato deificò formalmente Giulio Cesare come divus Iulius ("il divino Giulio"). Ciò portò il suo figlio adottivo, Ottaviano, a essere conosciuto come divi filius ("figlio del dio"), un titolo che Cesare Augusto fece proprio. Le monete coniate da Augusto recavano l’immagine di Cesare e iscrizioni quali "Cesare Divino e Figlio di Dio". Un’iscrizione egiziana definisce Cesare Augusto una stella che "brilla dello splendore del Grande Salvatore Celeste". Nel 17 a.C. una stella insolita apparve davvero nei cieli; Augusto ordinò una celebrazione e Virgilio dichiarò: "È giunta la svolta delle epoche". Durante il regno di Augusto, il culto dell’imperatore conobbe un’esplosione, specialmente in Asia Minore, che in seguito divenne un focolaio di persecuzioni contro i cristiani. (L’Asia Minore era l’area percorsa da Paolo nei suoi primi due viaggi missionari, nonché la sede delle sette chiese destinatarie delle lettere dell’Apocalisse.)

Da ciò che sappiamo di Augusto e del culto che gli veniva tributato, è chiaro che Luca sta raccontando la storia di Gesù in modo tale che Cristo sia visto come il vero detentore dei titoli rivendicati da Augusto. Non è Augusto il Salvatore e il Signore, ma "Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore; egli è Cristo, il Signore" (Luca 2:11). Non è Augusto, ma Gesù il Figlio di Dio (Luca 1:32). E non è con Augusto che è giunto il punto di svolta delle epoche, ma con Gesù Cristo, che inaugura il regno di Dio (Luca 4:43).

Il credo romano affermava: "Cesare è Signore", ma il cristiano riconosce solo Gesù come Signore. Grazie alla loro lunga tradizione monoteista, agli ebrei era concessa un’esenzione dall’obbligo di adorare l’imperatore. Finché il cristianesimo era considerato una setta del giudaismo, anche i cristiani erano esentati dall’obbligo di adorare l’imperatore romano. Ma quando gli ebrei cominciarono a denunciare i cristiani ed a espellerli dalle sinagoghe, ai cristiani non fu più concessa questa eccezione. Pertanto, il governo romano fu lo strumento della persecuzione ebraica in gran parte del Nuovo Testamento. Ne vediamo il primo esempio nelle accuse mosse contro Gesù stesso (Luca 23:1-2). Ciò accadde nuovamente a Paolo e Sila a Tessalonica, dove alcuni ebrei non credenti aizzarono la folla dicendo: "Questi tutti si oppongono ai decreti di Cesare, dicendo che c’è un altro re, uno chiamato Gesù" (Atti 17:7).

Cesare Augusto morì poco dopo la nascita di Gesù. Sebbene Augusto stesso non avesse rivendicato le prerogative della divinità, accettò titoli divini come strumento di propaganda. Con lo svilupparsi della religione romana, il culto dell’imperatore divenne un dovere patriottico. Il Nuovo Testamento confuta la religione romana in ogni occasione, proclamando Gesù, e non Cesare, come Figlio di Dio e Signore (Marco 1:1; 1 Tessalonicesi 1:1). Augusto decretò il censimento che fu lo strumento umano usato da Dio per adempiere la profezia riguardante il luogo di nascita del Messia. Augusto pensava di stare misurando la grandezza del suo regno, ma, in realtà, stava preparando il terreno per colui che alla fine lo avrebbe sostituito. Fu anche sotto Augusto Cesare che si instaurò la pace romana, furono costruite le strade e si affermò una cultura comune e stabile, affinché il Vangelo potesse diffondersi facilmente in tutto l’Impero Romano. Mentre Augusto e gli imperatori che lo seguirono pensavano di costruire il proprio regno, erano semplicemente attori inconsapevoli e spesso riluttanti nella costruzione del regno di Dio.

English



Torna alla home page italiana

Qual è stato l'impatto di Augusto Cesare sulla storia biblica?
Condividi questa pagina: Facebook icon Twitter icon Pinterest icon Email icon
© Copyright Got Questions Ministries