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Domanda

Cosa intendeva Gesù quando disse: "Il mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato" (Giovanni 4:34)?

Risposta


In Giovanni 4:34, Gesù dichiara ai suoi discepoli: "Il mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato e portare a compimento la sua opera" (NKJV). Qui Gesù riprende le parole di Deuteronomio 8:3, dove Mosè ricorda a Israele che la vita richiede più del semplice pane: "L’uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che esce dalla bocca del Signore" (ESV; cfr. Matteo 4:4 e Luca 4:4).

In completa e totale obbedienza alla volontà del Padre, Gesù incarnò perfettamente la verità di Deuteronomio 8:3. Il "cibo" che saziava e sosteneva Gesù era l’"opera" che il Padre gli aveva affidato di compiere. Nel contesto di Giovanni 4:34, l’opera che Gesù stava compiendo era la salvezza delle anime. Aveva appena concluso la Sua conversazione con la donna samaritana al pozzo, e ben presto tutto il suo villaggio avrebbe ascoltato il Vangelo. Il risultato fu che "molti altri avrebbero ascoltato il suo messaggio e creduto" (Giovanni 4:41, NLT).

Nel Vangelo di Giovanni, la missione terrena del Figlio è un tema ricorrente. Ad esempio, in Giovanni 5:36, Gesù dice: "Le opere che il Padre mi ha dato da compiere, proprio quelle che sto compiendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato" (ESV). E in Giovanni 6:38, Gesù dice: "Sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato" (ESV).

Gesù non si limitò a rendere omaggio al Padre a parole, come facevano i farisei (Matteo 15:8). Al contrario, Gesù dimostrò obbedienza alla volontà del Padre attraverso le opere che compì: trasformare l’acqua in vino (Giovanni 2:1-12), guarire il paralitico (Giovanni 5:1-17), sfamare cinquemila persone con due pesci e cinque pani d’orzo (Giovanni 6:1-15), camminando sulle acque (Giovanni 6:16-21), guarendo l’uomo cieco dalla nascita (Giovanni 9), risuscitando Lazzaro (Giovanni 11) e offrendo se stesso come riscatto per i peccatori (Giovanni 19:30). Il vero sostentamento, secondo il Signore, non deriva dal cibo fisico, ma dall’obbedienza alla volontà di Dio.

Ogni incontro, miracolo e insegnamento di Gesù è fondato sulla sottomissione del Figlio alla volontà del Padre. L’incontro di Gesù con la donna samaritana (Giovanni 4:1-45), quindi, è un microcosmo del Suo ministero nel suo complesso. I discepoli, che spesso fraintendevano Gesù, non riuscirono a cogliere la verità essenziale secondo cui l’obbedienza alla volontà del Padre è più grande della soddisfazione che il cibo procura. Quando Gesù disse loro: "Io ho da mangiare un cibo di cui voi non sapete nulla", rimasero perplessi e "si dicevano l’un l’altro: "Qualcuno gli avrà forse portato da mangiare?"" (versetti 32-33). Il loro modo di pensare era fisico anziché spirituale.

Giovanni 4:34 anticipa il tema della missione del Figlio, come rivelato in Giovanni 5:19-47. Lì, l’autorità del Figlio (versetti 19-29) e i testimoni che rendono testimonianza della Sua identità messianica (versetti 30-47) convergono, formando un quadro completo della missione terrena del Figlio. "Tutto ciò che il Padre fa, lo fa anche il Figlio" (Giovanni 5:14).

Il vero sostentamento e la vera soddisfazione della vita si trovano nell’obbedienza alla volontà del Padre. Questo tema, intessuto in tutto il Vangelo di Giovanni, trova la sua espressione definitiva nell’opera redentrice della croce. Alla fine del Suo ministero terreno, la notte del Suo arresto, Gesù prega: "Ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l’opera che mi hai dato da fare" (Giovanni 17:4, ESV).

Gesù ha dato un esempio perfetto di come dovrebbe essere l’obbedienza per i credenti. Nelle parole dell’apostolo Paolo, il Figlio di Dio "si umiliò rendendosi obbediente fino alla morte, e alla morte di croce. Perciò, Dio lo ha esaltato grandemente e gli ha conferito il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi, nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre" (Filippesi 2:8-11, ESV). Possiamo noi seguire le orme di Gesù, sapendo che Egli soddisferà la nostra fame spirituale (cfr. Matteo 5:6).

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