Domanda
Che cos'è la genuflessione? Cosa significa genuflettersi?
Risposta
La genuflessione è un gesto tradizionale di onore o di venerazione. Consiste nel piegare un ginocchio a terra. Genuflettersi significa inginocchiarsi su un ginocchio e rialzarsi, un gesto consueto nel Medioevo, quando il rispetto verso un re o un nobile veniva dimostrato inginocchiandosi su un ginocchio, spesso rimanendo in quella posizione finché non veniva chiesto di rialzarsi. La genuflessione viene ancora praticata talvolta nelle culture occidentali quando un uomo fa una proposta di matrimonio tradizionale.
Oggi la genuflessione è diffusa nelle pratiche religiose della Chiesa anglicana "high-church" e della Chiesa cattolica romana. I cattolici romani si genuflettono davanti agli elementi del "Santo Sacramento", ovvero il pane e il vino della comunione. Si genuflettono davanti a questi elementi in base alla falsa convinzione di inchinarsi effettivamente davanti al Signore, presente nell’Eucaristia. Nel cattolicesimo romano, è consuetudine che un fedele si inginocchi sul ginocchio destro ogni volta che entra o esce dalla presenza del Santissimo Sacramento, cioè quando entra ed esce da un banco nel santuario. Quando il Santissimo Sacramento è esposto alla vista, e non nascosto all’interno del tabernacolo, entrambe le ginocchia del fedele devono toccare il pavimento. Secondo l'Ordinamento Generale del Messale Romano, "La genuflessione, che si fa piegando il ginocchio destro fino a terra, significa adorazione; perciò è riservata al SS. Sacramento e alla santa Croce".
Nella Bibbia, inginocchiarsi o fare una genuflessione è un gesto che denota sottomissione, rispetto, riverenza e adorazione verso Dio. Nell’Antico Testamento, sebbene l’usanza fosse quella di pregare in piedi, le preghiere di supplica venivano spesso rivolte in ginocchio. Salomone si prostrò davanti al Signore durante la dedicazione del tempio, in cui pregò affinché Dio benedicesse Israele (2 Cronache 6). L'abitudine di Daniele era quella di pregare tre volte al giorno in ginocchio, "pregando e supplicando il suo Dio" (Daniele 6:11). Davide, egli stesso re e abituato a vedere gli altri inchinarsi davanti a lui, ci incoraggia: "Venite, adoriamo e inchiniamoci; inginocchiamoci davanti all'Eterno che ci ha fatti" (Salmo 95:6).
Nel Nuovo Testamento, molti si inginocchiarono davanti a Gesù per chiedergli guarigioni o favori. Il lebbroso (Marco 1:40), la madre dei figli di Zebedeo (Matteo 20:20) e l’uomo il cui figlio era posseduto da un demone (Matteo 17:14) si prostrarono tutti in supplica davanti a Colui che sapevano avere il potere di guarirli e di esaudire le loro richieste. Persino Gesù assunse un atteggiamento di umiltà e supplica quando chiese al Padre di allontanare il calice di dolore che stava per bere (Luca 22:41). Negli Atti, vediamo esempi di apostoli e altre persone che si inginocchiarono in preghiera: Stefano (Atti 7:59), Pietro (Atti 9:40) e Paolo (Atti 20:36).
Alla fine, tutti si inginocchieranno in segno di riverenza davanti al Re dei re. "Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre" (Filippesi 2:9-11).
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Che cos'è la genuflessione? Cosa significa genuflettersi?