Domanda
Il frutto dello Spirito Santo - Che cos’è la mitezza
Risposta
Galati 5:22-23 afferma che lo Spirito Santo opera in noi per renderci più simili a Cristo (Efesini 4:14-16), e parte del frutto, ovvero dei risultati, di tale opera è la mitezza. La dolcezza, tradotta anche come "mitezza", non significa debolezza. Implica piuttosto umiltà e gratitudine verso Dio, nonché un comportamento cortese e moderato verso gli altri. Gli opposti della dolcezza sono la rabbia, il desiderio di vendetta e l’autoesaltazione.
Ci vuole una persona forte per essere veramente mite. Henry Wadsworth Longfellow ci offre una meravigliosa illustrazione della mitezza in "Il fabbro del villaggio". Nella poesia, il protagonista viene descritto così:
"Il fabbro, uomo possente è lui,
con mani grandi e muscolose;
E i muscoli delle sue braccia possenti
Sono forti come fasce di ferro".
Tuttavia, in chiesa, mentre ascolta sua figlia cantare un inno, il fabbro è sopraffatto dall’emozione: "E con la sua mano dura e ruvida si asciuga / Una lacrima dagli occhi". Questa è gentilezza. Potenza trattenuta. Umiltà e grazia.
Dio vuole che Gli affidiamo il controllo delle nostre vite. Affidandoci alla nostra logica, non abbiamo alcun impulso a sottometterci alla guida di Dio. Con la saggezza che ci viene donata dallo Spirito Santo, tuttavia, iniziamo a capire perché dovremmo sottometterci completamente a Dio come Signore delle nostre vite. Il potere umano sotto il controllo umano è un’arma semidistrutta nelle mani di un bambino. Ma la dolcezza pone la nostra forza sotto la guida di Dio; è uno strumento potente per il regno di Dio.
Ogni persona è potente. Possiamo pronunciare parole che influenzano gli altri; possiamo agire in modi che aiutano o feriscono; e possiamo scegliere quali influenze daranno forma alle nostre parole e alle nostre azioni. La mitezza incanala e modera quel potere. Essere miti significa riconoscere che le vie e i pensieri di Dio sono ben al di sopra dei nostri (Isaia 55:9). Significa rendersi conto con umiltà che le nostre visioni del mondo sono plasmate dall’esposizione al peccato e dall’errata interpretazione delle esperienze. Significa accettare la visione del mondo di Dio, che riflette la verità riguardo al mondo spirituale e a quello materiale.
È a nostro vantaggio avere un atteggiamento gentile verso Dio, perché Egli è onnisciente e noi no. "Dove eri quando ho posto le fondamenta della terra?" Dio sfida Giobbe. "Dimmi, se hai intelligenza" (Giobbe 38:4). Dio conosce ogni cosa del passato, del presente e del futuro (1 Giovanni 3:20); noi non riusciamo nemmeno a azzeccare le previsioni del tempo. Come un adolescente capriccioso con i propri genitori, potremmo gridare: "Tu proprio non capisci!", ma Dio capisce, più di quanto potremmo mai immaginare (Salmo 44:21).
Quando saremo ricolmi del frutto dello Spirito che è la mitezza, correggeremo gli altri con serenità invece di discutere con risentimento e rabbia, sapendo che la loro salvezza è ben più importante del nostro orgoglio (2 Timoteo 2:24-25). Perdoneremo prontamente, perché qualsiasi offesa nei nostri confronti non è nulla in confronto alle nostre offese contro Dio — offese che Egli ha già perdonato (Matteo 18:23-35). La competizione e il settarismo scompariranno, poiché l’obiettivo non sarà più tanto noi stessi quanto la predicazione del Vangelo (Filippesi 1:15-18). Giovanni Battista era un predicatore appassionato, eppure diede prova di vera mitezza quando disse: "[Gesù] deve crescere; io devo diminuire" (Giovanni 3:30).
La mitezza significa anche rinunciare al diritto di giudicare ciò che è meglio per noi stessi e per gli altri. Dio non si preoccupa tanto del nostro benessere quanto della nostra crescita spirituale, e sa come farci crescere molto meglio di quanto ne siamo capaci noi. La mitezza significa accettare che la pioggia cada sui malvagi e sui giusti e che Dio possa usare metodi che non ci piacciono per raggiungere i nostri cuori e quelli degli altri.
Infine, vivere in uno spirito di mitezza verso Dio significa accettare il Suo giudizio sulle persone e sulle questioni. Tendiamo a pensare che sia mite andarci piano con le persone e cercare di giustificare azioni che Dio ha definito peccato. Oppure lasciare che qualcuno continui a peccare senza dire la verità. Ma Paolo dice: "Se qualcuno viene colto in una trasgressione, voi che siete spirituali, riabilitate costui con spirito di mitezza" (Galati 6:1). Questo non significa essere così morbidi da impedire al peccatore di rendersi conto di aver peccato. Significa affrontare il fratello in modo conforme alla Scrittura: essere miti, amorevoli, incoraggianti e chiari riguardo alla santità alla quale Dio ci chiama.
Gesù ci ha dato l’immagine perfetta della mitezza: "Ecco, il vostro re viene a voi, mite e cavalcando un asino" (Matteo 21:5), e ora ci offre la Sua mitezza come dono. Se permettiamo allo Spirito Santo di guidarci, saremo ricolmi del frutto della mitezza.
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Il frutto dello Spirito Santo - Che cos’è la mitezza