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Domanda

Cosa significa avere fiducia nel giorno del giudizio (1 Giovanni 4:17)?

Risposta


In 1 Giovanni 4:7-21, l’apostolo Giovanni sottolinea l’importanza di conoscere Dio attraverso l’esperienza continua di crescere nel Suo amore, un amore che scaccia il timore. Per molte persone, il pensiero di trovarsi al cospetto di Dio nel giorno del giudizio che verrà suscita paura, incertezza o un senso di indegnità. Eppure Giovanni insegna che il credente che dimora nell’amore perfetto di Dio può affrontare quel giorno con fiducia anziché con terrore: "L’amore è stato perfezionato tra noi in questo: che possiamo avere audacia nel giorno del giudizio; perché come Egli è, così siamo noi in questo mondo" (1 Giovanni 4:17, NKJV).

Il termine greco parrēsian, tradotto come "audacia" (KJV, NKJV) o "fiducia" (NIV, ESV) in 1 Giovanni 4:17, non si riferisce all’arroganza o alla fiducia in se stessi. Piuttosto, indica l’assenza di dubbi, la certezza e un atteggiamento schietto e senza vergogna. La stessa parola compare in Ebrei 4:16, dove l’autore invita i credenti a "avvicinarci con fiducia al trono del nostro Dio misericordioso" (NLT). Questa audacia non affonda le sue radici nelle nostre realizzazioni o nella nostra dignità, ma nell’opera compiuta da Cristo. Poiché Gesù ha pagato il prezzo e ha sopportato il giudizio per i nostri peccati sulla croce (Isaia 53:5-6), non temiamo più la condanna. L’apostolo Paolo afferma: "Non c’è dunque più alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù" (Romani 8:1). Il giudizio e la punizione che avrebbero dovuto ricadere su di noi sono già ricaduti su di Lui.

La New Living Translation rende il significato di questo versetto ancora più chiaro per i lettori della Bibbia di oggi: "E mentre viviamo in Dio, il nostro amore diventa più perfetto. Così non avremo paura nel giorno del giudizio, ma potremo presentarci davanti a Lui con fiducia perché viviamo come Gesù qui in questo mondo" (1 Giovanni 4:17, NLT). Giovanni spiega che la nostra audacia o fiducia scaturisce dall’amore "perfezionato", cioè dall’amore "maturo" che ha messo radici nei nostri cuori. Warren Wiersbe afferma: "L’amore cristiano maturo è il grande bisogno universale del popolo di Dio… Un credente che sperimenta l’amore che si perfeziona cresce nella sua fiducia verso Dio. Egli prova un timore reverenziale verso Dio, non una paura tormentosa. È un figlio che rispetta il Padre, non un prigioniero che trema davanti a un giudice" (The Bible Exposition Commentary, vol. 2, Victor Books, 1996, p. 521).

Giovanni continua: "Tale amore non conosce paura, perché l’amore perfetto scaccia ogni paura. Se abbiamo paura, è per timore della punizione, e questo dimostra che non abbiamo sperimentato appieno il suo amore perfetto" (1 Giovanni 4:18, NLT). Il credente che dimora nell’amore di Dio sa che Cristo ha eliminato la pena del peccato e, pertanto, non ha paura di presentarsi al Suo cospetto. Gesù disse: "In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede in Dio che mi ha mandato ha la vita eterna. Non sarà mai condannato per i propri peccati, ma è già passato dalla morte alla vita" (Giovanni 5:24, NLT).

Giovanni non intende dire che non pecchiamo mai, ma che la giustizia di Cristo copre i nostri peccati: passati, presenti e futuri. Come scrive Paolo: "Dio infatti ha fatto di Cristo, che non ha mai peccato, l’offerta per il nostro peccato, affinché potessimo essere riconciliati con Dio per mezzo di Cristo" (2 Corinzi 5:21, NLT). Quando Dio guarda i Suoi figli, vede la giustizia di Suo Figlio.

Giovanni specifica il segreto della nostra audacia: "Come Egli è, così siamo noi in questo mondo". Come figli di Dio, condividiamo una somiglianza con Cristo in questo mondo — non nella perfezione divina, ma nell’identità spirituale e nella relazione. Apparteniamo a Gesù (Romani 14:8; Efesini 1:6; 1 Corinzi 3:23), adottati come figli nella famiglia di Dio (Romani 8:15-17; 1 Giovanni 3:1). Il Suo Spirito ci sta trasformando a immagine di Cristo (Romani 8:29; 2 Corinzi 3:18; 1 Giovanni 3:2). La nostra identità in Cristo ci dà fiducia nel futuro perché la nostra posizione davanti a Dio è la stessa di cui gode Gesù stesso. Proprio come Gesù è amato, accettato e al sicuro davanti al Padre, così lo sono anche noi che gli apparteniamo.

Giovanni sottolinea che l’amore per gli altri è la prova di una fede autentica: "Se amiamo i nostri fratelli e sorelle che sono credenti, ciò dimostra che siamo passati dalla morte alla vita. Ma chi non ha amore è ancora morto" (1 Giovanni 3:14, NLT; vedi anche 1 Giovanni 3:16-18; 4:7-8, 20-21). L’amore è una dimostrazione dell’opera di Dio in noi. Quando camminiamo nell’amore, nell’obbedienza e nella verità, proviamo la certezza di appartenere veramente a Dio. Questa certezza allontana il timore di una punizione futura e lo sostituisce con una gioiosa attesa.

Per i non credenti, il giorno del giudizio è un giorno di terrore (Apocalisse 6:15-17). Ma per il credente è un giorno di rivendicazione, ricompensa e ingresso nella gioia eterna. Paolo lo attendeva con ansia, dicendo: "E ora mi attende il premio: la corona di giustizia, che il Signore, il Giudice giusto, mi darà nel giorno del suo ritorno. E il premio non è solo per me, ma per tutti coloro che attendono con ansia la sua apparizione" (2 Timoteo 4:8, NLT). Coloro che amano Cristo non si tirano indietro di fronte alla Sua venuta; la desiderano ardentemente.

L’audacia nel giorno del giudizio è il frutto del dimorare nell’amore di Dio, della fiducia nella giustizia di Cristo e del camminare nel Suo Spirito. È la sicurezza di un bambino che conosce l’amore sconfinato del cuore del Padre suo (Giovanni 3:16; Romani 8:38-39; 1 Giovanni 4:9-10, 16). Quando l’amore è perfetto, maturo e completo, la paura svanisce e possiamo presentarci davanti a Dio con serena fiducia e certezza.

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