Domanda
Chi erano i figli di Dio nel libro di Giobbe?
Risposta
La storia di Giobbe è memorabile per le sue sofferenze e per la risposta di Dio ad esse. Tuttavia, anche la scena iniziale, che descrive l’apparizione di Satana nella corte celeste di Dio, è intrigante. Mentre Satana e Dio discutevano di mettere alla prova Giobbe, erano presenti i "figli di Dio". Giobbe 1:6 descrive la scena: "Un giorno i figli di Dio vennero a presentarsi davanti al Signore, e tra loro venne anche Satana" (KJV). Come confermano altri passaggi, i "figli di Dio" erano angeli che prestavano servizio nella corte celeste di Dio (ad esempio, Giobbe 38:7; Salmo 89:6-7).
Conoscere il contesto del primo capitolo di Giobbe aiuta a chiarire l’identità dei "figli di Dio". Nei versetti iniziali, Giobbe viene presentato come un uomo di famiglia giusto, ricco e devoto (Giobbe 1:1-5). Prima di descrivere la tragedia che avrebbe colpito la sua famiglia (Giobbe 1:13-19), il racconto descrive una scena in cielo in cui i figli di Dio si presentano davanti al Signore, e anche Satana è presente (Giobbe 1:6).
Nel dialogo che segue, Dio permette a Satana di mettere alla prova Giobbe. Tuttavia, Egli proibisce a Satana di nuocere direttamente a Giobbe. Dio disse a Satana: "Tutto ciò che possiede è in tuo potere, ma sull’uomo stesso non stendere il dito" (Giobbe 1:12). Questo scenario celeste rafforza l’idea che i "figli di Dio" non siano esseri umani, bensì esseri celesti.
Il libro di Giobbe menziona nuovamente i "figli di Dio" più avanti, quando Dio sfida Giobbe a riflettere sul Suo ruolo nella creazione. Dio dice: "Dove eri tu quando io ponevo le fondamenta della terra?" (Giobbe 38:4). Pone poi una serie di domande retoriche per mettere in luce la comprensione limitata che Giobbe ha del mondo. Tra queste, Dio chiede dove fosse Giobbe "quando le stelle del mattino cantavano insieme e tutti i figli di Dio esultavano di gioia" (Giobbe 38:7, KJV). Questa domanda rimanda a un momento all’inizio della creazione, prima che esistessero gli esseri umani. Suggerisce che i figli di Dio siano esseri angelici che lodavano Dio mentre Egli dava origine ai cieli e alla terra.
Le traduzioni più letterali, tra cui la NKJV, l’ESV e la NASB, utilizzano l’espressione "figli di Dio" in Giobbe 38:7 (e in Giobbe 1:6). Le traduzioni più dinamiche (NIV, CEV) dicono semplicemente "angeli". L’International Standard Version riporta "esseri divini". L’Amplified Bible riporta sia "figli di Dio" sia la nota esplicativa "angeli". Pertanto, molte traduzioni riflettono l’interpretazione diffusa secondo cui i "figli di Dio" erano esseri angelici alla corte celeste di Dio.
Un altro passo biblico che menziona i "figli di Dio" è Genesi 6:2, che recita: "I figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle; e ne presero per mogli tutte quelle che scelsero" (KJV). Una lettura letterale di questo versetto porta a credere che alcuni angeli abbiano infranto la legge di Dio convivendo con gli esseri umani — e gli autori del Nuovo Testamento sembrano confermare questa visione. Ad esempio, Pietro afferma che "Dio non risparmiò gli angeli quando peccarono, ma li consegnò all’inferno, incatenandoli nelle tenebre per essere trattenuti in attesa del giudizio" (2 Pietro 2:4). E Giuda afferma: "Gli angeli che non hanno mantenuto la loro posizione di autorità, ma hanno abbandonato la loro dimora propria — questi egli li ha tenuti nelle tenebre, legati con catene eterne in attesa del giudizio nel grande Giorno" (Giuda 1:6). Pietro e Giuda sembravano credere che i "figli di Dio" di Genesi 6:2 fossero angeli che peccarono quando uscirono dal ruolo loro assegnato da Dio. Questa interpretazione dei "figli di Dio" concorda con l’uso che se ne fa nel libro di Giobbe.
Infine, nella Bibbia, l’espressione "figli di", quando usata per descrivere un gruppo, indica spesso un’origine, un’identità o una fedeltà condivisa. Non implica necessariamente una discendenza biologica, ma un’associazione o una caratteristica comune. Ad esempio, l’espressione "figli dei profeti" (2 Re 2:3) si riferisce ai seguaci o agli allievi dei profeti, mentre "figli della disobbedienza" (Efesini 2:2) descrive coloro che vivono in ribellione contro Dio. Allo stesso modo, l’espressione "figli di Dio" suggerisce che tutti gli angeli, sebbene alcuni siano caduti nel peccato, fossero originariamente membri della corte celeste di Dio.
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Chi erano i figli di Dio nel libro di Giobbe?