7 Perché dovrei parlare della mia fede sul posto di lavoro?

Perché dovrei parlare della mia fede sul posto di lavoro?


Domanda: "Perché dovrei parlare della mia fede sul posto di lavoro?"

Risposta:
Come seguaci di Cristo, ci sono vari motivi per cui dovremmo essere desiderosi di condividere la nostra fede in ogni circostanza. Quando si tratta del posto di lavoro, però, c'è una considerazione in più da fare. Come dipendenti, abbiamo assunto l'impegno di rendere al nostro datore di lavoro tutti i benefici dei nostri servizi per un dato periodo di tempo. Per essere dei buoni testimoni cristiani, dobbiamo innanzitutto assolvere a questo compito. Gli sforzi evangelici non dovrebbero interferire con le mansioni che ci siamo impegnati a svolgere (1 Tessalonicesi 5:12-14). Se succedesse, allora le nostre azioni tradirebbero le parole che abbiamo pronunciato e la nostra testimonianza perderebbe di credibilità. Dobbiamo quindi desiderare con entusiasmo di essere i migliori lavoratori che i nostri datori hanno (Colossesi 3:23). Ciò conferirà una certa autorità alle nostre parole in seguito, quando condivideremo la nostra fede.

Tra i vari motivi per condividere la nostra fede ci sono tre imperativi:

1) Il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo ce lo comanda. Negli ultimi momenti trascorsi sulla Terra con i Suoi discepoli, Cristo avrebbe potuto dire qualsiasi cosa. Ciò che scelse di dire fu che sarebbero dovuti andare con la Sua benedizione e potenza a predicare il Vangelo affinché altri potessero conoscere la potenza salvifica e la relazione benedetta con Gesù Cristo (Matteo 28:18-20).

2) Il dovere ce lo impone. Se siamo stati redenti da Cristo, allora ci è stato donato qualcosa che non è nostro. Senza la grazia di Dio saremmo perduti per tutta l'eternità. È probabile che la maggior parte di noi sia giunta alla fede e alla salvezza perché qualcuno ce ne ha parlato; come possiamo quindi non fare lo stesso per altri? Gesù disse che così come abbiamo gratuitamente ricevuto, gratuitamente dovremmo dare (Matteo 10:8). Siamo stati incaricati da Dio di essere Suoi messaggeri per i perduti (Atti 1:8; 1 Tessalonicesi 2:4).

3) La gratitudine ce lo richiede. Un atteggiamento di sincera gratitudine è una delle tante cose che distinguono un vero credente in Gesù Cristo. Più esaminiamo onestamente la corruzione dei nostri cuori, più riconosciamo quanto sia grande il perdono che ci è stato e ci viene elargito, e più siamo grati a Dio per averci redenti. Questa gratitudine si esprime nel dare credito a Dio per ciò che ha fatto per noi, cosa che non avremmo potuto fare da noi stessi. Il modo migliore in cui possiamo ringraziare Dio è darGli tutta la gloria per ciò che ha fatto per noi e raccontare ad altri del Suo grande amore e della Sua misericordia.

Come possiamo condividere la nostra fede sul posto di lavoro? Per prima cosa, c'è la testimonianza "silenziosa", quella che parla a gran voce senza che pronunciamo nemmeno una parola. Consiste nell'essere un dipendente leale e fedele, che non sparla dei datori di lavoro o dei colleghi. Nessuno lavora con un capo perfetto o con colleghi perfetti, ma se lavoriamo con l'atteggiamento descritto in Colossesi 3:23, "E qualunque cosa facciate, fatelo di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini", porteremo onore a Dio facendo ogni cosa per Lui, l'unico Capo veramente perfetto. Quando lavoriamo per il Signore, la nostra capacità di gestire lo stress da lavoro e trattare gli altri con gentilezza e pazienza ci farà risaltare tra i colleghi. Quando gli altri osservano i nostri atteggiamenti, immancabilmente faranno dei commenti, dandoci l'opportunità di spiegare chi serviamo realmente e in che modo Egli abbia cambiato le nostre vite. In altre parole, a volte abbiamo bisogno di "vivere quel che predichiamo" per poter avere l'opportunità di "predicare bene".

Quando si aprono le porte per condividere la nostra fede, dobbiamo essere "sempre pronti a rispondere a vostra difesa a chiunque vi domandi spiegazione della speranza che è in voi con mansuetudine e timore" (1 Pietro 3:15). Questo significa essere assidui nello studio della Bibbia per arrivare preparati all'apertura di tali porte. Se facciamo in modo che "la parola di Cristo abiti in [noi] copiosamente" (Colossesi 3:16), saremo sempre pronti. Infine, preghiamo che Dio apra delle opportunità per condividere Cristo con altri, quegli "appuntamenti divini" con le persone i cui cuori sono stati preparati da Dio per ricevere la Sua verità da noi.

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