Domanda
Che cos’era l’età apostolica?
Risposta
L’età apostolica è la fase iniziale di formazione, crescita e sviluppo della Chiesa primitiva. È direttamente legata alla guida dei dodici apostoli. L’era apostolica fu caratterizzata da grandi segni che confermavano il messaggio degli apostoli (Atti 2:43; 6:8; 8:6, 13; 14:8-10; 15:12; 20:7-12; 28:3-6). L’era apostolica ebbe inizio dopo la morte e la risurrezione di Gesù Cristo e si concluse alla fine del I secolo d.C., con la morte dell’apostolo Giovanni.
Alcuni individuano l’inizio esatto dell’era apostolica nel giorno di Pentecoste, quando gli apostoli furono pubblicamente investiti di potere dallo Spirito Santo: "Come giunse il giorno della Pentecoste, essi erano tutti riuniti con una sola mente nello stesso luogo. E all'improvviso venne dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dove essi sedevano. E apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e andarono a posarsi su ciascuno di loro. Così furono tutti ripieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro di esprimersi" (Atti 2:1-4). Quel giorno circa tremila credenti si unirono alla chiesa (versetto 41).
Altri studiosi ritengono che l’era apostolica abbia avuto inizio nel momento in cui Pietro confessò Gesù come il Cristo, e il Signore rispose: "Ed io altresì ti dico, che tu sei Pietro, e sopra questa roccia io edificherò la mia chiesa e le porte dell'inferno non la potranno vincere" (Matteo 16:18). Sebbene si possano avanzare argomenti a sostegno di entrambe le visioni, la questione ha scarsa rilevanza biblica.
Ciò che è più significativo riguardo all’era apostolica è che in quel periodo furono gettate le fondamenta della Chiesa cristiana, mentre la Chiesa di Gesù Cristo prendeva vita e prosperava. Tutte le generazioni successive della Chiesa si fondano su questa era dinamica della storia ecclesiale. Fu proprio durante l’età apostolica che ebbe luogo la stesura del canone del Nuovo Testamento. Sotto la guida degli apostoli, furono stabiliti i principi fondamentali per affrontare le relazioni complesse tra ebrei, gentili e cristiani, insieme ad altre questioni controverse (Romani 14). La Chiesa imparò a destreggiarsi tra pressioni e influenze esterne, quali governi, proprietari di schiavi e altre religioni, e ad affrontare sfide interne quali i falsi maestri, le dispute tra i credenti e la disciplina ecclesiale.
Forse lo sviluppo più significativo dell’età apostolica fu la formazione, da parte della Chiesa, di una visione fondamentale sulla natura e sul significato di Cristo e della Sua risurrezione. Altri insegnamenti apostolici fondamentali riguardavano l’interpretazione delle Scritture ebraiche e l’importanza di pratiche di culto chiave come la comunione e il battesimo. L’età apostolica ci ha donato i Vangeli, che ci mostrano ciò che Gesù disse e fece; e le Epistole, che espongono il significato e l’importanza di ciò che Gesù disse e fece.
Il libro degli Atti offre una panoramica di gran parte dell’età apostolica, mentre gli scritti dell’apostolo Paolo e di altri autori del Nuovo Testamento ci forniscono ulteriori approfondimenti sui cambiamenti e sulle sfide della Chiesa in quell’epoca. Nell’età apostolica, il nucleo dei credenti si espanse a dismisura, trasformandosi da una piccola comunità chiusa su se stessa a Gerusalemme in una rete capillare di cristiani che si estendeva in tutte le principali città della regione mediterranea e oltre (Atti 1:18). Il ministero di Paolo e i suoi viaggi missionari portarono a cambiamenti radicali nella composizione della Chiesa. Sia Paolo (Romani 11:13) che Pietro (Atti 10) contribuirono attivamente allo sviluppo di comunità miste di credenti composte da ebrei e gentili.
La Chiesa, un popolo distinto dalla comunità di Israele dell’Antico Testamento, iniziò a riunirsi regolarmente nell’era apostolica allo scopo di formare discepoli, insegnare, mantenere la comunione cristiana, partecipare alla Cena del Signore, incoraggiarsi a vicenda e pregare (Atti 2:42; Ebrei 10:25). La leadership e i ministeri pastorali furono istituiti per provvedere ai bisogni pratici dei credenti e per rafforzare e nutrire il corpo di Cristo (Atti 6:1-4; 1 Timoteo 3:1-13; Tito 1:6-9; Giacomo 5:14).
L’era apostolica si concluse con la morte di Giovanni, l’ultimo apostolo sopravvissuto. Sebbene oggi alcune chiese affermino erroneamente di far parte di una "nuova era apostolica", la verità biblica è che, negli ultimi 2.000 anni, la chiesa è stata continuamente "edificat[a] sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Gesù Cristo stesso la pietra angolare" (Efesini 2:20). Il fondamento è stato posto durante l’era apostolica e non è necessario un nuovo fondamento.
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Che cos’era l’età apostolica?