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Domanda

Cosa significa ereditare la vita eterna (Matteo 19:29)?

Risposta


In un’occasione, un giovane ricco si recò da Gesù chiedendogli: "Maestro, quale buona opera devo compiere per avere la vita eterna?" (Matteo 19:16, NLT). La risposta di Gesù sottolineò in definitiva la necessità di una giustizia superiore alla nostra e della disponibilità a rinunciare a tutti gli attaccamenti mondani per seguire il Signore.

Questa conversazione portò Pietro, sempre schietto, a osservare: "Noi abbiamo lasciato tutto per seguirti! Che cosa ci sarà allora per noi?" (Matteo 19:27). In risposta, Gesù pronunciò queste parole incoraggianti ma impegnative: "Vi assicuro che, quando il mondo sarà rinnovato e il Figlio dell’Uomo siederà sul suo trono glorioso, anche voi che mi avete seguito sederete su dodici troni, per giudicare le dodici tribù d’Israele. E chiunque avrà rinunciato a case, fratelli, sorelle, padre, madre, figli o beni per amor mio, riceverà cento volte tanto in cambio ed erediterà la vita eterna" (Matteo 19:28-29, NLT).

Nel Vangelo di Matteo, il concetto di ereditare la vita eterna è strettamente legato all’entrata nel regno dei cieli (cfr. Matteo 25:31-46; Luca 10:25-37). Sebbene questa eredità sia talvolta descritta come futura, la vita eterna è anche una realtà presente per coloro che sono nati dallo Spirito di Dio (cfr. Giovanni 3:3-5). Nel Vangelo di Giovanni, Gesù disse: "Questa è la vita eterna: che ti conoscano, l’unico vero Dio, e Gesù Cristo che tu hai mandato" (Giovanni 17:3). I credenti ricevono una parte della loro eredità eterna nel momento della salvezza, quando lo Spirito Santo viene a dimorare in loro come "caparra che garantisce la nostra eredità" (Efesini 1:13-14; cfr. anche 2 Corinzi 1:22; 5:5; Romani 8:23; Efesini 4:30). Tale eredità si realizzerà pienamente in cielo (cfr. Colossesi 3:23-24; 2 Pietro 3:10-13; Tito 3:7).

La vita eterna non è semplicemente un’esistenza senza fine in un cielo lontano, ma una nuova vita di comunione e unione con Cristo, benedetta dalla presenza, dalla pace e dall’amore di Dio (cfr. Giovanni 4:14; 10:10; 15:5; Salmo 16:11). Ereditare la vita eterna significa entrare in una relazione con Dio che trasforma ogni aspetto del nostro essere (2 Corinzi 5:17). Riceviamo il perdono e la liberazione dal peccato (Romani 5:21; 6:22; Ebrei 9:15), il rinnovamento (Romani 8:10-11) e un nuovo modo di vivere all’insegna della sequela e del servizio a Dio (Giovanni 12:25-26; Romani 6:8-11).

La scelta da parte di Gesù della parola "ereditare" è significativa. L’eredità implica ricevere qualcosa non guadagnato per merito, ma concesso in virtù di una relazione, tipicamente all’interno di una famiglia. Non possiamo acquistare la vita eterna né guadagnarla attraverso le buone opere. Possiamo solo riceverla come dono di grazia da Dio attraverso una relazione piena di fede con Cristo (cfr. Giovanni 10:28; Romani 5:15-17; 6:23; Efesini 2:8-9).

Ereditare la vita eterna non è semplicemente una promessa astratta di un aldilà. Nella tradizione ebraica, l’eredità era tangibile e si tramandava di generazione in generazione: un conferimento di terra, nome e status. Gesù attinse a questa concezione, indicando che a coloro che appartengono a Lui, che entrano a far parte della famiglia di Dio, viene offerto un nuovo tipo di eredità: la vita eterna e la pienezza di dimorare con il Padre per sempre (cfr. Giovanni 1:12-13; 1 Giovanni 3:1-2). Pietro la definì "un’eredità che non può mai perire, né corrompersi, né svanire" (1 Pietro 1:4). In quanto figli di Dio, diventiamo "eredi di Dio e coeredi di Cristo, se davvero condividiamo le sue sofferenze per poter anche condividere la sua gloria" (Romani 8:17).

L’eredità della vita eterna non è riservata a pochi privilegiati, ma è aperta a chiunque abbia rinunciato agli attaccamenti mondani per seguire Cristo. Le parole di Gesù in Matteo 19:29 ci sfidano a esaminare le nostre fedeltà e le nostre priorità: siamo disposti a mettere da parte tutto ciò che potrebbe impedirci di seguire Cristo? Siamo pronti a rischiare tutto, se necessario, per amore del Vangelo? Saremmo disposti a lasciarci alle spalle beni, relazioni e sicurezza per mantenere la nostra fedeltà a Cristo?

Ereditare la vita eterna significa ricevere un dono incommensurabile: una nuova vita, iniziata nella fede e completata nella gloria. Nulla di ciò che rinunciamo per amore del Signore va mai perduto, ma ci viene restituito in modi moltiplicati e incommensurabili. Nessuna relazione abbandonata o sacrificio compiuto per la causa del Vangelo rimarrà senza ricompensa nel regno di Dio (Efesini 6:8). Riceviamo in cambio "una vita ricca e appagante" (Giovanni 10:10, NLT) con una famiglia spirituale, la ricchezza delle relazioni, la gioia di avere uno scopo, la pace della presenza di Dio, l’abbondanza della Sua grazia, il dono ineffabile della Sua salvezza e una moltitudine di altre benedizioni (vedi Matteo 5:3-12; 2 Corinzi 9:15; Efesini 1:3-14; Giacomo 1:17).

La ricompensa definitiva del credente va oltre questa epoca presente. Non sappiamo ancora esattamente come sarà, se non che sarà migliore di qualsiasi cosa possiamo immaginare (cfr. Romani 8:18; 1 Corinzi 2:9; 2 Corinzi 5:1; Filippesi 3:20-21; Apocalisse 21:1-4; 22:3-5). L’eredità futura è il culmine della nostra speranza cristiana. Questa nuova vita inizia ora nella comunione con Dio attraverso un rapporto con Gesù e trova la sua perfetta realizzazione nella vita a venire. Come figli di Dio, non moriremo mai (Giovanni 11:25-26). La paura lancinante della morte è eliminata (Osea 13:14; 1 Corinzi 15:26, 54-57; Apocalisse 21:4), poiché erediteremo la vita eterna, la gloria della risurrezione e la comunione senza fine con Dio.

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