Domanda
Che cosa si intende per equivalenza dinamica nella traduzione della Bibbia?
Risposta
L’equivalenza dinamica è un metodo di traduzione della Bibbia che intende riprodurre il testo originale delle Scritture mediante un linguaggio e un’espressione moderni, affinché il messaggio divino possa essere compreso chiaramente. In questa prospettiva, il traduttore si preoccupa meno di fornire una parola esatta per ogni termine del testo originale e più di comunicare il messaggio fondamentale di ciascun versetto. Considerando il contesto originale, la cultura, le figure retoriche e gli altri fattori che influenzano il linguaggio, l’equivalenza dinamica si propone di far comprendere il testo ai lettori odierni della Bibbia allo stesso modo – o con la massima somiglianza possibile nel significato – di coloro ai quali era inizialmente rivolto.
Tra le numerose traduzioni della Bibbia, la maggior parte rientra in una delle due categorie seguenti: equivalenza letterale ed equivalenza dinamica. Le traduzioni letterali sono fondamentalmente traduzioni parola per parola, che forniscono a ciascuna parola dell'originale una parola nel linguaggio tradotto equivalente, per quanto possibile. Tali versioni perseguono l’equivalenza formale, una filosofia che intende rendere il testo originale il più letteralmente possibile. Esempi di equivalenza formale o traduzioni letterali sono la English Standard Version (ESV), la New American Standard Bible (NASB), la New King James Version (NKJV), la King James Version (KJV), la New Revised Standard Version (NRSV) e la Revised Standard Version (RSV).
A differenza delle traduzioni letterali (parola per parola), per ottenere un'equivalenza dinamica si utilizza un metodo di traduzione basato sul pensiero e sul significato. Negli ultimi anni, il concetto di equivalenza funzionale è stato applicato anche alle traduzioni dinamiche o basate sul pensiero. Piuttosto che puntare a una resa esatta del testo, la filosofia dinamica o funzionale della traduzione si concentra sulla comunicazione del significato più ampio del testo originale. Poiché si allontana dal metodo formale di traduzione parola per parola, il metodo dell’equivalenza dinamica si avvicina naturalmente alla parafrasi. L’obiettivo è quello di riprodurre lo stesso impatto dinamico che il testo ha avuto sul suo pubblico originale. La New International Readers Version (NIrV), la Revised English Bible (REB), la Good News Translation (GNT), la New Living Translation (NLT) e la Contemporary English Version (CEV) sono traduzioni dinamiche (o di equivalenza funzionale).
L’obiettivo della maggior parte dei traduttori della Bibbia è quello di essere il più fedeli possibile al significato originale del testo (se non alle parole originali), utilizzando un linguaggio che sia comprensibile e naturale per il lettore moderno, così come lo era il testo originale per i lettori dell’epoca. Nessuno dei due metodi di traduzione è “migliore” dell’altro. La differenza sta nel linguaggio a cui viene data maggiore importanza: quello originale o quello dei destinatari odierni.
Le traduzioni letterali rendono più trasparente la lingua originale, ma possono risultare poco naturali all’orecchio moderno e richiedono pertanto maggiori chiarimenti e spiegazioni. Le traduzioni dinamiche tendono a essere più facili da comprendere per i lettori moderni, ma possono nascondere o perdere alcuni degli elementi antichi del testo, come usanze culturali, giochi di parole, allusioni e figure retoriche. Sebbene diverse nel loro approccio, entrambe le filosofie di traduzione cercano di essere fedeli al testo originale.
Di seguito proponiamo alcuni esempi che illustrano la differenza tra equivalenza formale ed equivalenza dinamica nella traduzione, con l’auspicio che possano essere di aiuto nella comprensione di questi importanti principi ermeneutici:
Giovanni 3:16
Letteralmente: "Poiché Dio ha così amato il mondo, che il Suo Figlio — l'unigenito — Egli ha dato, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita duratura" (Traduzione letterale di Young - YLT).
Equivalenza formale: "Poiché Dio ha tanto amato il mondo, da dare il suo Figlio unigenito, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna" (NKJV).
Equivalenza dinamica: "Poiché Dio ha amato il mondo in questo modo: ha dato il suo unico Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna" (NLT).
Salmo 23:1
Equivalenza formale: "Il SIGNORE è il mio pastore, non mancherò di nulla" (NASB)
Equivalenza dinamica: "Il SIGNORE è il mio pastore, ho tutto quello che mi serve" (GNT)
Un limite del metodo di traduzione basato sull’equivalenza dinamica è che può condurre a scelte interpretative capaci, talvolta, di allontanarsi dal significato originario del testo e di introdurre concetti estranei. Se i traduttori si prendono troppa libertà con il testo, tali errori interpretativi possono ostacolare una comunicazione fedele della Parola di Dio. Una certa soggettività è naturalmente insita nell’equivalenza dinamica, e ciò può generare versioni molto diverse dello stesso testo. Si considerino, ad esempio, le differenze significative tra queste due traduzioni di 2 Corinzi 5:8, entrambe realizzate con il metodo dell’equivalenza dinamica:
Sì, siamo pienamente fiduciosi e desideriamo lasciare questi corpi mortali, perché allora saremo a casa con il Signore. (NLT)
Non vi è alcun dubbio che viviamo con una passione audace, ma alla fine preferiamo lasciare questo corpo per poter essere a casa con il Signore. (The Voice)
Le espressioni idiomatiche e le altre figure retoriche tipiche di una cultura offrono i confronti più evidenti tra equivalenza dinamica ed equivalenza formale nelle traduzioni. Ad esempio, quando Mosè getta l’albero nelle acque amare di Mara in Esodo 15:25, la NASB, una traduzione letterale, afferma che "le acque divennero dolci". La traduzione dinamica NIV, invece, afferma che "l’acqua divenne potabile" (Esodo 15:25). Ciò che nella lingua ebraica è letteralmente "dolce" rimane tale nell’equivalenza formale, ma nell’equivalenza dinamica diventa "potabile". Entrambe le traduzioni sono accurate a modo loro, e il risultato rimane lo stesso: l’acqua divenne potabile, sia che la si definisca "dolce" sia che la si indichi semplicemente come "potabile".
Esiste una terza filosofia di traduzione della Bibbia che adotta un approccio combinato: utilizza una traduzione letterale, parola per parola, quando possibile, e una traduzione dinamica, pensiero per pensiero, quando necessario. Questo metodo misto è stato definito anche "equivalenza ottimale". I sostenitori di tale approccio ritengono che esso offra il miglior equilibrio tra accuratezza e leggibilità. La New International Version (NIV) è considerata una traduzione combinata, che pone l’accento sull’equivalenza dinamica e, al contempo, cerca costantemente l’equivalenza formale. Anche la New English Translation (NET), la Christian Standard Bible (CSB) e la New Century Version (NCV) si collocano in questa categoria, rappresentando ciascuna una diversa sfumatura di tale approccio combinato.
Un approccio saggio allo studio della Bibbia e alla lettura delle Scritture consiste nell’utilizzare una combinazione di diverse traduzioni, tra cui traduzioni letterali, dinamiche e combinate. Confrontando i testi tra loro, i lettori attenti della Bibbia potranno comprendere al meglio il significato vero e completo della Parola di Dio.
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Che cosa si intende per equivalenza dinamica nella traduzione della Bibbia?