Domanda
Cosa sono le epistole carcerarie?
Risposta
Le epistole carcerarie — Efesini, Filippesi, Colossesi e Filemone — prendono questo nome perché furono scritte dall’apostolo Paolo durante una delle sue incarcerazioni. Paolo menziona questa prigionia in ciascuna delle epistole carcerarie: Efesini 3:1 e 4:1, Filippesi 1:13, Colossesi 4:3, 18 e Filemone 1:10. È generalmente accettato che Paolo abbia scritto le epistole carcerarie durante la sua prima prigionia a Roma.
La data esatta in cui scrisse ciascuna delle epistole carcerarie è sconosciuta, ma il periodo di due anni che trascorse agli arresti domiciliari a Roma è stato circoscritto agli anni 60-62 d.C. La prigionia di Paolo a Roma è confermata dal libro degli Atti, dove troviamo riferimenti al fatto che fosse sorvegliato da soldati (Atti 28:16), che gli fosse permesso di ricevere visitatori (Atti 28:30) e che avesse l’opportunità di annunciare il Vangelo (Atti 28:31). Questi dettagli, insieme al riferimento di Paolo al fatto di trovarsi con "coloro che appartengono alla casa di Cesare" (Filippesi 4:22), avvalorano l’ipotesi che Paolo abbia scritto le epistole carcerarie da Roma. La prigionia romana di Paolo diede origine a tre grandi lettere alle chiese di Efeso, Colossi e Filippi, oltre che a una lettera personale al suo amico Filemone.
Tre delle lettere carcerarie, dette anche lettere di prigionia o di cattività, erano destinate a tre chiese. Due di queste chiese (a Efeso e a Filippi) le aveva fondate durante il suo secondo viaggio missionario (Atti 20:1-3). Una (a Colossi) non l’aveva mai visitata, ma la conosceva bene. Le lettere di Paolo riflettono il suo cuore di pastore, pieno di amore e di sollecitudine.
La Lettera ai Colossesi fu scritta espressamente per contrastare l’eresia sorta a Colossi che metteva a repentaglio l’esistenza della chiesa. Nella sua lettera, Paolo affrontò aspetti chiave della teologia, tra cui la divinità di Cristo (Colossesi 1:15-20; 2:2-10), l’errore di aggiungere la circoncisione e altri rituali ebraici alla salvezza per fede (Colossesi 2:11-23) e la condotta del popolo di Dio (capitolo 3). Anche la lettera alla chiesa di Efeso riflette la preoccupazione di Paolo per i suoi cari, in particolare affinché comprendessero le grandi dottrine della fede (capitoli 1-3) e l’applicazione pratica di tali dottrine nel comportamento cristiano (capitoli 4-6). La Lettera ai Filippesi è la lettera più gioiosa di Paolo, e i riferimenti alla gioia abbondano nelle sue pagine (Filippesi 1:4, 18, 25-26; 2:2, 28; 3:1; 4:1, 4, 10). Egli incoraggia i credenti di Filippi a rallegrarsi nonostante le sofferenze e le ansie, a gioire nel servizio e a continuare a guardare a Cristo come oggetto della loro fede e speranza.
La quarta lettera dalla prigione fu scritta al "amico e collaboratore" di Paolo, Filemone (Filemone 1:1), come supplica di perdono. Lo schiavo di Filemone, Onesimo, era fuggito dal servizio di Filemone per recarsi a Roma, dove incontrò l’apostolo ormai anziano e si convertì a Cristo grazie a lui. Paolo chiede a Filemone di riaccogliere Onesimo come fratello in Cristo, che ora è "utile" a entrambi (Filemone 1:11). Il tema della Lettera a Filemone è il perdono e il potere del Vangelo di Cristo di minare i mali della schiavitù, trasformando i cuori sia dei padroni che degli schiavi in modo da raggiungere l’uguaglianza spirituale.
Sebbene le epistole carcerarie riflettano la condizione terrena di Paolo come prigioniero di Roma, egli chiarisce che la sua prigionia era innanzitutto per Cristo (Filemone 1:9; Efesini 3:1; Colossesi 4:18; Filippesi 1:12-14). Il periodo trascorso da Paolo in prigione aveva lo scopo di diffondere il Vangelo nella capitale dei gentili, Roma. Il Signore stesso disse a Paolo: "Coraggio! Come hai testimoniato di me a Gerusalemme, così devi testimoniare anche a Roma" (Atti 23:11). Il periodo di prigionia di Paolo è per noi oggi non meno proficuo di quanto lo fosse per le chiese del I secolo che egli amava così tanto.
English
Cosa sono le epistole carcerarie?