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Domanda

Come possiamo entrare nel riposo di Dio?

Risposta


Il concetto di entrare nel riposo di Dio deriva dai capitoli 3 e 4 della Lettera agli Ebrei. Che cos’è questo "riposo" di cui parla l’autore della Lettera agli Ebrei? Come vi entriamo? E in che modo non riusciamo a entrarvi? L’autore della Lettera agli Ebrei inizia la sua trattazione sul riposo di Dio nel capitolo 3, dove fa riferimento agli Israeliti che vagavano nel deserto. Nel concedere loro la terra di Canaan, Dio aveva promesso che sarebbe andato davanti a loro e avrebbe sconfitto tutti i loro nemici affinché potessero vivere in sicurezza (Deuteronomio 12:9-10). Tutto ciò che era loro richiesto era di riporre piena fiducia in Lui e nelle Sue promesse. Tuttavia, essi rifiutarono di obbedirgli. Al contrario, mormorarono contro di Lui, desiderando persino di tornare alla loro schiavitù sotto gli egiziani (Esodo 16:3; 17:1-7; Numeri 20:3-13).

Il particolare "riposo" a cui si fa riferimento qui era quello della terra di Canaan. Dio dichiarò solennemente che gli Israeliti che Gli avessero disobbedito non sarebbero mai entrati in quel riposo (Ebrei 3:11). Essi erano stati ribelli. Tutti i tentativi di riportarli sulla retta via erano falliti. Dio li aveva avvertiti e supplicati; aveva fatto passare davanti a loro le Sue misericordie e li aveva colpiti con giudizi, ma invano; e ora dichiara che, a causa della loro ribellione, sarebbero stati esclusi dalla Terra Promessa (Ebrei 3:16-19). Ma, alla fine, la generazione successiva ripose la propria fede in Dio e, seguendo la guida di Giosuè, circa quarant’anni dopo entrò nel riposo di Dio, la terra di Canaan (Giosuè 3:14-17).

Utilizzando gli Israeliti come esempio di coloro che non riposavano nelle promesse di Dio, l’autore della Lettera agli Ebrei prosegue nel capitolo 4 per rendere personale l’applicazione, sia ai cristiani ebrei che a noi: "Pertanto, poiché la promessa di entrare nel suo riposo è ancora valida, facciamo attenzione che nessuno di voi sia trovato a non averla raggiunta" (Ebrei 4:1). La promessa che rimane valida è quella della salvezza attraverso la provvidenza di Dio: Gesù Cristo. Solo Lui può garantire il riposo eterno della salvezza attraverso il Suo sangue versato sulla croce per la remissione dei peccati. Il riposo di Dio, quindi, si trova nel regno spirituale: è il riposo della salvezza. La fede, prosegue l’autore, è la chiave per entrare nel riposo di Dio. Agli Ebrei era stato predicato il Vangelo, proprio come gli Israeliti conoscevano la verità su Dio, ma quei messaggi erano "inutilità per loro, perché coloro che li udirono non li unirono alla fede" (Ebrei 4:2). Alcuni avevano ascoltato la buona novella di Cristo, ma l’avevano respinta per mancanza di fede.

Ebrei 4:10-13 spiega la natura di questa fede. Il tipo di fede che ci permette di entrare nel riposo di Dio è una fede che esige innanzitutto che smettiamo di affidarci alle nostre opere. Poi l’autore sembra contraddirsi dicendoci di fare ogni sforzo: "Chi infatti entra nel riposo di Dio, riposa anch’egli dalle proprie opere, proprio come Dio dalle sue. Sforziamoci dunque di entrare in quel riposo, affinché nessuno cada seguendo il loro esempio di disobbedienza" (Ebrei 4:10-11). Ciò che questo apparente paradosso significa è che tale fede biblica implica la nostra sottomissione a Dio e i nostri sforzi in tal senso.

Sebbene desistiamo dai nostri sforzi autonomi per guadagnarci la salvezza e il riposo eterno promesso, ci "impegniamo comunque con ogni sforzo per entrare in quel riposo" scegliendo di dipendere esclusivamente da Dio, di riporre in Lui fiducia incondizionata, di arrenderci totalmente alle promesse di Dio attraverso la grazia gratuita della Sua salvezza. Perché? Affinché "nessuno cada seguendo l’esempio della loro [degli Israeliti] disobbedienza" (Ebrei 4:11). O confidiamo in noi stessi per salvarci, oppure confidiamo in Dio affinché lo faccia per noi attraverso il sacrificio di Cristo sulla croce. Non confidando pienamente in Dio e nelle Sue promesse, diventiamo disobbedienti e non riusciamo a entrare nel riposo che è la vita eterna, proprio come i figli d’Israele divennero disobbedienti quando non riuscirono a entrare nella Terra Promessa.

Come facciamo allora a smettere di confidare in noi stessi? Come riponiamo la nostra piena fiducia in Dio e nelle Sue promesse? Entriamo nel riposo di Dio innanzitutto comprendendo la nostra totale incapacità di entrarvi con le nostre sole forze. Successivamente, entriamo nel riposo di Dio attraverso la nostra fede totale nel sacrificio di Cristo e la completa obbedienza a Dio e alla Sua volontà. "E a chi giurò Dio che non sarebbero mai entrati nel suo riposo, se non a coloro che disubbidirono? Vediamo dunque che non poterono entrare a causa della loro incredulità" (Ebrei 3:18-19). A differenza degli Israeliti, la cui incredulità impedì loro di entrare nella Terra Promessa, noi dobbiamo entrare nel riposo di Dio mediante la fede in Lui, fede che è un dono da parte Sua per grazia (Efesini 2:8-9).

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