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Domanda

È sbagliato alleviare i dolori del parto assumendo antidolorifici?

Risposta


In quel fatidico giorno nel Giardino dell’Eden, quando Eva scelse di disobbedire a Dio, mangiò dall’unico albero proibito (Genesi 3:3). Poiché Eva disobbedì, Dio disse: "Renderò molto gravi le tue sofferenze durante il parto; con dolore partorirai figli" (Genesi 3:16). Dio scelse questo particolare giudizio per la donna come conseguenza naturale dell’ingresso del peccato nel mondo.

Nel disegno originario di Dio per la donna, ella era priva di difetti, con un corpo immortale incapace di morire (Romani 5:12). Era superba sotto ogni aspetto e sarebbe stata assolutamente irreprensibile nei suoi istinti materni e nel modo in cui amava, educava e si prendeva cura dei propri figli. Ricordiamo che Dio aveva già ordinato ad Adamo ed Eva di "essere fecondi", quindi la maledizione non riguardava il fatto di avere figli (Genesi 1:28). Senza il peccato, Eva sarebbe stata in grado di partorire senza l’estrema sofferenza che le donne provano oggi.

In Genesi 3:16, la parola ebraica originale tradotta con "dolore" in molte delle nostre Bibbie in inglese è estev, che significa "dolore, sofferenza, fatica, afflizione, travaglio, difficoltà". Il dolore inflitto a Eva non era solo il dolore fisico del processo del parto, ma anche il dolore emotivo associato all’allevare i figli. E, naturalmente, qualsiasi donna che abbia avuto figli può testimoniare la realtà di entrambi i tipi di dolore.

Alcune donne ritengono che assumere farmaci per alleviare il dolore del travaglio sia un modo peccaminoso di aggirare la maledizione di Dio. Preferirebbero "subire la loro punizione" piuttosto che cercare di eludere la volontà di Dio. Tuttavia, assumere medicamenti non è sbagliato; un antidolorifico per alleviare il mal di testa, ad esempio, va benissimo. Anche assumere medicamenti per alleviare il dolore del parto non è sbagliato; anzi, è una benedizione di Dio che Egli abbia permesso ai medici di inventare qualcosa del genere.

L’apostolo Paolo spiegò alle donne come poter alleviare in parte il dolore del parto: "Ma le donne saranno salvate attraverso il parto, se persevereranno nella fede, nell’amore e nella santità con modestia" (1 Timoteo 2:15). L’espressione "saranno salvate" in questo testo non si riferisce alle donne che sfuggono alle conseguenze eterne del peccato, poiché ciò contraddirebbe l’insegnamento biblico secondo cui la salvezza è per grazia mediante la sola fede (Romani 3:19-20). La parola qui tradotta con "salvate" può anche significare "soccorrere, preservare al sicuro, guarire, liberare o liberare da" in senso temporale. Paolo sta insegnando alle donne come liberarsi dalla preoccupazione e dall’ansia del parto. Significa "perseverare nella fede" conducendo una vita devota e incentrata su Cristo. Se una donna agisce in questo modo, i suoi figli conosceranno Gesù Cristo, avranno una morale retta e seguiranno il suo esempio. Sebbene sia vero che la donna "è diventata peccatrice" (1 Timoteo 2:14) e mette al mondo piccoli peccatori, può "redimersi" vivendo rettamente e allevando una generazione retta. Per una donna devota, sapere che i propri figli sono al sicuro nelle mani di un Dio sovrano significa provare pace d’animo e liberarsi dalla paura.

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